Stefano Bonetti, l’impresa alla North West 200

“É stato meglio che vincere alla lotteria”. Sono queste le parole di Stefano Bonetti appena scende dalla Paton dopo aver vinto la sua prima North West 200.

Stefano in sella alla Paton alla North West (foto: Chris Usal)

Bonetti ha vinto la North West 200, primo italiano nella storia a trionfare sullo stradale nordirlandese. È una frase da ripetere, ancora e ancora, perché non ci si crede, perché è troppo bello. Dopo così tanti anni di sacrifici, impegno e dedizione, finalmente quel primo gradino del podio in una International Road Race è arrivato. E che Road Race!

La North West si corre dagli inizi del secolo scorso su un “triangolo” d’asfalto di 8 miglia che collega le cittadine di Portstewart, Coleraine e Portrush, nell’estremo nord dell’Ulster, tra paesaggi mozzafiato, verdi scogliere e il Mare d’Irlanda. Quest’anno si è festeggiata la 90^ edizione dell’evento, con prove e gare del giovedì perfette ma un sabato in parte rovinato dal maltempo.

Poco male, però, perché questa North West ha sancito vincitori nuovi e inaspettati e non ha visto, cosa assai strana, festeggiare il favorito e recordman di vittorie Alastair Seeley. Hanno invece centrato il primo gradino del podio i già affermati Peter Hickman, Jeremy McWilliams, Glenn Irwin e Lee Johnston, ma hanno anche trionfato per la prima volta James Hillier, il giovane Davey Todd e il nostro Stefano Bonetti.

Il quarantaduenne bergamasco, in particolare, è stato applaudito da più parti trattandosi di un vero e proprio outsider tra i britannici. Le prove avevano visto in pole l’inglese Jamie Coward, che però nulla ha potuto contro “il Bonny” e la sua Paton S1 in gara. Vederlo guidare su quel tracciato faceva già presagire qualcosa di buono: una guida precisa e aggressiva quanto basta, visibilmente più veloce degli altri. Sul podio, alle sue spalle, anche Michael Rutter, veterano e plurivincitore in ogni corsa su strada internazionale. Guardando i nomi in classifica, Stefano Bonetti non può che essere più che orgoglioso della sua impresa. E sentire l’inno di Mameli risuonare nella verde campagna nordirlandese è stata una cosa senza prezzo…

Bonetti sul podio alla North West, in realtà, lo avevamo già visto nel 2012, al termine di un’agguerrita gara Superstock. Talmente agguerrita che gli organizzatori hanno poi fatto scendere il Bonny dal podio per un aggiornamento dei tempi, relegandolo al quinto posto. Una grande delusione, ma dopo 7 anni Stefano si è preso la sua rivincita…

La caduta di Bonetti durante gara 2 (foto: Tommy Vennard)

La Paton utilizzata in questo caso da Bonetti non era sotto le insegne della squadra ufficiale, ma del piccolo Team privato VAS Racing di Vittorio Salerio, che abbiamo intervistato per capire il suo ruolo in questo ed altri entusiasmanti progetti.

Per il Bonny, però, non è andata altrettanto bene in gara due, quando è rimasto “chiuso” all’interno della curva a gomito di York Corner, uscendo stretto e lento e rimanendo vittima di un highside in accelerazione, dicendo addio alla speranza di una doppietta subito al primo giro.

Ci ha pensato Francesco Curinga, sull’altra Paton del Team VAS, a tenere alto il tricolore concludendo al sesto posto tra le Supertwin, replicando il risultato di gara 1: un grandissimo applauso al pilota ligure, autore di due prestazioni fenomenali al suo debutto alla North West 200. Un’impresa, la sua, che non deve certo passare in secondo piano.

Per quanto riguarda Stefano Bonetti, ora la sua attenzione è tutta rivolta verso il TT, dove le Lightweight correranno mercoledì 5 giugno e dove il Bonny avrà come compagno di squadra nientemeno che Michael Dunlop. Ma, dopo una vittoria alla North West 200 in tasca, non c’è più nulla da temere…

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3 reazioni a Stefano Bonetti, l’impresa alla North West 200

  1. Massimiliano ha scritto:

    Bonetti ha fatto un’impresa straordinaria, quanti Italiani hanno vinto almeno una delle gare su strada più storiche della Gran Bretagna ( TT, Ulster GP, NW200 ) ? Solo i campioni del mondo come Agostini, Ubbiali, Provini, Liberati e pochissimi altri, più uno come Tenni che è forse il più grande pilota Italiano prima della seconda guerra mondiale. Sono gare quasi impossibili da vincere per i non britannici. Lo stesso merito va alla squadra che ha preparato le moto in maniera fantastica, e a Francesco Curinga che da esordiente ha corso anche in condizioni atmosferiche difficili per chiunque.

  2. Massimo&Sergio ha scritto:

    Stavolta più che mai Grandissimo Bonny !!!! Appuntamento nel paddock di Douglas settimana prossima per firma/sponsor sulla carena !!
    Un saluto dai TTMonza Marshalls .

  3. renzo - Parma ha scritto:

    Grandissimo Stefano Bonetti!!!

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