Alex Polita: “Tourist Trophy, obiettivo raggiunto”

Nel paddock del TT, quest’anno, non era insolito incontrare la bella famiglia Polita tranquillamente a spasso tra centinaia di appassionati, moto, stand, tendoni. Alex si è spesso trovato a spingere il passeggino con la piccola Ida in attesa che qualcosa accadesse, in attesa che le agognate sessioni di prove e le gare prendessero finalmente il via in questo piovoso e snervante TT 2017. 

ellan vannin

Alex Polita a Ballaugh Bridge (foto: Jim Gibson)

Alex Polita, alla sua seconda gara in carriera all’Isola di Man, ha nuovamente affrontato il Mountain Course in sella alla BMW Superstock del Team tedesco Penz13.com, con i compagni di squadra Dan Kneen e Danny Webb. Un team rinomato quello dell’ex pilota Rico Penzkofer, anche se la S1000RR ha quest’anno tradito il pilota di Jesi per ben due volte, costringendolo al ritiro in due sessioni di prova con il motore KO.

Le cose hanno però iniziato a girare nel verso giusto dalla seconda gara, la Stock Race di martedì 6 giugno, quando Polita ha centrato le 121.3 mph. Ancora meglio il prestigioso Senior TT, con l’ingresso ufficiale nel “club delle 122 miglia orarie di media”: 122.330 mph all’ultimo dei 4 giri del Senior (accorciato a causa dell’incidente di Ian Hutchinson) e 36° posto in classifica finale.

Alex torna a casa con due “bronze replica” e la soddisfazione di aver partecipato per due volte in carriera alla gara motociclistica più affascinante di sempre. E adesso? Altri progetti, altre sfide lo attendono.

 

Alex, cosa ci racconti di questo Tourist Trophy 2017, a mente fredda? Sei soddisfatto?

Sì sono soddisfatto del risultato. Volevo le repliche e le ho avute. Nonostante un brutto virus che ho avuto proprio in quei giorni e che sto ancora curando, ci sono riuscito. Non sono mai stato al top e ho anche avuto un paio di problemi tecnici…ma sono le corse e ci stanno. Anche il clima non è stato dei migliori e ha infastidito organizzatori e piloti.

 

Ti era stato assegnato un numero di gara a te caro. Lo hai richiesto tu o è stato un caso fortunato?

Sì sono contento di aver corso con il mio numero. A dire il vero mi avevano assegnato un numero più basso ma ho preferito insistere per il mio storico 53, ci tenevo e mi hanno accontentato.

 

In questo 2017 hai praticamente abbandonato la pista per concentrarti solo sulle road races. 

Non è stato facile prendere le decisioni che ho affrontato con la mia famiglia, ma credo che concentrarsi solo sul TT sia stata una saggia scelta. Ho avuto la fortuna di raccogliere tanto nella mia carriera e quello che mi ha sempre contraddistinto è l’aver raggiunto i miei traguardi curando tutti i dettagli. Lo scorso anno all’isola ho capito cosa serviva per poter far bene, meglio almeno… Quest’anno ho deciso di concentrare le mie energie solo lì. Ho anche corso a Most nel Campionato Ceco con il Team Penz prima di arrivare al TT.

 

politaE sempre con il Team Penz13.com sarai anche a Frohburg e Macao, ma la notizia recente è che correrai anche a Imatra, giusto?

Sì, inizialmente avevano scelto Rutter, lui è una star nelle road races e ha il risultato quasi sicuro sempre, io sono un novellino, avevamo deciso di affrontare gare più alla mia portata dove magari posso imparare di più senza pressione del risultato per forza. Ho un team di riferimento e come tale vogliono e devono avere risultati importanti sempre. Ha un pool di piloti di prim’ordine e gestiamo le gare per essere sempre avanti.

 

A gennaio, una tua intervista sul sito GPone titolava “Il TT meno pericoloso dei circuiti”. Un’affermazione un po’ azzardata e controcorrente, per la quale hai ricevuto purtroppo parecchie critiche e insulti. Ma forse non era esattamente ciò che intendevi?

Non è stato affatto quello che intendevo. Io ho scherzato sul fatto che ho decisamente rischiato di più nelle gare in pista che nell’affrontare il mio primo TT, perché ho lasciato un ampio margine di errore. Per correre all’isola ci vuole rispetto e anni per conoscerla. Lo stesso rispetto che non ho ricevuto in tante dichiarazioni e commenti che ho ricevuto a seguito di quell’articolo così ben manipolato. All’inizio ci ero rimasto male, malissimo. Poi con calma ho capito che alla fine non si può piacere a tutti, credo che come ognuno di noi ho una personalità che non può andare a genio a tutte le persone. Faccio il mio come sempre, senza tanto rumore. Tanti hanno fatto paragoni assurdi con i top del TT, da lì si può capire la sufficienza della conoscenza di una gara come questa. Comunque quello che conta per me è quello che pensano le persone per me importanti: la mia compagna, la mia famiglia e i miei sponsor.

 

Nelle discussioni nate da quell’intervista hai poi toccato un tasto importante, il “limite”. Si dice che al TT il pilota stia al di sotto del proprio limite per mantenere un certo margine di sicurezza. Ma cosa significa concretamente? E’ una cosa di cui si è ben consapevoli?

Il limite è una cosa difficile da spiegare…io so che per andare forte bisogna avvicinarsi il più possibile e per molti giri a questo limite, che può essere tuo nella guida, della moto, delle gomme. Come ho già detto tante volte, il mio all’isola era molto lontano… le ho veramente dato del lei… So dove perdevo 15 secondi solo per entrare e uscire dai box. So che si può limare qualcosa qui e là nel sicuro, poi negli anni si vedrà.

 

Il Tourist Trophy e le road races saranno ancora nei tuoi progetti futuri?

Il mio contratto con Penz13 prevede ancora molte gare “per strada”. A fine stagione valuteremo il da farsi. Ho raggiunto quello che volevo e con la mia famiglia sempre di fianco. Vedremo quest’inverno quali saranno i piani per la prossima stagione. Mi piacerebbe anche partecipare alla Dakar…vedremo.

 

In bocca al lupo per tutto!

 

Con le parole chiave , , , , , , , , . Aggiungi ai preferiti : permalink.

5 reazioni a Alex Polita: “Tourist Trophy, obiettivo raggiunto”

  1. renzo - parma ha scritto:

    Grande come sempre Alex Polita!!!
    Quando dice: “..quello che conta per me è quello che pensano le persone per me importanti, compagna, famiglia, sponsor…” è scontato che ci siano anche tutti gli amanti del TT e tifosi come noi, soprattutto degli eroici Piloti Italiani!!!

  2. Harno #3 ha scritto:

    Come al solito, i detrattori del TT si divertono un sacco a fare il gioco delle tre carte, manipolando le dichiarazioni di Alex.

    Polita è stato (ho letto quell’intervista incriminata) molto chiaro sul concetto di “meno pericoloso” ed anche sul senso del limite, “sulla differenza” tra circuito stradale e permanente, argomento che, una persona che non ha mai corso una gara di moto, difficilmente può comprendere, oppure, può solo immaginare.

    Poi che sia meno pericoloso uno stradale è ovvimante un’ iperbole, perchè basta cadere anche una sola volta per lasciarci le penne, ma sul discorso di: meno possibilità di caduta, è assolutamente così.

    Inoltre un pilota se non si sente sicuro di quello che fa, in un contesto di pericolo, è meglio che non parta nemmeno; ogni pilota “presume” di farcela e usa anche stratagemmi psicologici, mentali, personali, convincendosi che comunque non rischierà più del dovuto. Ed è soprattutto la passione che lo spinge a fare tutto questo.

    Se non si corre con questa mentalità, basterà anche una sola caduta, in qualsiasi posto, anche senza ferirsi, per dare un taglio definitivo a questo sport, o a tutti quegli sport dove è possibile farsi del male.
    A quel punto però, non è vera passione.

    Quindi… per dirla con Luc de Clapiers: Tutte le passioni sono esagerazioni. Anzi sono passioni soltanto perché esagerano.

  3. Centu76 ha scritto:

    Sei semplicemente un grande!!! Lasciamo agli ipocriti le loro critiche insulse e teniamoci strette le RR! E poi…hai girato oltre le 122miglia…poco altro da aggiungere!!!
    Continua così!

  4. Centu76 ha scritto:

    Ma ho letto su motosprint che polita lascia il TT…a parte il dispiacere, pensavo che una bmw del team penz(una di quelle buone…) potrebbe essere data al bonny…no?

    • Marta Covioli ha scritto:

      E’ quello che cercava di far capire Alex, poi come dice lui si vedrà a fine stagione… Per quanto riguarda la moto di Penz, sarebbe una bellissima opportunità ma non dimentichiamoci che queste moto non vengono “date”, in base ad accordi diversi il team deve comunque ricevere dei soldi per il noleggio della moto. Quindi alla fine spetta sempre al pilota la scelta.

Rispondi a renzo - parma Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.