Armoy – Bottino di Michael Dunlop, la sua settima Race of Legends

Si è conclusa da pochissimo la nona edizione della Armoy Road Races, giovane ma famosa National
nel cuore dell’Irlanda del Nord, laddove Joey Dunlop e la “Armoy Armada” erano soliti provare le loro moto prima dei grandi eventi. 

Chi si fa carico di portare avanti il nome della dinastia Dunlop è il nipote di Joey, Michael Dunlop, che ad Armoy porta a casa un vero e proprio bottino.

Venerdì 28 luglio il paddock di Armoy appare già come una desolata distesa di tende immerse nel fango. Il meteo _DM_8318rimarrà inclemente per tutta la giornata, con la pioggia a bagnare le qualifiche e le prime due gare in programma in serata.

La Senior Support Race riserva subito una scioccante sorpresa: il ragazzino prodigio Joe Loughlin viene inaspettatamente battuto per la prima volta in questa stagione! Adam Lyon, infatti, sale sul primo gradino del podio distaccando Joe di 3 secondi, con il pilota di Skerries David Howard al terzo posto. Ma una motivazione c’è: Loughlin, leader della corsa nelle fasi iniziali, perde del tempo nei doppiaggi, mentre Lyon, partito dal secondo gruppo, si è trovato praticamente strada libera. Ma così sono le gare.

La giornata di venerdì si conclude con la prima Supersport Race: in griglia manca William Dunlop, con la R6 apparentemente in fase di sistemazione in vista dell’Ulster Grand Prix. Ma c’è un’altra novità: Derek McGee lascia la sua Yamaha per quella del Team B&W Racing, sella liberata da Paul Jordan che ora corre sia nella classe 600cc che nella classe 1000cc per il Team mannese IMR. La gara viene tuttavia interrotta immediatamente per un incidente proprio tra Paul Jordan e il giovane Adam McLean, con entrambi i piloti ok ma impossibilitati a ripartire. Al restart è proprio McGee sulla R6 grigia blu e rossa a comandare la gara davanti a Michael Dunlop, ma dopo soli due giri vengono nuovamente esposte le bandiere rosse per la forte pioggia e la gara viene addirittura dichiarata conclusa: vince quindi Derek McGee davanti alla Kawasaki del newcomer Davey Todd (bellissima sorpresa in questa seconda metà di stagione dopo aver “scoperto” le road races provenendo dal BSB) per 8 decimi, mentre terzo è l’esperto Christian Elkin (Triumph Bob Wylie Racing), poi James Cowton, Michael Sweeney ed il newcomer Joey Thompson. E Michael Dunlop? Il motore della sua R6 lo abbandona proprio durante il secondo giro, prima che vengano esposte le bandiere rosse.

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Joe Loughlin (foto: Chris Usal)

La situazione meteo non è molto diversa al mattino di sabato 29 luglio, con l’asfalto ancora bagnato e l’olio sparso sul tracciato durante il Parade Lap d’apertura… Dopo la pulizia della strada si dà finalmente il via a questa intensa giornata di gare con la Junior Support Race: l’ordine delle cose viene ristabilito e Joe Loughlin (qui la nostra intervista) parte dalla pole, doppia i piloti dalla 21^ alla 9^ posizione, compreso suo padre Barry, e va a vincere con 44 secondi di distacco sul newcomer Mark Ironside e Glenn Walker. Impressionante.

In “pista” poi le piccole 125 e 250 Moto3, con il “maestro di categoria” Chris Elkin che conduce la gara dal via fino alla bandiera a scacchi. Con la sua Honda Moto3 Bob Wylie Racing, Elkin distanzia il giovanissimo Adam McLean (Honda 125 Roy Hanna Motors) di 15 secondi, mentre il bravo Paul Robinson acciuffa il terzo posto davanti a Ian Lougher; quinto è Gary Dunlop con la 250 Joey’s Bar Racing, sesto Paul Jordan per la prima volta sulla 125 Joey’s Bar, mentre il terzo pilota della squadra, Derek McGee, è costretto al ritiro. Sfortuna anche per il newcomer Joey Thompson, che cade a Church Bends (rider ok) mentre si trovava in terza posizione.

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Michael Dunlop durante la Supersport Race (foto: Diego Mola)

E’ quindi il turno della seconda gara Supersport, con un Michael Dunlop assolutamente pronto al riscatto dopo il problema tecnico della sera prima. Al via è però il bravo irlandese Derek McGee a condurre la gara, con “Micky D” alle calcagna; il gap tra i due è pressoché nullo, mentre il cronometro segna 4 secondi prima di trovare l’inseguitore McLean (Kawasaki MSS). Ma al quinto giro il più piccolo dei fratelli Dunlop (su Yamaha MD Racing) sferra l’attacco e sul traguardo del settimo ed ultimo passaggio giunge con ben 3 secondi di vantaggio su McGee: Michael stava solo “giocando”?  La terza piazza va invece a James Cowton (Kawasaki McAdoo), quarto è il newcomer Davey Todd, con McLean scivolato in quinta posizione davanti a Joey Thompson, Christian Elkin, Darryl Tweed, Dominic Herbertson e Michael Sweeney.

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Michael Dunlop su Bennetts Suzuki (foto: Chris Usal)

Mentre grossi nuvoloni neri si fanno sempre più minacciosi sopra il villaggio di Armoy, la Classic Race viene vinta da Ed Manly. Quando arriva il momento delle “big bikes” il tracciato è ormai definitivamente bagnato: viene quindi lasciato il tempo per un veloce cambio gomme alle 1000cc (e 600cc) e la Open viene dichiarata “wet race”. Nel frattempo il tipico meteo irlandese ci mette lo zampino e il sole inizia ad asciugare parte del tracciato; dopo un altro warm-up lap i piloti si trovano a scegliere di cambiare nuovamente le gomme… Alle 14.15 locali la Open Race prende finalmente il via, con Michael Dunlop (Bennetts Suzuki) in pole affiancato dal fratello William (Yamaha Temple Golf) e Derek McGee che opta per il 600cc. Ed è proprio il “missile di Mullingar” a prendere le redini della corsa su Michael Dunlop, Adam McLean, James Cowton e Paul Jordan, con William scivolato indietro. Ma il mastino di Ballymoney studia McGee, fino ad infilarlo all’inizio del quinto passaggio e distaccarlo poi alla bandiera a scacchi di 4.6 secondi, proprio come nella Supersport, attendendo il momento opportuno per sferrare un attacco che sembra un gioco da ragazzi. McGee, l’unico a tenere testa a Dunlop, guadagna il secondo gradino del podio con la R6 B&W, con il newcomer Davey Todd terzo a +16 (e partito dal secondo gruppo), su Kawasaki 600cc. Seguono William Dunlop, Paul Jordan, James Cowton, Joey Thompson, Mark Goodings, Dominic Herbertson e Forest Dunn a chiudere la top ten di una gara con soli 13 piloti a traguardo: molte le assenze, molti i piloti ad aver deciso di non correre troppi rischi con queste condizioni meteo.  Ritirati invece Adam McLean (mentre si trovava in terza posizione) e anche uno dei soliti protagonisti delle Nationals irlandesi, Micko Sweeney, che oggi pare proprio non volerne sapere. Ricordiamo invece l’assenza del “re delle Nationals” Derek Sheils a causa di un impegno ad un matrimonio nella giornata di qualifiche di venerdì; se molto spesso i Club permettono ai piloti di qualificarsi il sabato prima delle gare, il Motorcycle Club di Armoy ha sorprendentemente negato questa possibilità al leader del campionato Sheils.

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Un Derek McGee “volante” sulla Supertwin (foto: Diego Mola)

La sesta gara di giornata è la 250/400, vinta dal solito Neil Kernohan davanti a Darryl Tweed e Callum Laidlaw.

Ancora un colpo di scena per Joseph Loughlin, invece, nella Supertwin: Joe, che ha vinto da esordiente di categoria le gare di Faugheen e Walderstown, cade nel warm-up lap, dicendo addio al sogno di una “tripletta”. Campo libero quindi per il bravo Derek McGee, che deve tenere a bada un indiavolato Adam McLean (ER6 Roy Hanna), con James Cowton, Christian Elkin e Micko Sweeney subito attaccati prima di un gap di svariati secondi sul resto del gruppo. All’ultimo passaggio il ventenne di Tobermore sferra l’attacco su McGee, ma qualcosa va storto: sul traguardo è proprio Derek McGee a riprendersi la posizione sulla Kawasaki ER6 McGee Racing, vincendo per 8 decimi su James Cowton (ER6 McAdoo), con McLean scivolato addirittura terzo. Chris Elkin è 4° a +5, quinto Micko Sweeney a +20 secondi, piuttosto irriconoscibile oggi.

La Senior Support segna il “ritorno” di Joe Loughlin dopo la debacle di ieri sera, con una vittoria di 10 secondi su Adam Lyon, con David Howard terzo.

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Terzo gradino del podio per Michael Sweeney nella Race of Legends (foto: Diego Mola)

Poi, con il sole che finalmente bacia i verdi prati nordirlandesi, si giunge alla gara delle gare, la “Race of Legends”, l’appuntamento principale di ogni National Road Race e quella, anche, con i premi gara più ambiti. Michael Dunlop ne annovera sei al momento e tutto fa presagire che la sua collezione stia presto per aumentare. Sette i giri previsti, con Michael in pole su GSX-R1000 Bennetts con al fianco il fratello William su Yamaha R1 e Derek McGee di nuovo sulla R6 B&W. Al via, questa volta, Michael non gioca e prende subito vantaggio con la Suzuki tra le stradine di Armoy; “MD” vola e mette 5 secondi tra sé e McGee al secondo passaggio, con William Dunlop e Micko Sweeney a “darsele di santa ragione” subito dietro al “missile di Mullingar”; il vantaggio di Michael passa a 7 secondi al terzo giro, 9 al quarto, 13 al sesto, mentre dietro di lui il terzetto William-McGee-Sweeney dà spettacolo. Poi, il vuoto fino a James Cowton arretrato di una ventina di secondi. Alla bandiera a scacchi, senza troppe sorprese, è Michael Dunlop a vincere la sua settima “Race of Legends”” in carriera, mentre a +12.6 secondi troviamo il fratello maggiore William (Yamaha Temple Golf); completa il podio un rinato Micko Sweeney (BMW MJR) a +13, con il povero McGee scivolato in quarta piazza ma vincitore del titolo di “Man of the Meeting”, davanti a James Cowton, Joey Thompson, Davey Todd, Paul Jordan, Davy Morgan e Mark Goodings a chiudere la top ten.

Da Armoy è tutto, appuntamento tra poco più di una settimana con l’Ulster Grand Prix!

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