Tourist Trophy – Sidecar Race 2: Birchall Brothers imprendibili per tutti. Quarta vittoria al TT

Dopo una settimana praticamente perfetta a livello meteorologico, l’ultima giornata di gare ha visto i piloti risvegliarsi in mezzo ad una fitta coltre di nebbia che ha avvolto buona parte dell’isola di Man costringendo gli organizzatori a continui ritardi sul programma.

Ben & Tom Birchall affrontano il Guthrie's Memorial (foto: Denis Pian)

Ben & Tom Birchall affrontano il Guthrie’s Memorial (foto: Denis Pian)

La partenza della Sure Sidecar 2, gara inaugurale della giornata prevista originariamente per le 11:15 (ora italiana), ha visto il primo equipaggio prendere il via alle 14:30; un’attesa snervante a cui non si era ancora abituati in questa edizione 2016 baciata dal bel tempo.
In una Glencrutchery Road gremita di ‘tre ruote’, meccanici e appassionati con il fiato sospeso, Dave Molyneux e Dan Sayle (DMR/Honda – A&J Racing) hanno dato fuoco alle polveri – finalmente dopo le mille disavventure di questo travagliato TT per l’equipaggio mannese per antonomasia- per una gara dove molti equipaggi vanno a caccia di un risultato di prestigio dopo i ritiri eccellenti in gara 1.
Con il numero 4 parte come una vera furia l’equipaggio Reeves/Farrance (DMR Honda/ Team Klaffi) sicuramente smanioso di rifarsi dopo la delusione di gara 1 e di salire come minimo sul podio del Grandstand.
A Glen Helen è subito battaglia con “Moly” in testa a comandare un quartetto di fuoco racchiuso in poco meno di 3 secondi. Che la guerra finale abbia inizio, che i motori facciano correre a perdifiato ogni singolo cavallo e che le gomme stridano sull’asfalto come impazzite!
Sul salto di Ballaugh Bridge passano in testa Holden/Winkle (LCR/Honda), galvanizzati dopo la stupenda e meritata vittoria di gara 1: solamente 0″3 di distacco per Molyneux/Sayle davanti a Birchall/Birchall che chiudono il primo podio virtuale.
Il vantaggio a Ramsey passa a 0″7 su Moly e 1″6 sui fratelli Birchall: una vera e propria lotta sul filo dei millesimi per questi sidecar che ancora una volta danno spettacolo e adrenalina allo stato puro. La lunga attesa è sicuramente ripagata!
Leggermente più staccati troviamo le coppie Reeves/Farrance e Bell padre e figlio che si contendono la quarta piazza, pronti ad approfittare di una qualsiasi defaiance del trio di testa.
Piccola incertezza che al Bungalow costa cara a Holden/Winkle, che da battistrada al precedente intermedio si ritrovano addirittura al terzo posto, sopravanzati sia da Molyneux che dai Birchall: basta una piccola disattenzione o una piccolissima deconcentrazione e si perdono posizione preziose in una gara così tirata.

Primo passaggio sul traguardo e Molyneux/Sayle si confermano leader provvisori con un giro fantastico a oltre 114 mhp (19’43″547) ma i due mannesi sono letteralmente braccati, sia cronometricamente che fisicamente su strada da Birchall/Birchall (LCR/Honda – IEG Racing) staccati solo di 0″9 dopo venti minuti di gara!
Glen Helen, e il distacco si assottiglia a poco meno di sette decimi ma è nel tratto che porta a Ballaugh che i due fuoriclasse inglesi effettuano il sorpasso rifilando ben 3″ ai due mannesi: il ricongiungimento in strada è quasi fatto e il treno è sicuramente quello buono verso la vittoria finale.
Terzi e in rimonta dopo l’errore del giro precedente abbiamo sempre i costanti Holden/Winkle (LCR/Honda – Silicone Engineering/Barnes Racing) davanti a Reeves/Farrance e Bell/Bell.
Passaggio velocissimo a Sulby ad oltre 146 miglia per i leader che a Ramsey, con un intermedio stellare, incrementano il proprio vantaggio fino a sfiorare i 5″ su Molyneux/Sayle sempre in seconda piazza.
Vedremo se al Bungalow il mitico Dave farà la differenza come nel passaggio precedente, dove si era portato in testa. Il distacco, tuttavia, aumenta ancora di 1″ netto, sfondando la barriera dei 5″ di ritardo.

Al termine del secondo passaggio è un giro monstre quello fatto registrare dai leader Birchall/Birchall: 19’24″756 (116.615 mph) ad un soffio dal record assoluto stabilito da loro stessi una settimana fa. Con un ritmo del genere non potevano che essere in testa. Impressionanti.
Inizia l’ultimo passaggio e Molyneux/Sayle non transitano a Glen Helen: davvero un Tourist Trophy stregato il loro dopo il ritiro forzato ancora prima della partenza nella gara precedente.  Il buon Molyneux dovrà lavorare ancora più duramente se vorrà rifarsi nell’edizione 2017.
Senza gli idoli locali in corsa al secondo posto si insediano Holden/Winkle e sul terzo gradino si innalzano Reeves/Farrance non più insidiati da Ian e Carl Bell, anch’essi costretti al ritiro all’inizio di quest’ultimo tremendo terzo giro.
L’ultimo passaggio sembra una vera e propria passerella trionfale per Birchall/Birchall: oltre 24″ sui diretti inseguitori e solo una manciata di chilometri li separano dalla bandiera a scacchi.
Ottimi quarti Karl Bennet e Lee Cain che in sella al loro DMR/Suzuki stanno portando a casa un risultato sensazionale, così come sensazionale è il passo della coppia Tony Baker e Fiona Baker Milligan.
Dall’alto della loro esperienza e forti del margine di vantaggio ormai accumulato, gli ultimi intermedi sono una semplice formalità per i battistrada che transitano in trionfo sulla linea del traguardo: Ben e Tom Birchall (LCR/Honda IEG Racing), con un ultimo giro in totale controllo in 19’34″021 (115.695 mph), portano a casa la loro quarta e strameritata affermazione al TT dopo essersi dimostrati i più veloci del lotto dei partenti fin dalla gara precedente: un ritmo semplicemente insostenibile per tutti gli avversari!
Piazza d’onore per Holden/Winkle (LCR/Honda  – Silicone Engineering/Barnes Racing) che completano al meglio un TT quasi perfetto dopo l’affermazione nella prima gara di questa edizione 2016.
Sul terzo gradino del podio, ma mai veramente in lotto per la vittoria finale, troviamo Tim Reeves e Patrick Farrance che in sella al loro DMR/Honda del team Klaffi raddrizzano un’edizione del TT per loro a dir poco travagliata.
Ottimi quarti Bennett/Cain davanti a Matt Dix e Shaun Parker che chiudono la top five.

Una piccola nota – tutti gli equipaggi in corsa oggi avevano sul sidecar l’adesivo “living the dream #26”: ognuno di loro ha condotto per il Mountain Course e nel proprio cuore il compianto Dwight Beare, pilota australiano deceduto tragicamente nel corso di gara 1, al quale Patrick Farrance ha anche dedicato il podio.

Per i ‘tre ruote’ è tutto dall’Isola di Man, senza vinti nè vincitori, sicuri di aver dato vita ancora una volta ad uno spettacolo unico; poichè, data la poca visibilità che i sidecar ricevono a livello internazionale, il TT è rimasto uno dei pochi baluardi nei quali questi equipaggi affiatatissimi possono esprimersi al meglio. Spazio ai festeggiamenti ora, mentre qualcuno, siamo certi, già fa ‘cantare’ i motori nel proprio workshop in vista della rivincita del 2017.

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