North West 200 – Funesta edizione, muore il giovane talento Malachi Mitchell-Thomas

Il sabato della North West 200 edizione 2016 si apre con un programma molto fitto, che prevede ben sei gare da disputarsi nel corso della giornata. Il pensiero comune, di piloti ed appassionati, va a Ryan Farquhar, vittima di un incidente durante la Supertwins e le cui condizioni sono gravi, ma stabili, con il pilota di Dungannon che è stato fortunatamente dichiarato non in pericolo di vita. 

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Malachi Mitchell-Thomas, 20 anni (foto: Baylon McCaughey)

Il sole la fa da padrone sulle strade che i piloti percorreranno e saluta Alastair Seeley, fresco di record in solitaria, quale pilota più vittorioso (sedici volte primo) nella gara che si snoda sulle 8.9 miglia del celebre “triangolo”, formato dai tratti di strada della A2, B185 ed A29. Il rider di Carrickfergus ha tra l’altro la possibilità di attaccare il record di Phillip McCallen di cinque centri in un solo giorno e parte in pole in tre categorie.

SUPERSPORT 2

I piloti partono per il giro di warm-up, a cui seguiranno le sei tornate previste per la Supersport. Al primo giro passano, nell’ordine, Michael Rutter, Martin Jessopp, John McGuinness, Lee Johnston, Alastair Seeley, Ian Hutchinson, William Dunlop e James Hillier, tutti pezzi da novanta e potenziali vincitori. Al comando si avvicendano Johnston, poi William Dunlop, quindi Seeley che, mentre al primo vengono dati dieci secondi di penalità per un taglio di chicane a Juniper, passa il secondo portandosi in testa, alla media di 116,917 mph. Al quinto giro il pilota Kawasaki è sempre davanti, seguito da Hutchy, quindi Johnston, Jessopp e Mitchell-Thomas, un ventenne terribile all’esordio sul Triangle. La bandiera a scacchi del sesto giro sancisce il trionfo di Alastair Seeley, che si porta a diciassette centri nella corsa nordirlandese e precede di 6”58 la Triumph di Jessopp, seguito da Hickman, Mitchell-Thomas e Dean Harrison. La top ten è completata da Lee Johnston (che ha fatto ricorso contro la penalità inflittagli), quindi James Hillier, il mai domo McPint, Cristhian Elkin e Paul Jordon.

 

SUPERSTOCK 1

La successiva gara della Superstock 1 viene ritardata per la presenza di un oggetto sospetto nei pressi di Coleraine e sul quale le autorità stanno compiendo dei controlli. Il nuovo start è fissato per le 11:50 locali. Sulla griglia di partenza manca Martin Jessopp, che sarebbe rientrato ai box dopo il giro di riscaldamento. L’ordine di partenza è Rutter, Seeley, Hickman, Hutchinson, Johnston ed Harrison. Solo sei minuti di gara e viene esposta la bandiera rossa a causa di un incidente, ma il pilota viene segnalato come ok: James Hillier cade ma fortunatamente senza conseguenze, salvo non essere riammesso alle restanti gare per precauzione dopo una botta alla testa. Si parte per i cinque giri previsti. La prima classifica dice Seeley, Rutter, Hickman. Sul triangolo di asfalto più famoso dell’Ulster i piloti non si risparmiano ed il leader Rutter è insidiato da vicino da Michael Dunlop. L’ultimo giro è, se possibile, ancora più da brividi degli altri, con Rutter che fa segnare il nuovo giro record della Superstock, ma che non gli serve a tornare davanti a Dunlop. Nel frattempo Seeley passa Hutchy e lo stesso Rutter appena dopo la chicane di Magherabuoy, ma è Ian Hutchinson ad aggiudicarsi la vittoria. Il pilota di Bingley dirà poi “Amo guidare questa moto fin da quando mi sono seduto sopra la prima volta. Tyco BMW ha fatto uno splendido lavoro e la loro conoscenza di questa corsa mi ha aiutato a vincere oggi. Ho una ottima moto e sta funzionando in maniera ottima”. La classifica è decisamente più corta rispetto alla Supersport, con il vincitore che precede il secondo, Hickman, di 615 millesimi, mentre sono solo 152 i millesimi che separano quest’ultimo dal terzo classificato, Seeley, che non potrà battere il record di McCallen. Ad 1”208 arriva Rutter, mentre Michael Dunlop è quinto a +1”633. La top 10 comprende anche Lee Johnston, Gary Johnson, quella vecchia volpe di Jeremy McWilliams, quindi Horst Saiger e David Johnson.

 

SUPERBIKE 1

Tutto è pronto per la partenza, con uno start magistrale per Rutter, che può vantare tredici successi alla North West 200, ma è Ian Hutchinson a prendere la testa, ma le attenzioni sono puntate anche su Anstey. Il neozelandese, partito quarto, è adesso terzo e fa valere la sua esperienza che lo ha portato ad arrivare sempre sul podio in almeno una categoria nelle ultime quattordici edizioni della corsa. Bruce passa sulla speed-trap a 209 miglia orarie (336,35 km/h). La sua cavalcata non si ferma e sale al secondo posto ma, in vetta nel frattempo, si è installato Michael Dunlop e, dietro i primi due, Hutchy guida la pattuglia dei “cagnacci” all’inseguimento, che di nome fanno Rutter, Hickman, Johnston, McGuinness e Cummins. Ma l’uomo che viene da Ballymoney ha una sola missione da portare a termine, vincere e prova a farlo con un giro record a 123,207 mph di media. Una bandiera rossa, esposta per un incidente occorso ad Anstey, caduto dalla sua Honda, ma fortunatamente senza conseguenze, lascia Dunlop con il fiato sospeso. Alla fine la gara verrà dichiarata conclusa con la classifica antecedente lo stop. Il figlio di Robert e nipote di Joey può così scrivere il suo nome per la quinta volta al Triangle e lascia il fratello William a quota quattro. Dietro di lui Ian Hutchinson (+5”206) e Michael Rutter (+5”524), con quest’ultimo al 27° podio di NW200 in carriera. Dietro di loro Peter Hickman, Lee Johnston, John McGuinness, Conor Cummins e Alastair Seeley, vittima di un dritto nelle prime fasi di gara e impegnato in una forsennata rimonta.

SUPERTWINS 2

Mentre sta per partire la gara, gli uomini del team di Ryan Farquhar fanno sapere che i medici che lo hanno operato si sono dichiarati soddisfatti dell’esito dell’intervento e dei progressi fatti in queste poche ore. La Supertwins è la categorie meno veloce, tra quelle che corrono qui, ma le moto raggiungono comunque le 165 miglia all’ora. Saranno quattro i giri da percorrere. Al termine del primo ci sono tre inglesi (Lintin, Jessopp e Mitchell-Thomas) davanti a tutti. Il trio è inseguito da McWilliams e Cowton. Un’altra bandiera rossa ferma la gara che, ancora una volta, verrà dichiarata conclusa prima dell’esposizione del segnale. La corsa, disputata su tre giri, vede la vittoria di Ivan Lintin seguito da Martin Jessopp e da Jeremy McWilliams, quindi Cowton, Sweeney e James. L’incidente che ha causato lo stop della Supertwins è avvenuto a Black Hill ed ha visto coinvolto il giovane Malachi Mitchell-Thomas. Il programma subisce un primo ritardo di mezz’ora ed un secondo di altri quindici minuti. La sensazione è che le condizioni del pilota siano particolarmente gravi, ma non trapelano informazioni. Un ulteriore spostamento di mezz’ora nella partenza della gara successiva non preannuncia nulla di buono ed alle 17,30 ora locale arriva purtroppo la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire. Mitchell-Thomas ha perso la vita. La scomparsa del ventenne pilota inglese fa cancellare il resto del programma della giornata, che si conclude nel peggiore dei modi. R.I.P. Malachi.

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4 reazioni a North West 200 – Funesta edizione, muore il giovane talento Malachi Mitchell-Thomas

  1. Bernini Michele ha scritto:

    Non riesco a credere che Malachi e Redmayne non siano più qui…..e’ tremendo e ingiusto, il boccone da buttare giù questa volta è troppo grosso.

  2. +250ml ha scritto:

    Giovanissimo cavoli che peccato R.I.P

  3. Centu76 ha scritto:

    Lo stavo seguendo da qualche gara e avevo la sensazione che sarebbe diventato un gran pilota di RR ed è stato uno chok oggi pomeriggio apprendere in diretta la brutta notizia…arrivederci giovane centauro R.I.P.

  4. Andrea ha scritto:

    Ero presente poco prima del Metropole e si parlava dell’ottimo risultato in gara 2 Supersport. Un vero peccato che un giovane talento ed appassionato ci lasci in questa maniera.
    R.I.P. Malachi

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