Tourist Trophy 2013: occhi puntati su…

L’edizione 2013 del Tourist Trophy è ufficialmente iniziata, anche se non nel migliore dei modi in questi primi giorni di qualifiche. Sarà da sabato 1 giugno, tuttavia, che entreremo nel cuore del TT 2013, con la gara d’apertura, la Dainese Superbike. Alle 12.00 locali, infatti, si inizierà a fare davvero sul serio, con i piloti che si lanceranno lungo la picchiata di Bray Hill. 

Cerchiamo di capire chi, tra i volti noti e i newcomers, sarà da tenere d’occhio in questa edizione del TT.

Le categoria Senior riserverà come al solito battaglie agguerrite, essendo il titolo più ambito. Avere nel proprio palmarès una vittoria nella Senior non è cosa da tutti e c’è da scommettere che i colpi di scena non mancheranno. Molti piloti possono dire la loro con le 1000 (Senior/Superbike/Superstock) e si prevede un folto gruppo di nomi noti che possono mettere il loro sigillo sulla categoria, con qualche possibile e piacevole intrusione.

Ovviamente quando si parla di grosse cilindrate al TT il primo nome da tenere d’occhio è il King of the Mountain, John McGuinness. 19 vittorie all’attivo, il robusto pilota di Morecambe è una sicurezza sulla sua Honda TT Legends, con la quale ha ormai stretto un rapporto inscindibile. La costanza di rendimento, l’esperienza e la fluidità nella guida, trattando la sua CBR “con i guanti”, sono il suo vero punto di forza e c’è da scommettere che anche quest’anno John sarà il primo, tempi alla mano, a passare dal rilevamento di Glen Helen. Favorito numero uno, quindi, ma il problema più scomodo, McGuinness ce l’ha in casa. Parliamo di Michael Dunlop, ormai non più un astro nascente delle road races, ma vero e proprio punto di riferimento. Quest’anno, poi, Michael sembra più determinato che mai ad aggiungere nuovi successi alla sua teca personale del TT, che annovera già tre trionfi rispettivamente tra le Supersport e le Superstock. Stile di guida aggressivo e indomito, agli antipodi rispetto a McGuinness, il giovane Dunlop darà spettacolo.

Chi invece la prima vittoria la sta ancora inseguendo è Guy Martin; Guy, ragazzo d’altri tempi, è sicuramente un potenziale pericolo in tutte le categorie con le sue Tyco Suzuki by Tas, dal momento che nel 2011 è riuscito a salire sul podio in quattro gare su cinque, evidenziando, per chi non se ne fosse ancora accorto, una spiccata capacità di adattamento a tutte le cilindrate. Manca solo il sigillo definitivo e un pizzico di fortuna.

Alzi la mano chi ha il coraggio di escludere dalla lotta per la vittoria tra le “big bikes” due piloti temibili come Bruce Anstey e Cameron Donald. A perfetto agio con le sue Honda Padgett’s, Bruce è sicuramente il road racer più versatile e quello che ha collezionato più successi nelle Internationals in tempi recenti; è capace di vittorie con le 1000, ripetendosi qualche ora dopo con le 600. Infilati guanti e casco, nelle giornate giuste Anstey sa dare vita ad imprese storiche, venendo meno a quella nomea di “pilota dallo sbadiglio facile”, riuscendo ad essere forte ed efficace su tutti i circuiti, dal TT, alla Northwest 200, all’Ulster GP.

Da parte sua, Donald non ha bisogno di presentazioni. Quando tutto è a punto Cam è una mina vagante, capace di tenere il passo di McGuinness senza tanti problemi, e sono ancora fresche nella memoria degli appassionati le strepitose vittorie del 2006 nelle Nationals irlandesi di quell’esordiente australiano dalla manetta micidiale. L’anno scorso è arrivato tre volte secondo sulle Honda argento e rosse preparate da Wilson Craig, e quest’anno vorrà sicuramente stringere le dea alata del TT che gli manca dal 2008.

E poi, come si possono escludere dalla lotta per il podio Gary Johnson, Michael Rutter e Conor Cummins? Qualche piacevole intrusione, si diceva prima, potrà venire inoltre da piloti meno esperti ma altrettanto dotati, come il nativo di Braddan Dan Kneen, o anche James Hillier (che partirà con il numero 1 sul cupolino), Dean Harrison, Simon Andrews Joshua Brookes, il newcomer di lusso del team Tyco Suzuki.

La categoria Supersport è sempre stata teatro delle sfide più belle al TT e proprio l’anno scorso Bruce Anstey ha battuto Cameron Donald per una manciata di centesimi dopo quattro giri (150 miglia!) del Mountain Course. Mentre McGuinness non sarà un rivale scomodo, non trovandosi a suo agio, per sua stessa ammissione, sulle 600, Anstey e Donald daranno sicuramente spettacolo.

Avranno però un compagno tutt’altro che docile in Michael Dunlop, una furia con le Supersport così come il fratello William Dunlop. William deve ancora trovare la sua dimensione tra le “big bikes”, ma con le Supersport è uno dei favoriti per la vittoria, avendo dimostrato in tempi recenti di poter comandare una gara senza troppi patemi. Problemi meccanici e ritiri si sono spesso intromessi tra lui e il gradino più alto del podio, ma con un pizzico di fortuna in più William potrà coronare il suo sogno lungo Glencrutchery Road.

Le 600 evocano bei ricordi anche a Gary Johnson, che trionfò nella Supersport 2 nel 2011 e vorrà certamente far vedere di essere ancora della partita. Un cavallo pazzo, Gaz, che oltre a voler coronare il sogno di un’altra vittoria al TT vorrà togliere qualche soddisfazione alla MV Agusta, il cui ultimo guizzo sul Mountain risale al 2007, con un quarto posto nella Stock del compianto Martin Finnegan. Un occhio di riguardo anche per lui, quindi.

Potranno dire la loro nelle 600 anche Hillier, Harrison e Lee Johnston, che correrà solo nella categoria Supersport, oltre al veterano Ian Lougher, Dan Kneen, Stephen Thompson e Dan Stewart.

Quest’anno anche la categoria Supertwin potrà contare su una lista di iscritti di tutto rispetto. Le 650 bicilindriche, lanciate pochi anni fa dal pioniere Ryan Farquhar nel mondo delle road races, iniziano a spopolare anche tra i big del TT. Dal momento che Ryan, mattatore della categoria, ha appeso il casco al chiodo, il suo posto è ora ambito da molti. Nonostante sia al debutto tra le Twin, Michael Dunlop ha già fatto segnare tempi interessanti nelle prove di sabato, con un 113.5 mph di media sul giro che avvicina il record di 115.554 fatto segnare lo scorso anno da Rutter. Il feeling con la sua Kawasaki McAdoo è buono, la “manetta” non si discute; bisognerà solamente superare problemi e inconvenienti tecnici che, in una categoria nata di recente, non mancheranno di certo.

Michael si trova però in buona compagnia: il giovane e promettente Jamie Hamilton ha imparato i trucchi del mestiere dal suo mentore Farquhar e cercherà di portare la sua Kawasaki KMR sul gradino più alto del podio. Il team KMR potrà inoltre contare su Michael Rutter, con una quasi ventennale esperienza al TT, e su Conor Cummins, che sarà sotto la nostra “lente d’ingrandimento” al debutto con le Supertwin.

Chi si è fatto largo nelle prove di sabato è stato Ivan Lintin, reduce da un’ottima prestazione alla Northwest 200, mentre non si possono escludere dalla lotta per il podio nomi noti come James Hillier (terzo lo scorso anno), Cameron Donald, Dean Harrison, Dan Kneen Gary Johnson (iscrittosi all’ultimo minuto con la cinese WK Bikes).

Tra i sidecar, infine, tutti gli occhi saranno puntati sulla coppia Dave Molyneux/Patrick Farrance, sicuramente la più blasonata. Il Manxman Molyneaux cercherà di aggiungere altri trofei ai suoi 16 TT vinti, quest’anno a bordo del sidecar 600DMR, ma dovrà vedersela con la coppia John Holden/Andrew Winkle, storici partecipanti al TT e vincitori del loro primo trofeo nella gara Sidecar 1 del 2011. Sotto i riflettori anche le coppie Tim Reeves/Dan SayleBen e Tom Birchall, oltre a Conrad Harrison/Mike Haylott e il duo Gary Bryan/Jamie Winn, capaci di un ottimo quarto posto nell’edizione 2012. Con il ritiro di Klaus Klaffenbock dopo il 2011 pare che Molyneux abbia la strada spianata per un’altra doppietta, come avvenne lo scorso anno, ma le estenuanti 37,73 miglia del Tourist Trophy non ammettono previsioni. E, partendo da questo presupposto, non possiamo nemmeno escludere un’altra magia del “vecchietto” Roy Hanks.

Buon TT a tutti!

 

 

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Una reazione a Tourist Trophy 2013: occhi puntati su…

  1. saluto ha scritto:

    Sperando in un po piu’ di fortuna per il “ragazzo” Martin.. se la merita..

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