TT Launch – L’esilarante presentazione del Tourist Trophy a Villa Marina

Il “TT Launch” non si smentisce mai. Ogni anno la presentazione ufficiale del Tourist Trophy, nelle sale dell’elegante Villa Marina di Douglas, riserva un mix di attesa, goliardia, glamour e risate. Il “Launch” dell’edizione 2018 del TT si è tenuto nella serata di mercoledì 21 marzo, presentato dal commentatore WSBK e BSB Matt Roberts e dal giornalista Dave Moore. 

Foto: Dave Kneen

Dopo i consueti toccanti ed emozionanti video d’apertura, si entra nel vivo con il primo ospite sul palco, l’inglese
Peter Hickman: “Hicky”, ancora in forze al Team Smiths Racing, sarà su BMW e Triumph (di nuovo con la bella livrea Trooper by Iron Maiden), riconfermando anche la sella KMR Kawasaki per la classe Supertwin. “Ora è il momento di vincere”, afferma deciso il trentunenne del Lincolnshire.

E’ poi il turno del manxman Dan Kneen, sul quale le aspettative quest’anno sono altissime: unico pilota (per il momento) in forze allo storico Team Tyco by TAS, al quale Kneen si legò a partire dall’Ulster GP 2017 come sostituto dell’infortunato Hutchinson, lasciando tutti a bocca aperta. Roberts e Moore si complimentano con Daniel per gli ottimi test già svolti, ma il timido trentunenne di Braddan sminuisce le prestazioni affermando che nessuno in realtà stava veramente spingendo forte, date le basse temperature.

Il divanetto degli ospiti viene quindi occupato dagli inglesi Ivan Lintin e Martin Jessopp: il primo proseguirà la sua collaborazione con il Team di Bristol RC Express Kawasaki, puntando di nuovo alla vittoria nella classe Supertwin, vittoria già centrata due volte in carriera. Anche per Jessopp nessun cambiamento in vista, rimanendo ovviamente con il Team di famiglia Riders Motorcycles e dividendosi tra BSB e qualche road race; il trentaduenne di Yeovil, specialista del Macau GP, è un “pilota da strada” da oltre dieci anni ma solo al suo quarto TT; lo scorso anno ha centrato quello che era il suo unico obiettivo all’Isola di Man, ovvero le 130 mph sul giro.

Dean Harrison (Foto: Dave Kneen)

Senza barba ma con occhiali dalla montatura scura il nuovo look di Conor Cummins: l’altissimo mannese appare tranquillo sul palco pur spiegando che con il Team Padgett’s non ha ancora effettuato alcun test pre-stagione, a differenza di tutti gli altri. “La squadra non ha budget sufficiente per andare in Spagna a provare. Ma sono sicuro che saremo a posto”, dichiara il manxman più veloce nella storia al TT (131.7 mph il suo best lap); assente invece il suo compagno di Team Bruce Anstey per un non meglio specificato infortunio.

Dalla pacatezza di “Conrod” si passa poi all’esplosività di Dean Harrison: marcato accento dello Yorkshire e parlantina velocissima, il figlio del sidecarista Conrad ammette di puntare alla vittoria con le “big bikes”, lui che di TT ne ha già in tasca uno nella classe Supertwin (2014). “Deano” proseguirà con il fidato Team Silicone Kawasaki, di nuovo concentrandosi su Supersport e 1000cc, senza Lightweight e, quest’anno, anche senza TT Zero: Sarolea, il Team belga per cui corse nei due anni passati, è ora impegnato in un progetto diverso. Ci sarà anche il British Superbike Championship nei piani del giovane pilota di Bradford: “Le gare in pista possono aiutarmi al 100%, soprattutto in vista della North West 200, con partenza in massa”.

Davo Johnson e Gary Johnson (Foto: Dave Kneen)

Mentre tra un video e l’altro le parole dei protagonisti del TT scorrono veloci, si arriva a quei personaggi alla cui vista, ogni anno, ci sediamo più comodi in poltrona pregustando le loro immancabili “sparate”. E’ il turno infatti di Johnson & Johnson: David e Gary sono uniti dallo stesso cognome, dallo stesso talento alla guida e dalla stessa propensione alla risata, ma sono l’uno australiano e l’altro inglese. Gary Johnson conferma la notizia trapelata proprio ieri del suo nuovo contratto con RAF Reserves Kawasaki: “L’anno scorso mi sono ritrovato senza un Team e allora ho pensato di poter fare tutto da me. Mi sono detto che anche uno stupido ragazzo del Lincolnshire poteva farcela da solo e invece, dopo aver comprato di tasca mia le moto, al TT è andato tutto storto. E’ stato frustrante, è stato come entrare in un bordello con il pene flaccido!”…. David Johnson, invece, arriva dritto dall’Australia con una capatina ai test BSB di Donington Park (parteciperà come Cummins ai round 1 e 3); Roberts e Moore chiedono a “Davo” se fosse soddisfatto del primo assaggio della Gulf BMW e l’aussie risponde: “Certo! Però, vedete, questo non è un sorriso, è una paresi per quanto faceva freddo!”. L’australiano più veloce di sempre all’Isola di Man avrà un pacchetto di tutto rispetto il prossimo giugno: una S1000RR con specifiche Superbike, ex moto utilizzata dal suo team nel mondiale (la squadra Milwaukee di Shaun Muir, attualmente impegnata nel round thailandese del WSBK). E ancora: “David, come ti sei avvicinato al TT?”, chiede Moore. “Beh, nel 2002 arrivai in Inghilterra per correre il BSB ma non ero interessato alle road races. Nel 2007 però venni al centenario del TT, trovai il mio connazionale Cameron Donald che mi disse ‘Allora, quando correrai qui?’ ed io gli risposi ‘Fuck off you idiot, fallo tu!’. Ma infine provai, giusto per dire di averlo fatto. Solo che poi è diventato una droga…”.

Si torna poi alla serietà con il professionale James Hillier, che per il decimo TT sarà di nuovo fedele al Team Bournemouth Kawasaki; il quinto pilota più veloce di sempre all’Isola di Man (132.4 mph) ammette di aver ricevuto altre offerte, ma di essere convinto al 100% della sua scelta di restare con la squadra inglese.

Dalle due alle tre ruote con il doppio equipaggio Sidecar Dave Moluneux/Patrick Farrance e Ben Birchall/Tom Birchall: i primi, mannesi, sono il pilota e passeggero più vincenti di sempre al TT, da ora soprannominati “Batman e Robin” per la spettacolare colorazione nero carbonio del loro nuovo Sidecar. I fratelli Birchall, vincitori di 6 TT, formano come sempre un quadretto famigliare vincente: “Lavoriamo insieme, ci alleniamo insieme, usciamo a bere birra insieme, siamo legati dentro e fuori la pista”. 

Josh Brookes e John McGuinness (Foto: Dave Kneen)

E poi, l’ovazione. Sul palco di Villa Marina, di fronte a centinaia di spettatori quasi commossi, sale John McGuinness, muovendo i primi passi per la prima volta senza più stampelle. Pronto al ritorno. Felpa nera Norton, sguardo più che determinato, dopo essere salito quel pomeriggio per la prima volta in sella alla SG7 con tuta argentea indosso. “McPint” si prepara ad un rientro non certo tranquillo: Norton, Honda Supersport MD Racing, Mugen e Kawasaki KMR Supertwin. Non male per un quarantacinquenne ancora infortunato! “Non sapete cosa significhi per me essere salito su questo palco questa sera, è stato un grande passo per me”. E gli applausi riscaldano la sala, incessanti. “Quando sono caduto alla North West ho pensato di essere finito. Ora con Norton è una nuova sfida, mi piace l’azienda, c’è passione vera. E poi Stuart Garner mi insegue da anni, ogni anno mi mandava un messaggio per poterci vedere e discutere”. E conclude, in puro stile McGuinness: “Comunque alla North West sono caduto in campo da golf. Caz** io lo odio pure il golf!”. Al suo fianco il compagno Joshua Brookes, al secondo anno con Norton, che sfoggia un paio di baffi con tanto di riccioli, in puro stile retrò; e afferma estasiato: “Non avrei mai pensato di avere come compagno di squadra John McGuinness”.

Lee Johnston e Ian Hutchinson (Foto: Dave Kneen)

Dalla coppia Norton alla nuovissima coppia Honda Racing, con Lee Johnston e Ian Hutchinson a dividersi il divanetto sul palco del “TT Launch”. E ciò che dice “Hutchy” colpisce duro, inaspettato (un paio di mesi fa mi disse di essere più avanti nel recupero rispetto a McGuinness. Ora le cose sono cambiate): “Non sono sicuro al 100% di essere al TT. Avrei dovuto togliere il cage tempo fa, ma la guarigione è più lenta del previsto. Se riesco a toglierlo a fine aprile posso avere qualche possibilità”. Il 16 volte vincitore al TT ha una storia di forza di volontà senza precedenti, e prosegue: “Ho passato 4 degli ultimi 7 anni con un cage alla gamba e vinto 8 TT nel frattempo”. A Roberts spetta la domanda fatidica: “Sei preparato mentalmente a non esserci?”.  “No…”
Dal canto suo, Lee Johnston si trova invece in una situazione idilliaca, con il primo vero contratto ufficialissimo della sua carriera e un bimbo in arrivo la settimana prossima. Piccante la domanda di Moore: “Non hai avuto esitazioni a firmare con Honda dopo il disastro dello scorso anno?”. “Cosa intendi dire? Perchè, cosa è successo?” scherza Lee, ma con uno sguardo serio che mette in difficoltà i due presentatori. Evitata la domanda, il giovane nordirlandese punzecchia: “La questione è stata resa più grande del dovuto perchè con Honda correvano due piloti famosi. John McGuinness famoso per essere un grande road racer, Guy Martin famoso per…altre cose”. Tra le risate generali soffocate, Lee annuncia poi che correrà al fianco di Cummins e Anstey con Padgett’s Honda nella classe Supersport.

Michael Dunlop (foto: Dave Kneen)

Il “Launch” è ormai agli sgoccioli e sul palco manca un solo ultimo attesissimo ospite: si presenterà con l’abbigliamento del nuovo Team? Annuncerà il passaggio ad una nuova squadra dopo la rottura con Hawk Racing Suzuki? E invece, niente di tutto ciò. Un pacifico e visibilmente dimagrito Michael Dunlop fa la sua comparsa sul palco con zaino in spalla, giacca MD Racing e due berretti per mettere in bella mostra, un po’ scherzosamente, i suoi sponsor “Monster Energy” e “Carl Cox”. Il figlio di Robert Dunlop, vincitore di 15 TT, unico pilota al mondo ad aver girato sul Mountain Course in meno di 17 minuti e pilota più veloce all’Isola di Man (133.962 mph) afferma candidamente: “No, non ho ancora deciso con cosa correrò Superbike e Senior. Ma non sono certo nel panico, ho ancora tempo! Potrei anche fare io una Superbike, o potrei persino mettere delle slick alla mia Superstock”. Ma l’atteggiamento quasi disinteressato si scontra con le parole decise: “Tutti dicono che devi goderti la guida al TT. No, io spingo sempre al massimo, spingo, spingo più forte che posso, come in tutto quello che faccio”. Parlando poi della sua mancanza di interesse nelle gare in circuito, Michael risponde: “Quando nasci in Irlanda del Nord esistono solo le road races”. E, immancabilmente, la curiosità verte sull’annuncio shock di ieri pomeriggio, “l’ingaggio” di McGuinness nel Team MD Racing su un CBR600RR preparato proprio da Michael; e il ragazzo di Ballymoney fa il verso proprio a “McPint”: “Ha già iniziato a criticare, non mi piace questo, non mi piace quello!”. Infine, Michael ammette di essere spesso molto diretto, di dire sempre ciò che pensa, a volte di essere persino “full of shit”; e Moore replica: “E’ per questo che la gente ti ama”. “Mmmm, forse il 20% della gente”. E qui, tra gli applausi e l’esultanza di un pubblico che, al contrario, dimostra tutto il suo calore al giovane Dunlop, cala il sipario del “TT Launch” 2018.

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2 reazioni a TT Launch – L’esilarante presentazione del Tourist Trophy a Villa Marina

  1. franco calissi ha scritto:

    “Quando nasci in Irlanda del Nord esistono solo le road races”.

    Unici !

  2. Romi908 ha scritto:

    Sarebbe bello che mettessero in piedi un live streaming tipo quello della nw200 che è fatto benissimo!

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