Riders Motorcycles, il Team di Martin Jessopp si ritira

Lo abbiamo seguito nel British Superbike Championship, lo abbiamo seguito alla North West 200, al Macau Grand Prix e recentemente anche al Tourist Trophy. Ma ora il Team Riders Motorcycles chiude i battenti. 

Macau GP, qualifiche – Hickman in pole per la gara di domani davanti a Rutter e Jessopp

Mentre gli occhi (e le orecchie) sono tutti puntati sulla Honda RC213V-S di Michael Rutter, è il suo compagno di squadra Peter Hickman a mettere a segno la sua prima pole position a Macao. Scatterà così dalla prima casella in griglia il due volte vincitore in Cina, che ha fermato il cronometro a 2’23”904 nella seconda ed ultima sessione di qualifiche. 

MACAU GP: svelata la entry-list con dieci newcomer. Tra un mese si corre in Cina

Macau Grand Prix. Un nome fortemente evocativo, forse per la lontananza dell’evento, forse per le storie che si tramandano attorno ad esso, in un luogo così particolare e dall’altra parte del mondo, in tutti i sensi. 

Pikes Peak – Ducati in trionfo con Dunne e la nuova Multistrada

Si è svolta questo fine settimana la 96^ edizione della gara in salita più famosa ed affascinante al mondo, la Pikes Peak International Hill Climb, mitica cronoscalata dedicata ad auto e moto su un tracciato  letteralmente “tra le nuvole”, che si arrampica sulle Montagne Rocciose del Colorado negli Stati Uniti.  

North West 200: Glenn Irwin e Ducati trionfano in una giornata concitata

Portrush, Irlanda del Nord. Dopo la splendida giornata di prove e gare di giovedì, oggi, sabato 13 maggio, la genteimage2 inizia ad assieparsi lungo il Triangle della North West 200, sotto un cielo nordirlandese che non promette nulla di buono. Si attendono rovesci nel corso della mattinata, con previsioni più clementi per il pomeriggio. Il sole di giovedì aveva baciato le gare d’apertura, con la strepitosa doppietta di Martin Jessopp, primo nella Supersport e nella Supertwin, sempre con i fidati colori del Team Riders Motorcycles. L’altra gara di giornata, invece, aveva visto il classico trionfo di Alastair Seeley, sulla BMW Superstock del Team Tyco di Hector e Philip Neill. Con questa vittoria il ‘wee wizard’ di Carrickfergus aveva agguantato i 18 successi sul triangolo della NW200. Ormai Seeley è nella storia, superate di gran lunga le vittorie di due tra i più grandi piloti di tutti i tempi e idoli locali, Robert Dunlop con 15 e Joey Dunlop con 13 successi. Insomma, un affare tra nordirlandesi.

La giornata si scalda con le 600 cc. schierate in griglia per la Bet McLean Supersport Race. Alastair Seeley, Lee Johnston e Michael Dunlop in prima fila, con Martin Jessopp, Dean Harrison e James Hillier a completare la seconda. Dopo un leggero ritardo dovuto alle condizioni dell’asfalto reso scivoloso dalla pioggia, la gara parte regolarmente. Dalla prima casella scatta bene Seeley (Gearlink Kawasaki), che da subito inizia a prendere un leggero vantaggio sugli inseguitori, primo dei quali è Ian Hutchinson. Il ‘Bingley bullet’, sfruttando anche il gioco delle scie, riesce a raggiungere il fuggitivo Seeley al termine del primo passaggio. Tenere il passo di Seeley è un’impresa e nel corso del secondo giro si crea un gruppo compatto guidato da Ian Hutchinson, Michael Dunlop, Lee Johnston, Martin Jessopp, Bruce Anstey, William Dunlop e James Hillier. Da parte sua, si mette in luce il giovanissimo Adam McLean, che senza molti timori reverenziali infila gli avversari in una danza di scie e sorpassi. Sarà un continuo superarsi a vicenda sui lunghi rettilinei in questi primi giri, quando al terzo passaggio avviene un contatto tra McLean e Johnston. Il pacchetto di piloti, dopo lo scollinamento di Black Hill si fionda verso Juniper Chicane, dove il ‘Generale’ Lee tenta il sorpasso su McLean che, ignaro, chiude la porta. Sarà Lee Johnston ad avere la peggio, finendo a terra e palesando una certa stizza per l’accaduto. Fortunatamente, il contatto non ha avuto conseguenze per i piloti. Mentre gli inseguitori si danno battaglia a suon di staccate a University Corner e York Corner, all’ultimo dei sei giri previsti Seeley prenderà definitivamente il largo, giungendo vittorioso al traguardo e conquistando la sua diciannovesima affermazione alla North West 200. Sul podio con lui salgono i due fratelli Dunlop, rispettivamente William (IC/Caffrey Racing Yamaha) e Michael (MD Racing Yamaha). Strepitosa quarta posizione per Adam McLean (MSS Kawasaki), giovane promettente da tenere bene in cosiderazione, seguito nientemeno che da Ian Hutchinson (McAms Yamaha), poi James Hillier, Jamie Coward e Peter Hickman.

Dopo l’entusiasmante gara della Supersport, che aveva rincuorato i tifosi impazienti di assistere ad una memorabile giornata di competizioni, le cose non si mettono bene per la Superbike. Di nuovo la pioggia ad ostacolare il normale svolgimento di una North West che negli ultimi anni si è rivelata avversa al meteo. Ad aggiungere problemi a Mervyn Whyte, il Clerk of the Course, è una consistente perdita d’olio lungo il tracciato adimage1 opera della Suzuki di Michael Dunlop. Si decide perciò di ritardare la partenza, con le big bikes che verranno riportate in griglia solamente alle 14.00 locali. Sotto un cielo plumbeo e con continui scrosci di pioggia, la corsa viene ridotta da sei a quattro giri. Le prime due file vedono un quasi totale dominio BMW, interrotto dal sound Ducati di Glenn Irwin e dalla Suzuki di Michael Dunlop. E’ il veterano e sornione Michael Rutter su BMW Bathams a scattare dalla prima casella, seguito da Seeley su BMW Tyco e Glenn Irwin su Ducati BeWiser. In seconda fila troviamo Michael Dunlop (Suzuki Bennett’s), Martin Jessopp (BMW Riders) e Peter Hickman (BMW Smiths). Impossibile non notare come i piloti di stampo British Superbike riescano sempre a fare la voce grossa alla North West 200. Dopo una lunga attesa, scatta la Anchor Complex Superbike Race, con Alastair Seeley subito a dettare il ritmo, seguito da Rutter, Hutchinson, Irwin e Dunlop. Ancora una volta il minuto pilota di Carrickfergus di casa Tyco riesce ad interpretare il tracciato in maniera impeccabile, lasciando poco spazio agli avversari. Solo Michael Rutter gira su tempi riguardevoli, nonostante l’asfalto scivoloso, ma incassa constantemente un paio di secondi al giro da Seeley. Dietro di loro si mette in mostra Lee Johnston, unico alfiere Honda dopo l’incidente di John McGuinness e lo stop dato da Honda Racing a Guy Martin. I colpi di scena non mancano nemmeno in questa seconda gara di giornata, con Glenn Irwin autore di un dritto senza conseguenze, riuscendo poi a riprendere il ritmo, tallonato da Hutchinson, Derek Sheils, Dean Harrison, James Hillier, Horst Saiger e Peter Hickman. Da segnalare al secondo giro è il ritiro del ‘Kiwi’ Bruce Anstey. Il vantaggio accumulato da Seeley è impressionante e al termine del quarto ed ultimo passaggio avrà ben 21 secondi di margine su Michael Rutter. Chiude il podio Lee Johnston (Honda Jackson Racing). Dietro di loro arrivano Irwin (BeWiser PBM Ducati), Hickman (BMW Smiths), Sheils (Cookstown BE Suzuki), Harrison (Silicone Engineering Kawasaki), Hillier (JG Speedfit Kawasaki), Horst Saiger (saiger-racing.com Kawasaki) e Ian Hutchinson (Tyco BMW) a completare la top ten.

Anche per la gara riservata alle Supertwin, si parte sotto un cielo grigio e poco promettente. In griglia sono presenti nomi di tutto rispetto: Michael Rutter, in sella alla Kawasaki KMR preparata da Ryan Farquhar, presente alla North West come team manager esattamente dodici mesi dopo il terribile crash dello scorso anno. Rutter è in buona compagnia, con il vincitore di giovedì, Martin Jessopp (Riders Kawasaki), Michael Sweeney (Kiely Heating Racing) e Dan Cooper (KW Electrica). Straordinaria, se mai fosse passata in sordina, la forza di volontà di Cooper, che lo scorso anno fu sfortunatamente coinvolto nel terribile incidente di Farquhar. Dopo le interviste di rito prende il via la JM Paterson Supertwin Race, con il trio composto da Rutter, Cooper e Jessopp a dettare il ritmo, e con quest’ultimo a caccia della doppietta. Il trio di testa si da battaglia per tutti i quattro giri previsti, con sorpassi in rettilineo e staccate. Alla bandiera a scacchi sarà il ‘vecchio’ Michael Rutter ad avere la meglio su Cooper e Jessopp, seguiti da Michael Sweeney e Marty Lennon. Questa gara Supertwin ha coronato una storia splendida: Rutter vince su Kawasaki KMR, mentre dietro di lui arriva Cooper. Come se si volesse dare un lieto fine a ciò che era rimasto in sospeso lo scorso anno. All’arrivo nel parco chiuso si nota un Ryan Farquhar visibilmente commosso per la vittoria del suo pilota. Ad un anno dal grave incidente questa è una grande carica per Ryan.

Il programma di gare prosegue nuovamente con le grosse cilindrate pronte a dar vita alla CP Hire Superstock Race. Al via scatta bene Ian Hutchinson (Tyco BMW), che si presenta in testa a York Corner, salvo poi arrivare lungo e ritrovarsi in quarta posizione. Prende la testa della gara il solito Seeley seguito da Rutter, Lee Johnston e Hutchy. I tre alfieri BMW e la Honda di Johnston battagliano tra i rettilinei e le furibonde staccate, con Hutchinson che si ritrova più volte ad infilare gli avversari nel tratto di Black Hill, salvo poi perdere la testa della corsa in rettilineo. La mossa decisiva la fa Alastair Seeley, che infila Hutchy a Mather’s Chicane e accumula qualche decimo di vantaggio. La pioggia inizia a farsi sentire e Hutchinson arriva lungo alla staccata di Mather’s Chicane, mentre Lee Johnston e Peter Hickman perdono terreno. Dopo pochi minuti la direzione gara decide di interrompre la corsa con la bandiera rossa. Safety first, questa è la regola. Vince così nuovamente Seeley che raggiunge il record di 21 trionfi, quattro in questa edizione 2017 della North West. Il podio viene completato da Hutchinson e da un furioso Rutter, che si lamenta del fatto che sarebbe stato meglio fermare prima la gara, come rivelerà al parco chiuso. Chiude il podio Lee Johnston, poi Hickman, Harrison, Saiger, Kneen, HIllier e William Dunlop.

L’ultima gara di giornata è, come al solito, il pezzo grosso: la Vauxhall North West 200 Superbike Race. Nuovamente sono le grosse cilindrate a trovarsi in griglia, e dopo una giornata di gare concitata, ma tutto sommato risultata più produttiva di altre edizioni, il pubblico si aspetta una grande bagarre. Basterà accendere i motori per venire ripagati di tanta attesa. Partita sotto un cielo quasi sgombero da nuvole e con l’asfalto che andava via via asciugandosi, la gara Superbike ha riservato emozioni e adrenalina, sorpassi e controsorpassi. Il tutto condensato in sette giri. Al rilascio della frizione è Glenn Irwin su Ducati BeWiser a partire alla grande, seguito da Hutchinson e Rutter, mentre Alastair Seeley accusa un lieve ritardo a causa di uno scatto non entusiasmante. Al termine del primo giro è sempre Irwin a comandare, mantenendo un consistente vantaggio sugli inseguitori. Poco alla volta Seeley riesce a recuperare terreno e, dopo il tentativo di fuga di Hutchinson, è proprio il pilota di Carrickfergus ad infastidire Irwin. I giri si susseguono con il duo di testa a mettere in scena una lotta furibonda. Due nordirlandesi, due ruspanti piloti del campionato britannico. Entrambi con lo stesso obiettivo. Sarà un continuo gioco di scie e staccate tra loro, con Hutchinson, lievemente distanziato, ma sempre di traverso. Nel corso dell’ultimo passaggio il pubblico raggela quando Seeley, nel tentativo di superare Irwin in velocità,  mette la ruota posteriore nell’erba. C’è poco spazio per la paura e le emozioni, e Alastair si rimette alla caccia della Ducati di Irwin. A Metropole i due sono separati da pochissimi centesimi e, poco dopo, Seeley sfrutta un doppiato per presentarsi in testa al tratto costiero del Triangle. Mancano poche centinaia di metri al traguardo, quando Irwin infila nuovamente Seeley, tra il tripudio generale ed una folla in visibilio per il giovane rookie della categoria Superbike. Pugni al cielo e programmi sventolati come non si vedeva da anni alla North West, proprio quando Irwin fa ruggire il suo bicilindrico sulla linea del traguardo. La vittoria è sua! La Ducati torna sul gradino più alto del podio alla North West 200 dal periodo di Rutter e Glenn si lascia a festeggiamenti e lancio di guanti al pubblico. Chiude in seconda posizione Alastair Seeley, seguito da Ian Hutchinson, Michael Dunlop e Michael Rutter a coronare una gara mozzafiato.

 

Dopo un inizio di giornata tutt’altro che promettente, questa ultima gara Superbike ha regalato una scarica di adrenalina e passione alle centinaia di spettatori assiepati lungo il Triangle. Una spinta che serviva da anni alla North West 200.