TT Launch: la presentazione del Tourist Trophy 2017 a Villa Marina

Ci siamo. Con l’evento di questa sera giovedì 23 marzo, il TT Launch, è iniziato ufficialmente il conto alla rovescia che a fine maggio catalizzerà migliaia di persone su Ellan Vannin per il Tourist Trophy 2017. A fare da padrone saranno nuovamente, come da 110 anni a questa parte, l’adrenalina, la passione, l’odore di benzine e gomme e l’amore per l’Isola di Man.

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(foto: Mark Falconer)

Come di consueto, lo scenario perfetto per lanciare la nuova edizione del TT è Villa Marina, lungo la Promenade di Douglas. Nella fredda e ventosa serata Manx i due presentatori, Matt Roberts e Steve Plater, nella cornice della spettacolare sala eventi mannese, invitano sul palco uno dopo l’altro i top riders che si daranno battaglia il prossimo giugno. Non mancano, come sempre, le battute, gli scoop e un linguaggio più che colorito!

La serata si apre col botto. Il
primo a salire sul palco è Ian Hutchinson, alfiere Tyco BMW. Ian riflette sulla grande stagione appena trascorsa e ammette che tutto è andato alla grande: il pilota, la moto e il team. L’unico modo per fare un ulteriore passo in avanti era quello di cambiare gomme. Il team Tyco, infatti, si affiderà alle Dunlop per il 2017 nelle road races con Ian. “Hutchy” sa di avere nel polso giri ben più veloci di quelli che ha fatto segnare e ricorda, sorridendo, come nelle prove lo scorso anno avesse inanellato un giro a 132 mph su una Superstock. “Tutti mi applaudivano al Grandstand quando sono tornato ai box. Pensavo che fossero solo felici di rivedermi sano e salvo… scoprii dopo di aver fatto segnare quel giro su una Stocker!”.

Dopo la chiacchierata con Hutchinson, è la volta del duo Kawasaki: James Hillier e Dean Harrison. Sebbene sotto la stessa casa, i due correranno rispettivamente per JG Speedfit e Silicone Engineering. Se Harrison si mostra molto rilassato e accetti il paragone con Anstey, essendo un pilota che passa poco tempo in sella per allenarsi, il ragazzo del team Silicone Engineering sottolinea come tutti nel team stiano lavorando duramente. “Non c’è fretta. Tutto va alla grande. Ho la stessa moto e lo stesso team del 2016 e so di dare tutto in sella alla moto. Sono molto tranquillo”. Dal canto suo, James Hillier riflette su un 2016 nel quale non ha fatto passi avanti, ma dal quale ha imparato molto. Sia James che Dean rivelano che non correranno nella categoria Lightweight nel 2017, per concentrarsi sulle altre classi. Inutile dire come entrambi abbiano nel mirino una vittoria nelle grosse cilindrate.

La prima, vera coppia a salire sul palco è quella del team RC Express Kawasaki, rappresentato da Steve Mercer e Ivan Lintin. Mercer snocciola il suo calendario di gare piuttosto allettante: correrà nel mondiale Endurance, oltre alle road races, quindi tra pochi giorni sarà in Slovacchia, poi a Oschersleben, NorthWest, TT e Le Mans. Steve Plater gli chiede prontamente se venga pagato a miglia! Ivan Lintin, invece, si conferma candidato vincitore nella categoria Lightweight, anche se ammette che gli sta stretto essere solamente il ventisettesimo pilota più veloce al TT, con un giro in 127 mph. “Voglio raggiungere la barriera dei 130 mph quest’anno”, chiosa il biondo Ivan.

Dopo una serie di interviste ‘a due ruote’ vengono accolte sul palco due coppie di sidecaristi. Da una parte il duo John Holden/Lee Cain e dall’altra l’intramontabile Dave Molyneux con il passeggero Dan Sayle. Due grandi novità per entrambi gli equipaggi: Holden, sotto le insegne del team Barnes Racing Silicone Engineering, presenta il suo nuovo passeggero, il “local man” Lee Cain. “Dopo anni con Andy Winkle era il momento di cambiare. Così come Hutchy cambia le gomme, io ho cambiato il passeggero”, scherza l’altissimo John. Dal canto suo, Molyneux si è accasato con Yamaha. “Gli ultimi due anni sono stati da buttare nel cesso”, dice Dave, “e spero di averli buttati in quello di Holden!”. Il manxman Molyneaux sostiene di volere ancora due vittorie e, prima di scendere dal palco, presenta il nuovo film 3 Wheeling interamente dedicato al mondo sidecar lungo il Mountain Course.

La coppia successiva si rivela la più frizzante della serata: Gary Johnson e Lee Johnston iniziano subito facendo battute reciproche, e al piccolo Lee viene chiesto: “Riesci a toccare con i piedi per terra seduto su quel divano?”. In un attimo di serietà, Gaz Johnson spiega i progetti per il 2017: non avendo avuto grandi offerte ha deciso di creare un suo team, utilizzando una Triumph nella categoria Supersport. “L’altro giorno”, aggiunge Gary, “ho fatto un prelievo in banca e mi sono comprato due Suzuki, che utilizzerò quest’anno. Non ho ancora uno sponsor, quindi se qualcuno fosse interessato mi faccia un colpo. Ho dovuto prenderle subito, di tasca mia, non potevo aspettare di avere sponsor”. Inizia un nuovo momento di ilarità tra i due, con Gary che dice di aver cambiato varie cose nella sua vita, recentemente. “Peccato che non puoi cambiare quella faccia!”, gli risponde Lee Johnston. Proprio Lee si dice fiducioso ed emozionato di poter correre con Jackson Racing, su Honda Ten Kate ex Niky Hayden. Per quanto riguarda le Supertwin, disporrà delle moto preparate da Ryan Farquhar. Ma, prima di scendere dal palco, prende nuovamente la parola Gary: “Ma cosa dici! Vincerò io nelle Twin con la mia moto noodle cinese, la WK Bikes!”.

Viene poi lasciato spazio ai tre giovani newcomer, Paul Jordan, Adam McLean e Joe Thompson, che esprimono tutta la loro emozione in vista del TT 2017, con un pizzico di timidezza alla loro prima volta al TT Launch. Cosa hanno in comune? Il loro mito, Joey Dunlop.

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John McGuinness durante uno degli eventi del TT Launch, il tiro al piattello al nord dell’isola di Man (foto: Mark Falconer)

Uno scrosciare di applausi accoglie sul palco John McGuinness, ancora acclamato come The King. Il suo discorso è un tripudio di doppi sensi, nonsense, riflessioni sulla sua pancia alquanto smisurata e sull’età. “Ho una certa età, lo so. Ma ci vedo ancora bene, la velocità c’è e le mie parti intime funzionano alla grande. Perchè dovrei fermarmi?”. Scherzi a parte, John riflette sulla nuova opportunità data dalla Fireblade 2017, qualcosa che lo stimola ad andare avanti. E punzecchiato sul fresco compagno di squadra, aggiunge: “Guy? Ah, ci sarebbe da parlare per ore di lui! C’è qualche suo fan in sala? Bene, solo tre” scherza McPint. “Non so dove sia ora Guy. Sarà su qualche Scania a parlare con il suo cane, Nigel. Ho saputo di dover dividere il box con lui all’ultimo, ma va tutto alla grande. Ho avuto un sacco di compagni di squadra forti, ma questo è davvero singolare. Crede che il suo cane possa parlare! Secondo me abbaia e caga, punto. Anche se non capisco quasi mai di cosa stia parlando, è un ottimo ragazzo. L’altro giorno mi ha accompagnato per ore fino all’aeroporto. Davvero gentile da parte sua. Ma credo che gli regalerò una t-shirt per Natale, perchè puzza. E lui lo sa!”. Per quanto riguarda il numero di partenza, il 5, John chiude dicendo: “Ho vinto con l’uno, il due, il tre e il quattro. Mi toccherà farlo anche con il cinque”. Leggendario McGuinness.

La serata prosegue con il duo Manx composto da Dan Kneen e Conor Cummins. Il giovane Dan, che correrà per il team Penz13.com di Rico Penzkofer, ha le idee chiare. “Dopo il disastro dello scorso anno, il mio obiettivo è riuscire a partire!”. Si dice felice del nuovo team e di trovarsi a suo agio con la birra tedesca e le salsicce di casa Penzkofer. Conor Cummins, dal canto suo, mette in bella mostra la camicia bianca del team Padgett’s, per il quale correrà quest’anno. “L’accordo è stato firmato tempo fa”, dice Conor, “ma non volevamo rivelare niente prima di oggi”. Lo spilungone Manx si sente a posto fisicamente ed è pronto a dare battaglia.

Dopo di loro salgono sul palco Michael Rutter e Peter Hickman, alfieri BMW. Si scherza sulla loro differenza di età, con Hickman in veste di giovanissimo rampante e Rutter in quella di pilota attempato e ingrigito. L’umorismo di Michael, però, è sempre quello dei giorni migliori. “Sei andato a vedere gli One Direction?” chiede a Hickman in merito al suo cappellino alla moda. E aggiunge: “quando io ero giovano non mettevamo i cappelli con gli sponsor!”. Mentre Hicky risponde: “quando tu eri giovane non esistevano ancora i cappelli”. I due poi scherzano su Macao 2016 (dove trionfò Hickman), con Rutter che sostiene di averlo fatto vincere per gentilezza. Quando le domande si fanno serie, però, Peter Hickman mostra la competitività che c’è in lui. “So a cosa punto, e la Senior del 2016 mi ha dato una grossa soddisfazione. Non ho finito la gara per colpa di una noia meccanica, ma è stata la prima volta che ho ‘corso’ con una moto lungo il Mountain, non solo l’ho ‘guidata’. Sapevo di avere il passo per il podio e per un giro in 133 mph”. Ha le idee chiare il ragazzo!

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La coppia Norton, gli australiani Josh Brookes e Davo Johnson (foto: Mark Falconer)

La serata volge al termine e vengono invitati sul palco Josh Brookes e David Johnson, spettacolare coppia australiana pronta e far risuonare il rombo delle loro Norton in tutta l’Isola. Brookes si sente ancora un newcomer, essendosi fermato per due anni a causa di alcuni team che ostacolavano la sua voglia di correre al TT. Il talentuoso Josh ricorda la sua prima volta sull’Isola di Man, da spettatore: “ero un pilota Honda e Neil Tuxworth mi pagò un biglietto per il TT. Arrivai sull’Isola e vidi birra ovunque, party, ragazze. Niente male, pensai. Poi sentii l’odore di benzina, di gomme, il suono dei motori. Quando sfrecciò la prima moto davanti a me mi dissi ‘devo correrci anch’io”. Un David Johnson ‘star improvvisa dell’evento’ si dice spaventato di dover partire con il numero uno sul cupolino, ma sa di avere un’ottima opportunità per imparare dai migliori. Chiude la chiacchierata Brookes, dicendo che è alla ricerca di una Supersport e che non esclude di poter gareggiare nella categoria Superstock con una moto di Shaun Winfield (team per il quale correrà nel BSB).

Penultima coppia della serata è quella degli assi Ben e Tom Birchall, ormai considerati i favoriti assoluti nella categoria sidecar. Ben, il fratello maggiore, espone i progetti del team, che correrà nel campionato britannico, oltre che al TT. I loro sidecar sono interamente fatti in casa e sono consapevoli di avere tra le mani i ‘tre ruote’ più affidabili del lotto. Dice Ben Birchall: “non facciamo grossi cambiamenti. Se una cosa funziona, non cambiarla. Procediamo per piccoli step e modifiche che ci possono far guadagnare molto al Tourist Trophy”.

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Michael Dunlop (foto: Mark Falconer)

L’ultimo boato della serata è tutto per lui, l’ospite d’onore e l’attuale recordman lungo il Mountain Course: Michael Dunlop. Con il suo spiccato accento nordirlandese e un fisico tutt’altro che atletico, Michael intrattiene il pubblico parlando di Carl Cox, serate al pub e della nuova avventura con Suzuki. “So per certo che Stuart Hicken prepara delle ottime moto. E so per certo che saremo pronti per il TT. Perchè passare a Suzuki? Quando ho vinto con Honda tutti dicevano che era scontato, essendo una Honda. Poi ho vinto con BMW ed era ovvio che vincessi, essendo la più veloce del lotto. Ora sono su una Suzuki e voglio vedere cosa si inventeranno!”. Alla domanda su un nuovo giro record, Michael risponde: “credo di aver fatto segnare circa cinque giri sotto i 17 minuti lo scorso anno. E questo conta più del singolo lap record che ho stampato. Significa che ho la possibilità di girare costantemente sotto i 17”. In merito alla sua stazza, tornata quella dei giorni migliori, Micky si lascia andare: “un amico che gestisce una palestra un giorno mi ha detto se volessi andare da lui ad allenarmi. ‘Niente da fare’ ho risposto io. Allora mi ha proposto di venire a casa mia, e io ho ribattuto: ‘bene, sai costruire i motori?’. So di non essere in forma e allenato, ma pensiamo a Joey: lui fumava e beveva, eppure continuava a vincere. Non devi essere un’atleta per vincere queste gare. Ci vuole solo passione”.

Con questa splendida frase cala il sipario a Villa Marina, dopo una serata elettrizzante e ricca di risate. Mancano ormai due mesi all’inizio del Tourist Trophy 2017, quando l’Isola verrà nuovamente invasa per la centodecima volta da orde di appassionati; quando si diffonderanno ancora le grida dei motori nelle vallate; quando si incomincerà veramente a fare sul serio.

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5 reazioni a TT Launch: la presentazione del Tourist Trophy 2017 a Villa Marina

  1. Harno ha scritto:

    Piloti straordinari !!!

  2. Enrico Lulli ha scritto:

    grandi non vedo l’ora

  3. Mark Falconer Fotos ha scritto:

    Brillante articolo Marta & grazie ancora per la vostra azienda.

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