Stefano Bonetti al TT con BMW e Paton. E niente CIVS.

Carene nere, pulite, ancora senza loghi, a coprire un BMW praticamente immacolato nel circuito di Varano de’ Melegari. Stefano Bonetti porta a termine brillantemente una gara della Varano Cup, senza osare troppo, con l’unico obiettivo di arrivare al traguardo. 

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Stefano Bonetti domenica a Varano de’ Melegari (foto: Autodromo Varano)

Tutto questo può voler dire solo una cosa: siamo agli inizi della stagione road racing e “il Bonny” sta testando per le
prime volte il suo nuovo mezzo, in queste gare su pista che servono obbligatoriamente, ogni anno, a conseguire la licenza per partecipare al Tourist Trophy.

Il 2016 finora è stato il suo anno migliore all’Isola di Man, per lui che di TT in carriera ne conta ben 11: Stefano ha fatto segnare il suo best lap di sempre nella Senior Race girando ad oltre 126 mph di media, primo pilota di casa nostra sotto i 18 minuti al TT e consolidando il titolo di italiano più veloce nella storia all’Isola di Man. Bonetti ha fatto poi il suo esordio nella Lightweight Race in sella alla Paton costruita dall’amico Lorenzo Carsaniga (Team CCM) e centrando un incredibile quinto posto finale. Ma quest’anno i programmi del “Bonny” prevedono qualche cambiamento.

 

 

Una grande novità per te quest’anno, Stefano. Come mai la decisione di lasciare Kawasaki e passare alla S1000RR? 

Il modello ZX-10R 2016 aveva qualche problema e andare avanti così al TT non sarebbe stato l’ideale. Mi si è presentata l’occasione per venderlo e acquistare un BMW, che sulla carta sembra più competitivo. Per quanto riguarda il Team, invece, torno al mio Speed Motor.

 

Ti preoccupa presentarti al Tourist Trophy con una moto nuova?

Un pochino sì, ma il BMW lo hanno in tanti e funziona bene, Michael Dunlop ha il record del tracciato su BMW. E poi quest’anno cambio anche partner tecnico per quanto riguarda le sospensioni: avrò Ohlins, che ha un’assistenza diretta all’Isola di Man. 

 

Dopo queste prime gare in pista sembra che tu abbia già un buon feeling con la S1000RR.

Per adesso sì, la moto va bene, si guida praticamente da sola! Devo sistemare qualcosa ma siamo già a buon punto.

 

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Stefano Bonetti in sella alla Paton S1 al TT 2016 (foto: Bob Derrick)

Quali sono i tuoi obiettivi al Tourist Trophy quest’anno? 127 mph con il BMW e podio con la Paton?
Magari, sarebbe bellissimo! Sicuramente partiamo per quello, ma non ho obiettivi precisi perché si sa che il TT è veramente un terno al lotto.

 

L’anno scorso hai conquistato un risultato storico con una Paton S1 privata, il quinto posto nella Lightweight. Quest’anno avrai per la prima volta una grossa struttura alle spalle, SC-Project, che gestirà Paton. La moto sarà molto diversa da quella del 2016?

Sì, il telaio e l’estetica saranno uguali, ma cambieremo forcelle, forcellone, cerchi, il motore verrà migliorato. Si potrebbe abbassare il tempo anche di 10-15 secondi al giro.

 

Che sarebbe stato podio nel 2016, dato che lo hai mancato per soli 7 secondi!

Esattamente! 

 

Quest’anno per te ci sarà anche un’altra novità, l’assenza dal Campionato Italiano Velocità in Salita. Dopo quanti anni?

Dopo tanti! Avendo solo il 1000cc, è ridicolo fare gare in 1^ e 2^ marcia, non è divertente ed è anche pericoloso. Quindi farò solo l’Europeo, dove i tracciati sono sempre corti ma vanno bene anche per un 1000cc. Piuttosto che spendere soldi per le trasferte del CIVS, perché le gare per me sono tutte lontane, li spendo per fare una gara IRRC all’estero. E poi sono scontento un po’ in generale del CIVS, dell’ambiente, dell’organizzazione.

 

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Con il “Kawa” al TT 2016 (foto: Maverick Pics – Denis Pian)

Farai davvero qualche gara dell’International Road Racing Championship?

Penso di andare a Imatra in Finlandia, anche perché sarebbe l’unica tappa che non coincide con altre gare. Oppure vorrei andare al Classic TT ad agosto all’Isola di Man, se la Kawasaki che ho a disposizione rientra negli anni giusti per essere ammessa tra le moto classiche.

 

Come finanzia la sua stagione di corse su strada Stefano Bonetti?

Grazie a piccoli sponsor e da un paio d’anni anche grazie all’iniziativa per i privati “metti il tuo nome sulla mia carena”: qualsiasi persona può supportarmi con una certa cifra e in cambio metterò il nome o un piccolo adesivo sulle carene del mio BMW. Magari questa carena la userò anche in qualche gara in salita, anche perché quest’anno sembra essere proprio questo lo sponsor più grosso! 

 

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“Work in progress” sul pullman trasformato in mezzo di trasporto del Team (foto: Stefano Bonetti FB page)

E il bellissimo pullman che avete ristrutturato?

E’ fornito dal mio amico e meccanico Pippo, sarà il mezzo del team al posto del mio vecchio camper e potrò anche metterci i nomi degli sponsor se qualcuno fosse interessato. Non è un anno semplice per quanto riguarda gli sponsor. E poi dover fare obbligatoriamente queste gare in pista per andare al TT di certo non aiuta, si spendono tanti soldi. 

 

E’ una questione interessante. Oggi gli organizzatori del TT chiedono, oltre ad un certo CV, 6 risultati a traguardo in gare riconosciute dalla Federazione nei 13 mesi precedenti il TT. Era la stessa cosa quando tu hai esordito all’Isola di Man nel 2004?

Assolutamente no, non chiedevano niente! Ricordo che con me c’era gente che girava in 26 minuti e aveva fatto una sola gara in tutta la sua carriera! Oggi sono molto restrittivi, la selezione è giustissima ma non in questo modo. Non ha senso guardare risultati di gare come questa, che potrebbe fare chiunque, non accettando invece le gare in salita che sono corse su strada più vicine al TT. Ma queste sono le loro regole e bisogna accettarle…

 

Tu che ormai hai un’esperienza decennale nelle road races, cosa ne pensi del boom di italiani che in questi ultimi anni cercano di correre all’Isola di Man?

Sicuramente oggi il TT è molto più pubblicizzato, più conosciuto. E la pista ormai costa tantissimo. Certo, costa molto anche andare al TT ma non c’è paragone come evento, l’ambiente è fantastico. Tanti si sono stancati della pista. C’è anche il fattore moda, purtroppo gente che va in moto in strada la domenica vede che al TT ci sono un meccanico e un camionista e pensa di poterci arrivare tanto facilmente, ma non è proprio così semplice! 

 

Assolutamente non semplice: ci vuole testa, metodo, organizzazione. Qualità non scontate. Auguriamo a Stefano il meglio per questa stagione 2017 e vi indichiamo la sua pagina Facebook per altre info sulla sua iniziativa: https://www.facebook.com/bonnyTT/

 

 

 

 

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4 reazioni a Stefano Bonetti al TT con BMW e Paton. E niente CIVS.

  1. Luca ha scritto:

    MITICO BONNIEEEEEEEEE!!!!!!!!
    In bocca al lupo per il TT!
    P.S.
    Come mi piacerebbe vederlo all’Ulster GP, tracciato che adoro!

  2. Harno #3 ha scritto:

    Non ho capito una cosa. Le 6 gare riconosciute per accedere al TT non sono dunque più quelle di gare in salita ? ma da quest’anno solo in circuiti permanenti ?!

    • Marta Covioli ha scritto:

      L’ACU chiede 6 risultati a traguardo in gare aventi lo stesso punto di partenza e arrivo, quindi non le salite. Ma credo proprio che non siano mai state valide le salite, da quando è in vigore questo regolamento dei 6 risultati!

      • Harno #3 ha scritto:

        Grazie Marta della risposta alla mia curiosità !

        Se però, qualche anno fa, per un amatore veloce, il TT era un possibile sogno, oggi diventa “quasi” impossibile accedervi; per il semplice fatto che disputare 6 gare in circuito a differenza di quelle in salita, con relativo risultato, significa disporre di un cospicuo budget a disposizione, oltre a vari sponsor. Maa… so perfettamente che negli sport motoristici da sempre così. 🙁

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