Southern 100: Dunlop, Harrison e i Birchall danno spettacolo al Billown

La seconda giornata di gare al Billown Circuit dell’Isola di Man si apre sotto i migliori auspici. Buone condizioni meteo e asfalto asciutto, pronto ad ospitare quattro serratissime battaglie anche questa sera ad Ellan Vannin. L’attesa è altissima dopo lo spettacolo offerto ieri lungo questo meraviglioso e affascinante tracciato al sud dell’Isola di Man, che lambisce Castletown, la sua antica capitale, il tutto condito da staccate mozzafiato e muretti a secco ad accompagnare i piloti per l’intera durata del giro.

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Michael Dunlop (Bennett’s Hawk Suzuki) trionfa nella Senior Race

Aprono le danze lungo le 4.2 miglia del ‘quadrato’ di Castletown le big bikes, con la Ellan Vannin Fuels Senior Race che prende il via alle 18.20 locali. I nomi grossi, quelli che hanno dato spettacolo ieri sera, ci sono tutti. Michael Dunlop, Dan Kneen, James Cowton, Ivan Lintin e Jamie Coward. Purtroppo manca all’appello il tostissimo Dean Harrison a causa di problemi tecnici alla sua Silicone Engineering Kawasaki poco prima del via. Alla partenza sono nuovamente Kneen e Dunlop a dare spettacolo, rispettivamente sulle loro BMW e Suzuki. Li seguono a ruota Coward, Lintin e Cowton, poi Rob Hodson, Michael Russell e Sam West. Nel corso dei primi giri Dunlop e Kneen creano subito un gap nei confronti degli inseguitori: la vittoria è nuovamente una questione tra loro due. Riuscirà il mannese di Braddan, Dan Kneen, a strappare un sensazionale trionfo al Billown? I tempi si fanno subito di tutto rispetto, con Kneen che stampa un giro in 113.825 mph al terzo giro, mentre Dunlop risponde con un 113.7 mph. Dietro di loro la battaglia per il terzo posto vede Coward, Lintin e il giovane James Cowton sfiorare i muretti ad Iron Gate, lungo il Billown Dip e verso Cross Four Ways. Ma i primi due hanno un altro passo: Kneen è deciso a non lasciar scappare Dunlop e il loro distacco passa da 0.6 secondi a 0.3 secondi al quarto passaggio, per poi azzerarsi nel corso del quinto. Kneen is on a mission, come si dice in questi casi. Il sesto giro vede il giovane Dan firmare un fantastico giro in 114.170 mph e la sensazione è che a momenti possa superare Michael Dunlop. Dietro di loro, nel frattempo, Jamie Coward distacca Ivan Lintin e James Cowton, grazie ad un ottimo giro in 113.105 mph e ad un passo gara costante. Più indietro, Rob Hodson battaglia con Michael Russell e Sam West, quest’ultimo autore di un’ottima prova essendo un newcomer al Billown. La sfida tra Dunlop e Kneen si fa serratissima, come previsto, nel corso dell’ultimo giro. I due trovano anche alcuni doppiati che aggingono pathos alla situazione, ma nonostante i coraggiosi tentativi di Dan Kneen a Stadium Corner e Castletown Corner, è ancora Michael Dunlop a tagliare per primo il traguardo, facendo gridare la sua Suzuki lungo il rettilineo finale. Dietro di loro completa il podio un ottimo Jamie Coward, a precedere James Cowton e Ivan Lintin. Dunlop firma un ultimo giro in 114.173 mph (record della gara); Kneen fa segnare un 114.170 mph come miglior giro, mentre è ancora Dunlop a rifinire il record assoluto sulla distanza di gara con una media di 112.925 mph. Da segnalare è la bellissima prestazione del newcomer Sam West, grazie anche ad un ottimo giro in 109.310 mph di media e del ‘maestro’ delle National irlandesi, Derek McGee, con un best lap in 109.209 mph.

La seconda gara di giornata è l’attesissima Mike Kerruish Plumbing & Heating 250cc/650cc Race, con in ‘pista’ le rombanti Supertwin e le fantastiche quarto di litro. Un mix interessante che vede al via piloti frizzanti come James Cowton, Ivan Lintin, Derek McGee, Rob Hodson e il giovanissimo Joe Thompson. Al via è il duo Lintin-Cowton a dettare legge, con il biondo Ivan a prendere le redini della situazione, tallonato dalla Kawasaki McAdoo Supertwin di Cowton. Dietro di loro passano le twin di McGee e Hodson, mentre il bravissimo Joe Thompson è il primo alfiere della categoria 250cc. La situazione rimane invariata, con meno di mezzo secondo a separare Lintin e Cowton ad ogni passaggio sul traguardo. Al quarto giro Ivan Lintin migliora il lap record che apparteneva a Dean Harrison (103.458 mph), stampando un 104.638 mph, ma Cowton fa meglio di lui e firma uno spettacolare nuovo record sul giro in 104.718 mph di media. Il bravissimo Joe Thompson, invece, gira in 101.920 mph di media con la sua 250cc. Mentre il duo di testa si studia tra le sinuose curve e le staccate del Billown, è la battaglia per il terzo posto ad infiammare la corsa: Thompson, Hodson e McGee si scambiano più volte le posizioni, fino a quando l’irlandese McGee è costretto al ritiro al penultimo giro. Alla bandiera a scacchi è Ivan Lintin a vincere, precedendo un ottimo James Cowton e Rob Hodson, che ha la meglio su Thompson, seguito da Jonathan Perry, Dave Moffitt, Anthony Redmond, Brad Vicars, Paul Gartland e Richard Charlton a completare la top ten. Ottima quindi la prestazione di Lintin, ma anche quella di Cowton, nuovo recordman della categoria Supertwin alla Southern 100.

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Dean Harrison (Kawasaki Silicone Engineering) verso la vittoria nella Supersport

I piloti hanno appena il tempo di festeggiare sul podio e di scambiarsi qualche impressione post-gara, che subito li attende il terzo appuntamento in programma, nonchè un evento sempre molto spettacolare alla Southern 100. La Radcliffe Butchers 600 Race vede al via i già citati Lintin, Cowton e Hodson. La compagnia, però, è tutt’altro che ‘simpatica’: Dean Harrison, con la sua Kawasaki Silicone Engineering vuole riscattarsi dalla delusione di non aver partecipato alla Senior Race; Michael Dunlop vuole continuare la striscia di vittorie iniziata già ieri sera, mentre Jamie Coward e Joe Thompson non sono da escludere per la posta in gioco. Dalla prima casella scatta Cowton, sempre pulito e preciso nella guida. In palio non c’è solo la vittoria ma, stando a quanto visto fino ad ora, anche il giro record che detiene ancora Guy Martin (110.3 mph di media). Al via è Cowton a sfuttare al meglio il vantaggio della prima fila e firma l’holeshot, presentandosi per primo a Ballakeighan, una violenta staccata a destra. Lo seguono Dean Harrison, Michael Dunlop, Ivan Lintin e Jamie Coward. La leadership di Cowton, tuttavia, dura pochissimo, perchè il giovane pilota inglese si vede infilare dal connazionale Dean Harrison a Cross Four Ways. Al primo passaggio sul traguardo è Harrison a guidare il gruppo, seguito da Cowton a 0.7 secondi e Dunlop. Seguono Joe Thompson, staccato di 1.5 secondi, Coward, Lintin, Evans e Hodson. Il trio di testa prende un certo margine sugli inseguitori, grazie ad una serie di giri sopra le 108 mph di media. Harrison, Cowton e Dunlop si studiano. Cowton prova più volte il sorpasso su Harrison e gli mostra la ruota anteriore della sua McAdoo, senza però affonadre la staccata. E’ Michael Dunlop a firmare il provvisorio giro record della gara al quinto passaggio in 109.599 mph, cercando di avere la meglio su Cowton. All’ultimo passaggio Dean Harrison  non lascia nulla al caso e firma uno spettacolare 110.782 mph, riscrivendo il libro dei record del Billown Circuit e migliorando quello detenuto da Guy Martin. Ma non è tutto: Dean fa suo anche il record sulla distanza di gara. E’ quindi Dean Harrison a vincere la gara delle 600cc, una liberazione dopo la delusione della Senior. Cowton è secondo, mentre Dunlop chiude sul terzo gradino del podio una gara che ha visto i primi tre girare oltre le 110 mph di media. Al quarto posto giunge Jamie Coward, seguito dall’ottimo newcomer Joe Thompson e Ivan Lintin. Alle sue spalle, la top ten è completata da Dan Hegarty, Rob Hodson, Dean Osborne e Brendan Fargher.

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Ben e Tom Birchall (LCR Honda)

L’ultima gara in programma, la Ace Hire & Sales Formula Two Sidecar Race prende il via con il sole che tramonta, a chiudere questa seconda giornata di competizioni all’Isola di Man. E’ la volta dei sidecar, i tre ruote che devono sempre inventarsi manovre sorprendenti per superarsi alla Southern 100. Impressionante il lotto dei top riders al via: Tim Reeves con il passeggero Mark Wilkes (LCR Honda), la coppia mattatrice del Tourist Trophy composta dai fratelli Ben e Tom Birchall (LCR Honda), Dave Molyneux e Dan Sayle (DMR Yamaha), John Holden e Lee Cain (LCR Honda), ma anche Conrad Harrison, Wayne Lockey e Tony Baker. Il giro record assoluto dei sidecar al Billown appartiene a Tim Reeves (100.748 mph), fatto segnare nella seconda gara. Il giro record di questa gara uno (quindi non assoluto), invece, appartiene ancora al mitico Nick Crowe. Era il 2007, impressionante. Alla partenza scatta bene la coppia Reeves/Wilkes, tallonata dai fratelli Birchall, Holden e Molyneux. I distacchi sono risicatissimi e Reeves guida pulito lungo le strettissme strade del Billown. Meno di mezzo secondo separa i primi due equipaggi, mentre Holden è staccato di 0.9 secondi dai Birchall. Accusa un piccolo ritardo Dave Molyneux, sopra il secondo, ma la vecchia volpe mannese si rifà al secondo passaggio, quando entra nel ‘gruppo dei 100’, firmando il suo primo giro a 100.027 mph di media. Il ritmo si fa infuocato anche davanti, però, perchè al terzo giro è Tim Reeves a fermare il cronometro su un sensazionale 100.751 mph: nuovo record del tracciato. Nonostante Reeves/Wilkes spingano fortissimo, i due Birchall non mollano un centimetro e così pure Holden e Cain. Il primo, grande colpo di scena, però, avviene al termine del terzo giro, quando Dave Molyneux e Dan Sayle non sfrecciano lungo il rettilineo del traguardo: i due, poco dopo, vengono segnalati come ritirati a Church Bends. Una grande sfortuna per Moly, dopo un TT avaro per lui. E’ il quinto passaggio e un altro equipaggio saluta la compagnia e questa volta si parla nientemeno che del duo di testa Reeves/Wilkes, il cui sidecar ammutolisce al Billown Dip, la famigerata compressione che porta a Cross Four Ways. Un peccato per lo spettacolo che stavano inscenando, una benedizione per Ben e Tom Birchall, i quali non devono fare altro che ‘accompagnare’ il loro sidecar al traguardo, sfrecciando in prima posizione e precedendo John Holden/Lee Cain e la coppia Wayne Lockey/Mark Sayers , rispettivamente secondi e terzi. Prima della premiazione, Ben Birchall dirà sornione “the good things come to those who wait” (le cose belle capitano a chi sa aspettare). E gli crediamo, con il palmarès che ora questa coppia plurivincitrice al TT e sulla cresta dell’onda a tre ruote può sfoggiare.

 

E’ tutto per questa seconda tornata di gare sull’Isola di Man. L’appuntamento è per domani, ore 10.05 italiane per una giornata che si prospetta infuocata.

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