Superbike Classic TT – Un Michael Dunlop da record non si batte. Sul podio anche Harrison e Hillier

Dopo lo spettacolo offerto dalla OKells Junior 350 Race, l’Isola di Man si appresta ad assistere alla gara più attesa di questo Classic TT 2016, la Motorsport Merchandise Superbike, con una entry list che ha poco da invidiare al Tourist Trophy: i fratelli Dunlop, Steve Mercer, Gary Johnson, Bruce Anstey, Dean Harrison, James Hillier e Ivan Lintin, per citarne solo alcuni. Ma è il numero di piloti, soprattutto privati e mossi semplicemente dall’amore per le road races e le moto classiche, a rendere l’atmosfera ancora più gloriosa. Da Olie Linsdell a Dave Madsen Mygdal, da Paul Owen al grande Nick Jefferies, i nomi altisonanti si sprecano, mentre la barriera dell’età viene letteralmente stracciata, tanto dai bolidi quanto dai loro alfieri. E poi ci sono i suoni e i profumi: odori di gomme e benzina si fondono con le grida retrò e meccaniche dei motori di una volta, mentre dal coro dei quattro cilindri si distinguono alcuni due tempi e il cupo suono di qualche Ducati.

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Dean Harrison (Kawasaki Silicone Engineering) a Ballaugh Bridge (foto: LapConcepts)

Alle ore 15.00 Steve Mercer, con il gas puntato e gli occhi sulla bandiera che segnalerà la partenza, riceve la prima pacca sulla spalla dal marshal. La Classic TT Superbike è iniziata. La Kawasaki Mistral Racing di Mercer è inseguita da James Hillier su Kawasaki Greenall Racing, poi l’attessissimo vincitore della Junior 350 Race Michael Dunlop su Team Classic Suzuki, Michael Rutter (Harris Team Winfield) e la spettacolare Yamaha YZR 500 di Bruce Anstey. Il primo giro consegna già a Glen Helen un verdetto ferreo, con Michael Dunlop e la sua Suzuki a comandare il plotone con 2.5 secondi di vantaggio su James Hillier, seguito tempi alla mano da Dean Harrison, Ivan Lintin e Dan Kneen. Anstey e la sua Yamaha occupano provvisoriamente l’ottava posizione, preceduti da Rutter. Incredibilmente, Dunlop mette nel mirino sia James Hillier che Steve Mercer già a Glen Helen, guadagnando moltissimo sulla strada. A Ballaugh Bridge il vantaggio di Micky Dunlop continua ad aumentare, mentre lungo il rettilineo di Sulby è Hillier a far volare la sua Kawasaki a 173 mph (278 kmh). Proprio allo speed trap di Sulby si registrano i problemi di Steve Mercer, che transita a 35 miglia orarie per poi ritirarsi alla fine del rettilineo, tradito dalla sua Mistral Kawasaki. La lista dei ritiri si allunga con Matthew Rees, Paul Duckett e Olie Linsdell, quest’ultimo che parcheggia la sua Yamaha Stephen Bond/Flitwick Motorcycle a Quarry Bends.

Al termine del primo passaggio è sempre Michael Dunlop a dominare la corsa, stampando un incredibile giro in 125.872 mph di media con partenza da fermo, avvicinando il record detenuto da Bruce Anstey. James Hillier si deve difendere con le unghie dal recupero inesorabile di Dean Harrison, che lo supera, tempi alla mano, sul traguardo: il primo chiude il giro numero uno in 124.492 mph, mentre Harrison firma un ottimo 125.026 mph. Harrison, inoltre, fa registrare il giro più veloce lungo il Mountain Course con una 750cc, record che Jim Moodie deteneva ancora dal 1999 (124.45 mph).

Il secondo passaggio si apre nuovamente con un assolo di Micheal Dunlop, mentre Harrison allunga su James Hillier. Al rilevamento di Ramsey, Dunlop sta virtualmente girando in 127 mph di media: l’attenzione di tutti è sul cronometro, per vedere se Michael riuscirà ad abbattere il lap record di Anstey. Attenzione che è presto ripagata perchè, nonostante i piloti debbano rallentare per il pit stop, Michael riesce a stampare uno stratosferico giro in 126.808 mph di media, record assoluto del Classic TT. Un giro che non sfigurerebbe assolutamente al Senior TT di giugno, questo è sicuro. Agli inseguitori non resta che seguire da lontano il mastino di Ballymoney. La danza dei pit stop diventa frenetica, come spesso accade con questi mezzi ‘attempati’, con motori che non ripartono, problemi meccanici e sfiammate incredibili in pit lane. Mentre tutti i top riders e i loro team eseguono a dovere le delicatissime operazioni, il simpatico Gary Johnson perde di vista la sua ‘casella’ del pit stop ed è costretto ad una buffa retromarcia, perdendo secondi a manciate. Ma anche questo è parte del Classic TT. Il migliore in corsia box si rivela il team Silicone Engineering di Dean Harrison, che fa recuperare molti secondi al proprio pupillo, rimettendolo in scia a Michael Dunlop, grazie anche ad un giro in 125.512 mph di media.

Al terzo passaggio tra i boschi di Glen Helen, infatti, Harrison si presenta con solamente due secondi di ritardo da Michael Dunlop. La gara pare riaprirsi, ma il giovane Dunlop torna ad allungare tra Ballaugh e Ramsey, riportando il vantaggio a 8 secondi, che diventano 10 al Bungalow e 13 al Grandstand. Dietro di loro è sempre James Hillier sulla sua Kawasaki Greenall, seguito da Michael Rutter, Bruce Anstey, Jamie Coward, un ottimo Horst Saiger, poi Ivan Lintin, Gary Johnson e William Dunlop a chiudere la top ten.

Il quarto ed ultimo giro è un altro assolo di Dunlop. Si presenta con 15 secondi di vantaggio su Harrison a Glen Helen, che diventano 17 a Ballaugh Bridge. Michael sta nuovamente girando ad un passo da record, cercando di abbattere il suo stesso giro. Dietro i primi due James Hillier fa volare la sua Kawasaki lungo il Sulby Straight, facendo registrare una incredibile velocità di punta di 175 miglia orarie. Hillier accusa però 18 secondi di distacco da Harrison. Al rilevamento di Ramsey le posizioni restano invariate, con le moto che soffrono nella salita che porta a Waterworks e successivamente a Prince Albert Tower e al Gooseneck. Buona è anche la prestazione di Dave Hewson, 17° sulla sua splendida Ducati, e quella del simpaticissimo Wayne ‘Ciderman’ Axon, 32° e anch’egli affidatosi alla moto di Borgo Panigale. Al Bungalow è sempre Michael Dunlop a far danzare la sua Suzuki meglio di chiunque altro, e mentre il suo quattro cilindri numero 3 grida nelle vallate che attorniano lo Snaefell, Anstey si ritira nel tratto tortuoso di Glentramman, dopo Ginger Hall. Michael è inesorabile e sfreccia esultante sul traguardo battendo i pugni sul serbatoio della sua Suzuki XR69, agguantando così la seconda vittoria di giornata e sfiorando il lap record da lui fatto segnare un paio di giri prima. Dunlop, inoltre, abbassa di ben 17 secondi il tempo totale della corsa. E’ incredibile ciò che questo ragazzo riesce a fare, con qualsiasi mezzo e casa che abbia passato; dategli una moto, una strada e vi stupirà. Ottima è anche la seconda posizione di Dean Harrison e la solida performance di James Hillier, entrambi su Kawasaki ed entrambi al di sotto del precedente record di gara. Seguono Michael Rutter, ancora una volta estremamente consistente, poi un eccellente Jamie Coward, e a seguire Horst Saiger, William Dunlop, Conor Cummins, Gary Johnson e Danny Webb a chiudere la top ten. La sfortuna colpisce invece il bravo Ivan Lintin, che resta senza benzina a Signpost Corner, a circa un chilometro dall’arrivo, in tipico stile Classic TT.

Una menzione particolare va al giovane australiano Alexander Pickett, che vince il trofeo di miglior privato sulla sua Kawasaki, precedendo Timothee Monot in questa speciale classifica. Alex, con le lacrime agli occhi, ammette scherzosamente di non essere mai stato per così tanto tempo su una moto, e ringrazia dolcemente la mamma per averlo aiutato molto.

Con l’esultanza del podio e lo sguardo fiero di un Michael Dunlop che ribadisce la sua superiorità nelle road races, si chiude questa edizione 2016 del Classic TT. Ora gli occhi saranno tutti puntati sulle gare del Manx GP, con quel suo sapore di evento in puro stile road racing che tanto piace agli appassionati, nonchè incredibile fucina di talenti per gli anni a venire.

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