300 Curve di Gustav Havel: intervista a Luca Gottardi, unico italiano a Hořice

Nel week-end del 17 e 18 maggio si è tenuto sul tracciato di Hořice il tradizionale evento “300 Zetacek Gustava Havla”, o “300 Curve di Gustav Havel”

Nominata in onore dell’omonimo pilota ceco impegnato nel Motomondiale (e al Tourist Trophy) negli anni Sessanta, questa manifestazione su strada ha visto la partecipazione di un pilota italiano per il secondo anno consecutivo. Si tratta del gardesano Luca Gottardi, in forze al team veronese PnL Racing. Gottardi, pilota di esperienza sia in pista che su strada, è stato negli anni passati Campione Italiano ed Europeo categoria Scooter, poi campione Supermoto 2012 nel Campionato Italiano Velocità in Salita e per ben due volte Campione Europero Salita classe Supersport (2012 e 2013).

La “300 Curves” non è per Luca un’esperienza nuova. Già lo scorso anno aveva affrontato il bellissimo tracciato di Hořice in sella ad una Kawasaki Zx-6R, terminando in decima posizione. Quest’anno, con una maggiore esperienza alle spalle ed una Yamaha R6, Luca è riuscito a piazzarsi in settima posizione, non senza qualche problemino iniziale. Un ottimo risultato per l’unico pilota italiano sullo stradale ceco, un’esperienza che ha tutta l’aria di essere un “assaggio” di Tourist Trophy…

 

 

Luca, innanzitutto complimenti per la gara di Hořice. Ci vuoi raccontare com’è andata, in particolare rispetto allo scorso anno?

 

Grazie per i complimenti Marta! Rispetto all’anno scorso la gara è stata più emozionante perché ero preparato meglio fisicamente e soprattutto mentalmente e così sono stato costante con i tempi sul giro per tutta la competizione, mentre nella passata edizione a metà gara ero già cotto. Poi quest’anno mi sono divertito nei sorpassi che dalla tredicesima posizione mi hanno portato fino alla settima. Devo dire che la moto era in ordine e si è comportata bene. L’unica cosa che mi devo rimproverare è di aver sbagliato ad interpretare i turni di prove in quanto ho considerato il primo turno del sabato come prove libere invece si trattava già della qualifica e di conseguenza ho penalizzato la posizione di partenza per la gara. Se cerco un’attenuante la trovo solo nella difficoltà linguistica che ho trovato in Repubblica Ceca…

 

 

Perché hai scelto (per il secondo anno consecutivo) la “300 Curve di Gustav Havel” e non la tappa ceca dell’International Road Racing Championship a Hořice? E perché proprio Hořice tra le altre road races?

 

Sono partito da questa gara perché il mio Team Manager Luca Pinelli ha un amico pilota di vecchia data, Jiri Subr, che abita a poca distanza dal tracciato e l’anno scorso ci aveva invitati a partecipare. Pinelli ha già assistito Subr ad Hořice e quindi l’anno scorso ci è sembrato naturale partecipare e tenere qui il mio battesimo nelle road races. Ho scelto di ritornarci perché mi era piaciuta e sapevo di poter fare meglio.

 

 

E’ vero che hai il Tourist Trophy “nel mirino”? Se sì, il TT per te è ancora solo un’idea o ti stai già muovendo per parteciparvi?

 

Ehhh… il TT è un mio grande sogno! Sono un paio d’anni che è nel mirino ma non riesco a realizzarlo. Al momento l’unica cosa che mi ferma è la possibilità economica: conto molto sugli sponsor per le future edizioni.

 

 

Hai in programma altre gare all’estero quest’anno, oltre alle salite?

 

Il programma di quest’anno purtroppo è piuttosto spoglio. Qualche sponsor mi ha abbandonato per la crisi, qualche altro ha ridimensionato il budget e la situazione economica che stiamo vivendo non permette di recuperare nuovi sponsor o almeno non così facilmente come mi capitava in passato. Al momento ho quindi tante belle gare in testa ma per ora solo lì… Nel weekend di Hořice sono stato anche avvicinato dagli organizzatori della gara a Terlicko che mi hanno chiesto di partecipare al loro evento: il problema però è sempre lo stesso.

 

 

Hai esperienza diretta in pista, in salita e su strada: quali sono secondo te le principali differenze tra i due “mondi”?

 

Guarda,  ho partecipato nel 2001 al Trofeo Malossi 70 e nel 2003 alla R6 Cup. Nel primo ho vinto l’italiano e l’europeo, nella seconda mi sono piazzato ottavo. Poi, nel 2004, ho fatto due gare in Coppa Italia in sella alla R6 e “solo” dopo quattro anni, nel 2008, ho ripreso a correre nel Supermotard per il PnL Racing Team. Quindi esperienza in pista maturata negli ultimi anni è in sella all’Aprilia SXV 550. L’anno scorso abbiamo deciso di dedicarci alla categoria SuperSport partecipando al Campionato Europeo Salita e alla mia prima Road Race. Ho notato che le differenze principali tra la pista e il circuito sono principalmente l’assenza di via di fuga – che costringe il pilota ad una guida molto attenta e sempre alla ricerca costante della riduzione del margine d’errore – e la rapportatura della moto. Poi vivo un indescrivibile senso di libertà e adrenalina nel dare gas in strade normalmente limitate per il codice stradale.

 

 

Cosa rispondi a chi ti dice che le corse su strada sono troppo pericolose?

 

Rispondo che posso farmi male anche cascando dalle scale… solo che se dovesse succedere di farmi male cadendo dalle scale passerei da coglione o ubriacone… forse banalizzo una risposta che dovrebbe essere molto più complessa ma io la vedo così, non ci posso fare niente!

 

 

Complimenti a Luca e un grosso in bocca al lupo per le gare future… qualsiasi esse siano!

 

 

(Foto: PnL Racing)

 

 

 

 

 

 

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3 reazioni a 300 Curve di Gustav Havel: intervista a Luca Gottardi, unico italiano a Hořice

  1. Oreste ha scritto:

    Bravo Gottardi che corre in ambienti diversi facendo bagalio per il TT.

    Saluti

  2. Oreste ha scritto:

    Bravo Gottardi che corre in ambienti diversi facendo bagaglio di guida per il TT.

    (annulla e sostituisce il commento precedente)

    Saluti

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