Intervista a Patricia Fernandez, la donna più veloce all’Ulster GP

Nel paddock dell’Ulster GP, lo scorso agosto, abbiamo avuto il piacere di incontrare la road racer più veloce sulle 7.4 miglia del circuito di Dundrod. Colei che fece segnare nel 2016 il nuovo record femminile dell’Ulster Grand Prix battendolo poi quest’anno, ovvero la trentaduenne americana Patricia Fernandez

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Patricia Fernandez all’Ulster GP con la Kawasaki del Team Magic Bullet (foto: Maverick Pics)

Direttamente da Tulsa, Oklahoma, la statunitense partecipa alla road race più veloce al mondo dal 2014 con il Team nordirlandese Magic Bullet (sì, proprio quello con cui corre anche il veterano Davy Morgan). L’Ulster GP 2016 ha visto la simpaticissima Fernandez diventare la detentrice del “record rosa” a Dundrod con un 118.264 mph di media sulla Yamaha R6 della squadra di Stanley Watson; galvanizzata da quel riconoscimento messole al collo nientemeno che dall’allora road racer più veloce al mondo Bruce Anstey, e grazie anche ad una nuova Kawasaki ZX10R, all’Ulster GP di quest’anno la Fernandez ha alzato l’asticella portando il primato a 119.671 mph, ovvero 192.6 km/h di media.

E non è tutto. Patricia, che corre regolarmente nel Motoamerica classe Superstock 600, ha partecipato per la prima volta lo scorso luglio anche alla “Race of Legends” di Armoy e nel mirino c’è addirittura il famigerato Macau Grand Prix, al quale sarebbe la prima donna al mondo a partecipare.

 

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Patricia nel paddock dell’Ulster GP (foto: RoadRacingCore)

Patricia, come hai conosciuto il Team Magic Bullet?

Al tempo correvo nell’AMA, oggi chiamato Motoamerica e il team mi ha mandato un messaggio su fb chiedendo se volessi correre qualche gara in circuito per loro, ho cercato di capire che team fosse e mi sono sembrate veramente brave persone. Poi quando sono venuta qui mi hanno fatto fare dei giri in macchina su alcuni tracciati tra cui quello dell’Ulster e ho chiesto di poter correre proprio qui; loro mi hanno risposto che era troppo pericoloso, sono una donna e sono cocciuta e ho risposto “o mi aiutate a correre qui o prendete qualcun altro!”. Mi hanno aiutata e tra di noi si è instaurato un bel rapporto e così ho continuato a correre per loro tornando qui altri anni. Ovviamente il Motoamerica è la mia priorità e vengo qui solo quando posso. Ma sto cercando di correre qui sempre di più. Mi piace molto questo team, mi supporta qui e anche a casa. 

 

Come mai proprio le road races, ti attiravano già?

In America non esistono le corse su strada e si conoscono di nome solo le maggiori, il TT, l’Ulster GP e la North West 200. Quando sono venuta qui, appunto, ho deciso di provarci. Mi sono ripromessa che se non mi fossi sentita sicura avrei lasciato perdere. Le road races sono completamente differenti dai circuiti, velocissime tra alberi, marciapiedi, sembra da pazzi ma è come quando vai sulle montagne russe e arrivi in cima, hai paura ma poi la paura si trasforma in divertimento. Devi costruirti la tua conoscenza qui girando e girando, ogni volta sarai più veloce. Credo ormai di non poter fare a meno delle road races, a casa in circuito vado molto bene nel “Pro Level” ma continuerò a tornare perché sono sensazioni che a casa in circuito non posso provare.

 

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Ulster GP 2017 (foto: Diego Mola)

Ci sono altre road races che vorresti fare, oltre all’Ulster e Armoy?

Assolutamente la North West 200, avrei dovuto correrci quest’anno ma il budget non era sufficiente. L’anno prossimo vorrei correrci assolutamente e poi vorrei correre anche all’Isola di Man, anche se co che per quello sarebbero tutti molto nervosi. 

 

Qual è il tuo punto preferito all’Ulster GP?

Qui all’Ulster dipende molto dalla moto e tra il 600 e il 1000 i punti preferiti cambiano. Con il 600cc mi piace assolutamente la parte alta del circuito, veramente veloce e scorrevole. Sulla 1000 devo dire Deer’s Leap, anche se all’inizio mi spaventava, ma ora mi piace tanto, si fanno un sacco di belle impennate e trovo anche delle belle foto! 

 

Esiste qualcosa di simile negli USA?

Ci sono veramente pochi circuiti che si avvicinano a darti queste sensazioni. C’è molta differenza con i tracciati negli USA ovviamente; forse il tracciato che si avvicina di più è Barber Park in Alabama, perché è scorrevole, con frenate in discesa, veloce e pieno di saliscendi, ma niente è comparabile all’Ulster GP!

 

Cosa pensa la tua famiglia di ciò che fai? Ti supporta?

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Patricia newcomer ad Armoy lo scorso luglio (foto: Chris Usal)

Quando ho detto a casa per la prima volta che avrei fatto le road races mi hanno chiesto cosa fossero. Poi quando spiegavo mi chiedevano se non avessi paura dei pericoli. Conoscono i pericoli ma sanno anche che io le affronto imparando gradualmente, non come nei circuiti dove potrei uscire di pista cercando il limite. Devo dire poi che in America le road races stanno diventando più famose, da quando vengo qui ho notato questo; quando conosci qualcuno nello sport e inizi a tifare per lui si crea un certo interesse generale; ho molto supporto a casa, sanno che ho battuto il record qui. Poco tempo fa a Laguna Seca ho incontrato il mio amico PJ Jacobsen e mi ha detto “tu sai pazza a correre su strada!” e io gli ho risposto “non puoi dirmi che sono pazza, tu che sei così veloce!”. Comunque quando la gente capisce cosa faccio vuole sapere cosa si prova, pensano che sia “cool” e si augurano solamente che vada tutto bene. 

 

Che lavoro fai nella vita, Patricia?

Non lavoro spesso, cerco di fare lavori part-time perché ovviamente viaggio spesso per le gare. cerco di lavorare molto quando posso ma non ho lavori a lungo termine. Così posso essere pagata ogni giorno e non ogni due settimane. Avrei voluto fare più gare quest’anno, finché continuo a correre non voglio lavorare ahah!

 

Il tuo obiettivo qui immagino che siano le 120 mph!

Sì assolutamente, succederà presto!

 

Grazie mille Patricia!

Ciao!

 

 

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