Southern 100: Dean Harrison e John Holden vincono le Solo Championship in un’edizione da record

La seconda e conclusiva parte di giornata in questa Southern 100 2017 si apre nuovamente con un ottimo clima, leggermente più caldo della mattinata e un tracciato estremamente gommato, grazie alle prove e alle gare appena svolte. Lo spettacolo visto nella prima frazione è pronto a ricominciare.

 

 

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Dean Harrison (Kawasaki Silicone Engineering) vincitore della Solo Championship

Prima ancora che le moto vengano portate in griglia per la gara d’apertura, viene comunicato il primo grande colpo di scena: il maestro dei sidecar, Dave Molyneux, non prenderà parte alla Solo Championship Race che si terrà nel tardo pomeriggio. A quanto pare, ‘Moly’ non è riuscito a risolvere i problemi che hanno costretto il suo tre ruote al ritiro proprio ieri sera; problemi che il pilota DMR Yamaha si porta dietro dal Tourist Trophy.

 

 

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Ivan Lintin, vincitore della categoria Supertwin, seguito da James Cowton

Alle 14.20 locali, il rombo dei motori rompe l’aria per la prima gara del pomeriggio, la Ocean Motor Village 250cc/650cc Race. Ancora una volta, Supertwin e quarto di litro insieme per riproporre la sfida andata in scena già ieri sera. Al via è il giovanissimo James Cowton a prendere le redini della situazione con la sua Kawasaki McAdoo, a precedere Ivan Lintin e Rob Hodson. I primi due hanno un ritmo gara impressionante, che si intensifica giro dopo giro, riuscendo poco alla volta a distanziare Hodson. In quarta posizione troviamo il buon newcomer Joe Thompson, seguito dall’altro newcomer, Derek McGee. I giri veloci si sprecano, con Cowton che viene sopravanzato da Lintin: 104.218 mph per il biondo Ivan al terzo giro, replicato con un 104.471 di James Cowton al quarto passaggio. Cowton è l’ombra di Lintin e il distacco tra i due si misura in centesimi di secondo. La leadership cambia di nuovo, con Cowton che infila Lintin a Cross Four Ways, prima di essere risorpassato da Lintin a Castletown Corner. Il quinto giro è da cineteca, con entrambi i piloti inglesi a sfiorare i muretti a secco del Billown e a stampare rispettivamente un 104.599 mph di media per Lintin e un 104.600 mph per Cowton. Nonostante gli strenui tentativi del giovane James, è ancora Lintin ad avere la meglio e a tagliare il traguardo in prima posizione, precedendo l’alfiere McAdoo di soli 0.065 secondi. Terzo si classifica Rob Hodson, davanti a Joe Thompson (su una 250cc) e Derek McGee.

La seconda gara in programma è la Steam Packet Company 125cc/400cc/450cc and Electric Motorcycles Race. Dopo lo spettacolo della sera precedente, sono ancora Darryl Tweed, Seamus Elliott, Paul Gartland e Alistair Haworth a darsi battaglia. Al via è Seamus Elliott a scattare benissimo, presentandosi per primo a Ballakeighan, seguito da Tweed e Gartland. Anche il sidecarista Dan Sayle è della partita in quinta posizione. Il ritmo di Tweed è insostenibile per gli avversari e il pilota nordirlandese mette un certo margine tra sé e Gartland. La gara subisce un colpo di scena quando Dan Sayle è costretto al ritiro a Cross Four Ways, lasciando spazio ad uno spettacolare recupero di Seamus Elliott fino alla seconda posizione. Al termine dei 6 giri previsti è Darryl Tweed a vincere davanti a Seamus Elliott e Paul Gartland, a completare un podio tutto nordirlandese.

Dopo il perfetto antipasto servito dalle spettacolari prime due gare, è il momento del main event, la gara simbolo della Southern 100, quella che tutti vogliono vincere: la Manx Gas Solo Championship Race. Vincere la Solo Championship significa essere incoronato campione al Billown e presentarsi l’anno successivo con il titolo da difendere. Basta solo andare indietro nel tempo per capire quanto questo trofeo sia ambito dai nomi grossi delle road races: Michael Dunlop, Guy Martin, Ryan Farquhar, Cameron Donald e Ian Lougher, per nominarne alcuni. Dopo il consueto giro di ricognizione, la griglia di partenza è pronta e fortunatamente anche Dean Harrison è della partita, dopo i problemi avuti nella gare precedenti con la sua Superbike. Al via è proprio Dean Harrison a centrare l’holeshot e a comandare il gruppo seguito a centesimi di distacco da Michael Dunlop e Dan Kneen. Il primo giro presenta subito lo spettacolo che le centinaia di appassionati assiepati lungo il circuito si aspettano: Michael Dunlop supera Dean Harrison e, con un fantastico giro, crea un gap di 1.5 secondi tra sé e gli inseguitori. Dopo Micky Dunlop, chiudono il primo passaggio rispettivamente Dean Harrison, Dan Kneen, Jamie Coward, James Cowton e un ottimo Derek McGee. Il vantaggio di Dunlop, tuttavia, viene dimezzato da Harrison nel corso del secondo giro. Proprio quando si stava profilando un monologo del giovane di Ballymoney, Harrison rompe gli indugi e si mette alla sua caccia, desideroso di dimostrare che anche nella Superbike bisogna fare i conti con lui. Il ritmo si fa subito infuocato e sia Dunlop che Harrison rompono il muro delle 115 mph di media, mentre Dan Kneen segue a ruota. Gli ultimi tre giri sono uno spettacolo assoluto, un distillato di road races. Al quinto giro Harrison sferra l’attacco a Michael Dunlop e guida la corsa per un giro, ma proprio quando pareva poter estendere il suo vantaggio, è uno strepitoso Dan Kneen a dribblare i due fuoriclasse nel tratto che da Ballakeighan porta a Cross Four Ways e si presenta sul traguardo in testa, tra l’esultanza dei locali. Giusto il tempo di sfrecciare sul rettilineo d’arrivo, con un margine inferiore al mezzo secondo a coprire i primi tre piloti, e Dean Harrison si riprende la leadership con una furibonda staccata a Ballakeighan. Di nuovo a far gridare i loro 4 cilindri nel rettilineo che porta ad Iron Gates, per poi sfiorare con la spalla destra Joey’s Gate e inforcare Ballabeg Hairpin. Dan Kneen si riprende il primo posto alla staccata di Cross Four Ways. Dan sta veramente chiedendo tutto alla sua BMW, mentre dietro di loro Michael Dunlop studia la situazione, pronto per il suo classico assalto. Quando la bandiera che segnala l’ultimo giro viene esposta, Kneen, Harrison e Dunlop sono praticamente appaiati sul traguardo ed è Dunlop a stampare il nuovo lap record del Billown Circuit: uno strepitoso giro in 115.707 mph. Ballakeighan, Iron Gates, Joey’s: i muri a secco sfrecciano a centimetri dalle spalle dei piloti, che hanno fatto il vuoto dietro di loro. Ad inseguirli è solamente il frusciare dell’erba, frustata dalla velocità con la quale passano. A Cross Four Ways è Harrison a comandare, mentre Kneen si presenta letteralmente di traverso. Seguono Church Bends, Great Meadow, Stadium Corner e la furibonda staccata sul ponte di Castletown Corner. Al termine dell’ultimo giro è Dean Harrison a sfrecciare per primo sul traguardo, conquistando un tanto agognato trionfo nella Superbike. Dietro di lui si piazza un consistente e solido Dan Kneen e Michael Dunlop a completare la top three.  Alle loro spalle giungono Jamie Coward, James Cowton, Dan Hegarty, Derek McGee, Rob Hodson, Sam West e Mark Goodings a completare la top ten. Anche per quest’anno la Manx Gas Solo Championship ha servito uno spettacolo entusiasmante per le centinaia di spettatori, con sorpassi a ripetizione e record sgretolati e Dean Harrison ne viene incoronato Re.

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John Holden e Lee Cain, vincitori della Manx Gas Sidecar Championship

Dalla Solo Championship delle due ruote a quella a tre ruote: la Manx Gas Sidecar Championship è la prossima gara in programma e si prospetta una battaglia serratissima tra Reeves/Wilkes e i fratelli Birchall. Come già anticipato, purtroppo, il duo Dave Molyneux/Dan Sayle non sarà della partita a causa di problemi al loro DMR Yamaha. Al via è proprio Tim Reeves, già campione qui alla Southern 100, a prendere il comando della corsa, tallonato da vicino dai Birchall, con John Holden/Lee Cain in terza posizione e Conrad Harrison/Andy Winkle a seguire. Il duo di testa fa subito il vuoto, girando su tempi impressionanti. Lo scorso anno la barriera delle 100 mph di media era un risultato eccezionale che solo Tim Reeves era riuscito ad agguantare; ora, invece, sia Reeves che i Birchall girano costantemente sopra le 100 mph. Al secondo dei sei passaggi previsti Reeves/Wilkes segnano un giro in 100.879 mph, seguiti a ruota dai fratelli di Mansfield, mentre dietro di loro il gap cresce fino a  10 secondi. Il nuovo lap record viene fatto segnare dai Birchall al terzo passaggio e l’asticella viene portata a 100.920 mph. Le 101 mph di media iniziano a tremare. Niente di più vero, perché i temibilissimi Birchall, mattatori del Tourist Trophy, fermano il cronometro a 101.545 mph al quarto passaggio, riscrivendo i libri di storia della Southern 100. Anche Reeves e Wilkes infrangono il muro delle 101 mph, girando alla media di 101.247 mph allo stesso passaggio. Il problema, però, è riuscire a compiere il sorpasso decisivo con un sidecar tra le strettissime strade di Castletown. L’abissale distacco di 15 secondi rispetto a John Holden e Lee Cain fa capire quanto i due equipaggi di testa stiano mettendo alla frutta i loro LCR Honda. Poi, all’ultimo giro, il colpo di scena che nessuno si aspettava: all’approccio della staccata di Cross Four Ways, Ben Birchall punta verso l’interno per superare Reeves. Quest’ultimo, dal canto suo, chiude letteralmente la porta. Il contatto, violento, è inevitabile e per un attimo si vivono momenti di paura. Fortunatamente tutti e quattro i componenti degli equipaggi sono in buone condizioni. Solamente qualche escoriazione per il passeggero Mark Wilkes. La bandiera rossa viene immediatamente esposta e il risultato di questa gara viene dato in base al passaggio precedente, escludendo però Reeves/Wilkes e Birchall/Birchall dalla classifica, in quanto ‘causa’ della red flag. La vittoria, insperata, di questa Manx Gas Solo Championship va quindi al buon John Holden, che festeggia alla grande il suo compleanno. Salgono con lui sul podio Wayne Lockey/Mark Sayers e Conrad Harrison/Andy Winkle.

Anche per quest’anno la Southern 100 ha riservato sfide spettacolari e record infranti, mantenendo fede alla sua nomea di gara divertentissima e pura. Un grande plauso va agli organizzatori, che hanno saputo gestire qualsiasi evento e incidente in maniera impeccabile; ma soprattutto, va sottolineata il ritmo serrato e preciso con il quale sono state portate avanti le gare, una dopo l’altra. Niente manifestazioni di contorno, lunghe interviste in pit lane e attese snervanti. Qui si parla di road racing allo stato puro; un esempio che altri eventi dovrebbero seriamente imitare. E il pubblico ha ringraziato calorosamente.

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Una reazione a Southern 100: Dean Harrison e John Holden vincono le Solo Championship in un’edizione da record

  1. franco calissi ha scritto:

    Deano è in forma da tempo ormai,il migliore del 2017 l’avesse assistito il mezzo

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