Scarborough Gold Cup, finale di stagione all’Oliver’s Mount

L’Oliver’s Mount di Scarborough, ultimo baluardo delle corse su strada in Inghilterra, segna ormai da tempo tre tappe cruciali nelle stagioni road racing: l’avvio con la Spring Cup di aprile, la metà con la Cock o’ the North di luglio e la chiusura del calendario con la più famosa Gold Cup. 

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Ian e Carl Bell a Scarborough (foto: Charles Robertson)

Un evento affascinante nella bella cittadina di Scarborough, nel North Yorkshire, su uno strettissimo tracciato di 2.43 miglia arroccato sulla collina di Oliver, tra alberi, prati, ponticelli e salti. Un evento che in passato è stato teatro di grandi bagarre tra nomi altisonanti quali Giacomo Agostini, Barry Sheene, Mick Grant.

E proprio alcuni di questi storici ed eroici piloti torneranno a mettere le ruote a Scarborough in una Parata memorabile, a festeggiare il 70° anniversario di gare all’Oliver’s Mount nonchè il 50° anno dalla nascita del Motoclub organizzatore, l’Auto66 Club. Intitolata a Steve Henshaw, pilota morto 27 anni fa, il Parade Lap di domenica 25 settembre vedrà sfilare proprio Ago assieme a Phil Read, Steve Parrish, Mick Grant, Chas Mortimer, Trevor Nation, Nick Jefferies, al fianco di stele attuali quali John McGuinness, Ian Lougher, Dean Harrison, Ivan Lintin, Michael e William Dunlop, il cugino Gary, Dan Kneen. Molti di questi li vedremo poi sfidarsi per l’ambita Gold Cup nelle gare di sabato 24 e domenica 25, con l’aggiunta di Lee Johnston, Daniel Hegarty, Derek Sheils, Alan Bonner, Daley Mathison, James Cowton, Tom Weeden…

Insomma, una entry list davvero invidiabile. Presenti tutti gli ultimi vincitori dell’ambito trofeo, ovvero Harrison (2015), Lintin (2014), Michael Dunlop (2013), mentre si vocifera che potrebbe addirittura presentarsi uno dei re di Scarborough, Guy Martin, probabilmente solo per una visita.

Tra gli equipaggi Sidecar, che all’Oliver’s Mount regalano sempre uno spettacolo entuasiasmante, ricordiamo il pluri iridato Tim Reeves, Lee Crawford, i Ramsden. Non mancherà nemmeno il  “side” giallo rosso e blu dei Bell, con Carl che farà da passeggero a David Lillie in memoria del padre Ian, scomparso allo scorso Tourist Trophy e amatissimo nell’ambiente road racing, soprattutto a Scarborough.

Il programma prevede sesioni di prove sabato 24 settembre dalle ore 9 locali (le 10 in Italia), poi 10 gare dalle 13.30; la domenica breve sessione di prove dalle 9 e poi alle 10.30 il via a ben 12 gare, compresa la Gold Cup.

Sarà presente sul posto il nostro fotografo Denis Pian che ci regalerà tante foto esclusive!

 

Il tracciato – Il percorso dell’Oliver’s Mount, lungo 3.88 chilometri, gira in senso antiorario e presenta tanto curvoni veloci e aperti quanto curve a gomito da prima marcia. Si parte dal brevissimo rettilineo del paddock per infilarsi subito nel primo vero scar mapimbuto del circuito, il “rampino” a sinistra noto come Mere Hairpin, dal quale vengono scattate le foto classiche dell’evento e teatro nel 2013 di una memorabile “carambola”. La sua conformazione e la scalata verso la collina successiva richiamano vagamente il Ramsey Hairpin dell’Isola di Man. Sequenza di marce l’una dopo l’altra per affrontare la salita di Sheene’s Rise che porta alla cima di Quarry Hill, dove inizia il tratto guidato delle Esses (ora Grant’s), un destra-sinistra veloce e molto stretto.

Uscire bene dalla Grant’s è fondamentale per lanciarsi lungo lo strettissimo rettilineo noto come Back Straight, estremamente sconnesso e costeggiato da cespugli, teatro dell’incidente mortale di Billy Redmayne. Al termine del rettilineo, nuova scalata per affrontare il secondo tratto guidato dell’Oliver’s Mount, quello dove si trova il Memorial: sinistra, leggera destra e nuovamente sinistra per lanciarsi verso il breve allungo che porta alla seconda curva a gomito, la destrorsa Drury’s Hairpin.

Quest’ultima coincide anche con l’inizio della sezione discendente del circuito. Ci si lascia alle spalle la collina e si affronta il tratto rettilineo e boscoso verso il Mountainside Hairpin, a sinistra, una delle ultime chance per attaccare gli avversari prima del traguardo. La sezione che segue è roba da incorniciare, la quintessenza delle road races: accelerazione dall’Hairpin e dentro tutte le marce affrontando il Jefferies Jump, un terrificante scollinamento in curva dove le moto si dimenano tra impennate e salti, altro luogo prediletto dai fotografi. Segue Weaponness Lane e il Bottom Straight, rettilineo situato al di sotto della zona del traguardo, per poi affrontare l’ultima “esse” nota come Farm Bends, un sinistra-destra in salita che riporta sul breve rettilineo principale.

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