Tourist Trophy 2013 – Senior TT: vince John McGuinness. E’ ancora lui il Re della Montagna!

Dopo una settimana di gare come questa, sull’Isola di Man, ricca di emozioni contrastanti, colpi di scena, battaglie epiche e record infranti, mancano davvero le parole per riassumere la gara della Senior TT.

Gli ingredienti per uno spettacolo epico sul Mountain Course, per una gara da regalare alla storia come quelle che si raccontano ancora a distanza di vent’anni nei pub di Ellan Vannin, c’erano tutti: un Michael Dunlop indiavolato, alla ricerca della quinta vittoria in un’edizione; un Guy Martin determinato a portarsi a casa quell’elusivo primo posto; i “cavalli pazzi” Bruce Anstey e Cameron Donald, che quando si svegliano nel modo giusto sono ossi duri per tutti. E poi c’era John… Il talento di McGuinness, Re della Montagna, non si discute, ma si sa, quando una nuova generazione si fa avanti a “gomitate” è facile essere etichettati come “bolliti” e finire nel “contenitore del passato”. John aveva sicuramente qualcosa da ribadire dopo una settimana passata piuttosto in ombra, un po’ come fece nel 2011, dimostrando nuovamente la sua superiorità dopo la grande delusione dell’edizione 2010.

La tensione era molta e una Glencrutchery Road stracolma di appassionati attendeva il rombo e lo sfrecciare della Kawasaki verde di James Hillier, il primo del gruppo a lanciarsi verso Bray Hill. Alle 14.00 locali scatta quindi la Pokerstars Senior TT, in un tripudio di dita incrociate e applausi. Dopo poche miglia, però, quando i primi piloti si apprestavano a raggiungere Ramsey, la bandiera rossa viene esposta a Glen Helen e successivamente a Ramsey. La gara è interrotta per un incidente avvenuto al bottom di Bray Hill, nel punto di massima compressione delle moto. Il pilota numero 68, il newcomer Jonathan Howarth, ha “chiuso” troppo la traiettoria “lanciando” letteralmente la moto. Jonathan, fortunatamente, esce indenne dal crash e parla con i marshal. Purtroppo, però, i detriti della sua moto investono degli spettatori, subito ricoverati al Noble’s Hospital di Braddan, nessuno in pericolo di vita ma qualcuno in condizioni abbastanza serie.

Mentre la griglia viene liberata e i piloti lungo il tracciato sono scortati fino al Grandstand dai marshall, si pensa già alla ripartenza. L’Isola di Man ricade nel suo classico silenzio pre-gara. Un vero peccato per Gary Johnson, che al rilevamento di Glen Helen guidava la corsa, poi superato da McGuinness a quello di Ballaugh. Tutto da rifare, quindi.

Alle 16.30 locali, finalmente, con un asfalto cocente che raggiunge i 38° di temperatura, è di nuovo Hillier a fare da battistrada, lanciandosi lungo St. Ninians, Bray e scendendo fino a Quarterbridge. Lo seguono Cameron Donald, John McGuinness, Guy Martin, Bruce Anstey, Michael Dunlop, Gary Johnson e Michael Rutter, fino al numero dieci, il manxman Conor Cummins, che fa risuonare gli scoppi irregolari della sua Milwaukee Yamaha in tutta Douglas. La gara motociclistica più celebre di tutti i tempi è di nuovo partita.

Giro 1. Ribadendo quanto fatto nella prima “frazione”, è Gary Johnson a comandare a Glen Helen, con un vantaggio minimo (0.560 secondi) su un sorprendente William Dunlop, seguito dal fratello Michael (+0.610), Michael Rutter, John McGuinness, Bruce Anstey, Cameron Donald, James Hillier, Dean Harrison e un attardato Guy Martin. Seguono Conor Cummins e Josh Brookes, che ormai non è più una novità nelle parti alte della classifica. Per presentarsi tra le foreste di Glen Helen in prima posizione, Gary Johnson ha “maltrattato” la sua splendida Lincs Lifting Honda verde e nera, con un ottimo settore in 4″22’049 con partenza da fermo.

La leadership di Gary, però, dura poco. Al rilevamento di Ballaugh avviene ciò che tutti si aspettavano: il mastino Michael Dunlop passa in vantaggio su Johnson (+0.310). Seguono McGuinness, che ha la meglio su Rutter, mentre Donald e Anstey sono separati da soli 5 decimi. La gara è apertissima e ben nove piloti sono contenuti in dieci secondi. A Sulby è McGuinness a far segnare la velocità di punta, sfrecciando a 192.3 mph.

Le stesse posizioni vengono ribadite a Ramsey; i piloti rallentano approcciando l’Hairpin e salgono verso il Gooseneck, la loro prima “scalata” della Montagna. Al Ramsey Hairpin Guy Martin guadagna posizioni, ponendosi alle spalle di Donald e davanti a Bruce Anstey. Ottima fino ad ora la gara di Josh Brookes (quattordicesimo) e di un convalescente Lee Johnston (diciottesimo). Al Bungalow, però, il “dipinto” della gara si fa chiaro: McGuinness si porta al secondo posto ai danni di Gary Johnson e le posizioni iniziano a definirsi. E’ chiaro che la lotta per la vittoria sarà una questione personale tra John McGuinness e Michael Dunlop. Veterano contro giovane arrembante. Esperienza contro aggressività. McPint è formidabile nella discesa del Mountain e pennella Windy Corner, Keppel Gate, Kate’s Cottage fino al Creg. A Cronk-ny-Mona ha già “catturato” sulla strada James Hillier e Cam Donald e si porta a 0.970 secondi da Micky Dunlop.

Al termine del primo giro Michael Dunlop guida la gara con 1.389 secondi su McGuinness, Gary Johnson terzo, seguito da Michael Rutter, Guy Martin, William Dunlop e Bruce Anstey. Mentre i primi cinque chiudono il passaggio sopra le 130 mph, Cameron Donald ha evidenti problemi, portando a termine il settore da Cronk-ny-Mona al Grandstand in 1″15′, a fronte dei 59 secondi dei migliori.

Giro 2. A Glen Helen il commentatore Dave Christian annuncia che McGuinness ha superato Hillier sul tracciato. John ha ora strada libera davanti a sè, la sua condizione preferita. Michael Dunlop passa dal rilevamento ancora in testa, seguito da McGuinness (+1.085), Gary Johnson (+7.745), Michael Rutter e Guy Martin. E’ proprio Guy a dare vita ad una bella rimonta nel corso del secondo giro, con un ottimo settore tra Glen Helen e Ballaugh in 3″06’587, passando in terza posizione a Ballaugh e facendo segnare la velocità di punta allo speed trap di Sulby, a 190.1 mph.

Mentre i primi si apprestano ad affrontare la staccata di Parliament Square, a Ramsey, viene annunciato il ritiro di Josh Brookes in pit lane, per evidenti problemi alla moto. Un vero peccato per Josh, che alla sua prima visita (e che visita!) al TT ha fatto vedere di poter girare in 128… niente male per un newcomer! E’ proprio a Ramsey che la gara inizia a prendere la piega desiderata da McGuinness: il Missile di Morecambe balza in prima posizione, a precedere Michael Dunlop (+0.232), Guy Martin (+7.843), Gary Johnson, Bruce Anstey e Michael Rutter. Il distacco tra i primi rimane invariato al Bungalow, ma a Cronk-ny-Mona McGuinness mette quasi due secondi tra sè e Micky D, che diventano 2.437 al Grandstand. Mentre i piloti rientrano per la prima serie di pit stop, arrivano i responsi del secondo giro: McGuinness stampa un 131.276 mph (17″14’709), Martin gira in 131.094, Dunlop in 130.788. La battaglia tra loro tre è titanica.

Mentre i leader della corsa si “riposano” per i cinquanta secondi del pit stop (McGuinness è il più veloce con 53.212 secondi), la folla capisce che Martin sta recuperando sui primi e seriamente. Quando riparte dai box è un tripudio di urla e applausi. Bray Hill è pronta ad accogliere questi missili di carne, nervi e metallo per un altro esilarante giro.

Giro 3. A Glen Helen McGuinness guida ancora la corsa con 0.537 secondi su Michael Dunlop, ma scopre di essere tallonato sul percorso da un ottimo James Hillier. Non c’è maestro migliore lungo il Mountain e Hillier sfrutta il traino di McPint per prendere un ritmo notevole che lo porterà nella parte alta della classifica. Sempre a Glen Helen, però, Martin paga 13 secondo dalla vetta, superato anche da Bruce Anstey. E’ un vero peccato vedere che gli sforzi fatti dal ragazzaccio di Kirmington vengano annullati da pit stop lenti. Di conseguenza, Martin viene braccato da Anstey e Michael Dunlop a Ramsey, mentre a Sulby è McGuinness a sfrecciare a 190.6 mph.

John ribadisce il suo vantaggio a Ramsey (+1.424 secondi su Michael Dunlop), guidando di nuovo magistralmente sul Mountain. Vantaggio che si estende a 1.860 secondi al Bungalow, 2.034 secondi a Cronk-ny-Mona. Al Grandstand McGuinness passa tallonato da Hillier, mentre Micky D supera di slancio Bruce Anstey sulla strada. Al termine del terzo giro McGuinness guida la corsa, seguito da Michael Dunlop (+2.055), Bruce Anstey, Guy Martin, James Hillier (che recupera molti secondi), Michael Rutter, William Dunlop, Conor Cummins, Dean Harrison e Dan Stewart.

Bruce Anstey è il più veloce, completando il giro in 124.521 mph (18″10’803), mentre Dan Cooper, Wayne Kirwan e Rafael Paschoalin si ritirano rispettivamente in pit lane, a Greeba Bridge e a Quarry Bends.

Giro 4. McGuinness è un maestro di perfezione e infila in maniera impeccabile il tortuoso tratto di Laurel Bank, tra la luce del sole che penetra le fronde degli alberi. Un settore in 4″15’776 gli vale 3.301 secondi di vantaggio su Michael Dunlop che inizia a cedere sotto i colpi di un immenso McPint. A Ballaugh la leadership si estende a 4.076 secondi, mentre Hillier supera, tempi alla mano, Guy Martin, guadagnando così la quarta posizione. Sarà il riferimento visivo di McGuinness, sarà la settimana di grazia, ma James riesce a tenere il passo del King of the Mountain e in alcuni settori è addirittura meglio di lui. Il giro si conclude senza grandi cambiamenti. Le posizioni sono piuttosto congelate, mentre Guy Martin perde secondi prezioni e la possibilità di agguantare il podio. Al Grandstand McGuinness firma un giro in 131.127 mph (17″15’127), un ritmo insostenibile per gli inseguitori. Al secondo pit stop Michael Dunlop risulta piuttosto lento, compiendo la sosta in 54.9 secondi, contro i 51.335 di McGuinness. Jamie Hamilton, invece, si ritira al termine del giro. Tutto va per il verso giusto a McPint, che uscito dalla pit lane può lanciarsi verso gli ultimi due passaggi di questo Tourist Trophy 2013.

Giro 5. Il silenzio dei boschi di Glen Helen viene rotto dall’urlo della Honda TT Legends di McGuinness. Piega a sinistra, di nuovo gas in mano, Sarah’s Cottage, le sinuose Lambfell e dentro tutte le marce per il rettilineo di Cronk-y-Voddy. Michael Dunlop è a più di 8 secondi, ma è Bruce Anstey a doversi guardare le spalle. James Hillier, tenendo sempre la scia di McGuinness, gira su un passo impressionante e si avvicina, settore dopo settore, al “Kiwi”. Tra Ballaugh e Ramsey McGuinness “ricama” un altro secondo e all’inizio dell’ultimo passaggio ha 9.801 secondi di margine su Micky Dunlop. A Cronk-ny-Mona il vantaggio di Anstey su Hillier è di meno di un secondo e al Grandstand avviene il sorpasso. James è virtualmente sul podio della Senior TT e fa segnare il giro più veloce in 125.300 mph (18″04’015).

Giro 6. L’ultimo giro è un susseguirsi di intermedi da fare impallidire. McPint arriva a Glen Helen in 4″16’135, Michael Dunlop in 4″15’082, James Hillier in 4″15’488, distanziati da venti secondi. Seguono Bruce Anstey, Guy Martin, Michael Rutter, William Dunlop, Conor Cummins, Dean Harrison e Dan Stewart. Mentre la corsa trionfale di McGuinness raggiunge Ramsey, la Milwaukee Yamaha di Cummins ammutolisce e l’altissimo pilota mannese è costretto al ritiro. Se le prime due posizioni sembrano stabili, dal Ramsey Hairpin si scatena la battaglia per il terzo posto. Mai sottovalutare Bruce Anstey!

James Hillier prende l’iniziativa e proprio all’Hairpin infila un McGuinness che non aveva più necessità di “tirare” troppo; James riesce ad inanellare un mostruoso ultimo giro in 17’13”809, il suo miglior passaggio in assoluto. Ma il “Kiwi” Bruce è magistrale sul Mountain e riesce a fare di meglio. Gli piace, lo ammette, e lì non ha rivali. Mezzo secondo da Hillier al Bungalow viene ridotto a nulla a Cronk-ny-Mona. Mentre McGuinness esulta, tra la folla, per essere di nuovo il King of the Mountain, Hillier attende l’arrivo di Anstey, per sapere se recarsi nel parco chiuso o no. Bruce è un tutt’uno con la sua Padgett’s, che chiede pietà lungo Glencrutchery Road dopo sei estenuanti giri. Il terzo posto è suo!

L’ultimo giro di questa edizione del Tourist Trophy è qualcosa di fenomenale, di storico: Anstey stampa un giro in 131.530, Hillier in 131.385, McGuinness in 131.165, Michael Dunlop in 131.128.

Mentre McGuinness, abbracciato da Dunlop, lancia i guanti alla folla e riceve un casco celebrativo per i suoi 20 successi al Tourist Trophy, l’Isola di Man è pronta a festeggiare nuovamente questo maestro delle due ruote. Con birre offerte, burn out e pacche sulle spalle. McGuinness… che personaggio. Anche questo dovrà raccontare alla sua piccola Maisy-Grace: di aver ribadito, nel 2013, di essere ancora il migliore sul Mountain. Il Re.

Classifica completa Pokerstars Senior TT

TT da ricordare anche per Dave Madsen-Mygdal che festeggia la sua 100^ presenza, per Joshua Brookes che vince il titolo di Best Newcomer e per Lee Johnston, primo tra i privati.

(Fonte foto: ManxRadioTT)

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Una reazione a Tourist Trophy 2013 – Senior TT: vince John McGuinness. E’ ancora lui il Re della Montagna!

  1. STUCCHI GIORGIO ha scritto:

    NON SI PUO’ LEGGERE UNA CRONISTORIA COSì! ho sudato !!

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