North West 200: Glenn Irwin e Ducati trionfano in una giornata concitata

Portrush, Irlanda del Nord. Dopo la splendida giornata di prove e gare di giovedì, oggi, sabato 13 maggio, la genteimage2 inizia ad assieparsi lungo il Triangle della North West 200, sotto un cielo nordirlandese che non promette nulla di buono. Si attendono rovesci nel corso della mattinata, con previsioni più clementi per il pomeriggio. Il sole di giovedì aveva baciato le gare d’apertura, con la strepitosa doppietta di Martin Jessopp, primo nella Supersport e nella Supertwin, sempre con i fidati colori del Team Riders Motorcycles. L’altra gara di giornata, invece, aveva visto il classico trionfo di Alastair Seeley, sulla BMW Superstock del Team Tyco di Hector e Philip Neill. Con questa vittoria il ‘wee wizard’ di Carrickfergus aveva agguantato i 18 successi sul triangolo della NW200. Ormai Seeley è nella storia, superate di gran lunga le vittorie di due tra i più grandi piloti di tutti i tempi e idoli locali, Robert Dunlop con 15 e Joey Dunlop con 13 successi. Insomma, un affare tra nordirlandesi.

La giornata si scalda con le 600 cc. schierate in griglia per la Bet McLean Supersport Race. Alastair Seeley, Lee Johnston e Michael Dunlop in prima fila, con Martin Jessopp, Dean Harrison e James Hillier a completare la seconda. Dopo un leggero ritardo dovuto alle condizioni dell’asfalto reso scivoloso dalla pioggia, la gara parte regolarmente. Dalla prima casella scatta bene Seeley (Gearlink Kawasaki), che da subito inizia a prendere un leggero vantaggio sugli inseguitori, primo dei quali è Ian Hutchinson. Il ‘Bingley bullet’, sfruttando anche il gioco delle scie, riesce a raggiungere il fuggitivo Seeley al termine del primo passaggio. Tenere il passo di Seeley è un’impresa e nel corso del secondo giro si crea un gruppo compatto guidato da Ian Hutchinson, Michael Dunlop, Lee Johnston, Martin Jessopp, Bruce Anstey, William Dunlop e James Hillier. Da parte sua, si mette in luce il giovanissimo Adam McLean, che senza molti timori reverenziali infila gli avversari in una danza di scie e sorpassi. Sarà un continuo superarsi a vicenda sui lunghi rettilinei in questi primi giri, quando al terzo passaggio avviene un contatto tra McLean e Johnston. Il pacchetto di piloti, dopo lo scollinamento di Black Hill si fionda verso Juniper Chicane, dove il ‘Generale’ Lee tenta il sorpasso su McLean che, ignaro, chiude la porta. Sarà Lee Johnston ad avere la peggio, finendo a terra e palesando una certa stizza per l’accaduto. Fortunatamente, il contatto non ha avuto conseguenze per i piloti. Mentre gli inseguitori si danno battaglia a suon di staccate a University Corner e York Corner, all’ultimo dei sei giri previsti Seeley prenderà definitivamente il largo, giungendo vittorioso al traguardo e conquistando la sua diciannovesima affermazione alla North West 200. Sul podio con lui salgono i due fratelli Dunlop, rispettivamente William (IC/Caffrey Racing Yamaha) e Michael (MD Racing Yamaha). Strepitosa quarta posizione per Adam McLean (MSS Kawasaki), giovane promettente da tenere bene in cosiderazione, seguito nientemeno che da Ian Hutchinson (McAms Yamaha), poi James Hillier, Jamie Coward e Peter Hickman.

Dopo l’entusiasmante gara della Supersport, che aveva rincuorato i tifosi impazienti di assistere ad una memorabile giornata di competizioni, le cose non si mettono bene per la Superbike. Di nuovo la pioggia ad ostacolare il normale svolgimento di una North West che negli ultimi anni si è rivelata avversa al meteo. Ad aggiungere problemi a Mervyn Whyte, il Clerk of the Course, è una consistente perdita d’olio lungo il tracciato adimage1 opera della Suzuki di Michael Dunlop. Si decide perciò di ritardare la partenza, con le big bikes che verranno riportate in griglia solamente alle 14.00 locali. Sotto un cielo plumbeo e con continui scrosci di pioggia, la corsa viene ridotta da sei a quattro giri. Le prime due file vedono un quasi totale dominio BMW, interrotto dal sound Ducati di Glenn Irwin e dalla Suzuki di Michael Dunlop. E’ il veterano e sornione Michael Rutter su BMW Bathams a scattare dalla prima casella, seguito da Seeley su BMW Tyco e Glenn Irwin su Ducati BeWiser. In seconda fila troviamo Michael Dunlop (Suzuki Bennett’s), Martin Jessopp (BMW Riders) e Peter Hickman (BMW Smiths). Impossibile non notare come i piloti di stampo British Superbike riescano sempre a fare la voce grossa alla North West 200. Dopo una lunga attesa, scatta la Anchor Complex Superbike Race, con Alastair Seeley subito a dettare il ritmo, seguito da Rutter, Hutchinson, Irwin e Dunlop. Ancora una volta il minuto pilota di Carrickfergus di casa Tyco riesce ad interpretare il tracciato in maniera impeccabile, lasciando poco spazio agli avversari. Solo Michael Rutter gira su tempi riguardevoli, nonostante l’asfalto scivoloso, ma incassa constantemente un paio di secondi al giro da Seeley. Dietro di loro si mette in mostra Lee Johnston, unico alfiere Honda dopo l’incidente di John McGuinness e lo stop dato da Honda Racing a Guy Martin. I colpi di scena non mancano nemmeno in questa seconda gara di giornata, con Glenn Irwin autore di un dritto senza conseguenze, riuscendo poi a riprendere il ritmo, tallonato da Hutchinson, Derek Sheils, Dean Harrison, James Hillier, Horst Saiger e Peter Hickman. Da segnalare al secondo giro è il ritiro del ‘Kiwi’ Bruce Anstey. Il vantaggio accumulato da Seeley è impressionante e al termine del quarto ed ultimo passaggio avrà ben 21 secondi di margine su Michael Rutter. Chiude il podio Lee Johnston (Honda Jackson Racing). Dietro di loro arrivano Irwin (BeWiser PBM Ducati), Hickman (BMW Smiths), Sheils (Cookstown BE Suzuki), Harrison (Silicone Engineering Kawasaki), Hillier (JG Speedfit Kawasaki), Horst Saiger (saiger-racing.com Kawasaki) e Ian Hutchinson (Tyco BMW) a completare la top ten.

Anche per la gara riservata alle Supertwin, si parte sotto un cielo grigio e poco promettente. In griglia sono presenti nomi di tutto rispetto: Michael Rutter, in sella alla Kawasaki KMR preparata da Ryan Farquhar, presente alla North West come team manager esattamente dodici mesi dopo il terribile crash dello scorso anno. Rutter è in buona compagnia, con il vincitore di giovedì, Martin Jessopp (Riders Kawasaki), Michael Sweeney (Kiely Heating Racing) e Dan Cooper (KW Electrica). Straordinaria, se mai fosse passata in sordina, la forza di volontà di Cooper, che lo scorso anno fu sfortunatamente coinvolto nel terribile incidente di Farquhar. Dopo le interviste di rito prende il via la JM Paterson Supertwin Race, con il trio composto da Rutter, Cooper e Jessopp a dettare il ritmo, e con quest’ultimo a caccia della doppietta. Il trio di testa si da battaglia per tutti i quattro giri previsti, con sorpassi in rettilineo e staccate. Alla bandiera a scacchi sarà il ‘vecchio’ Michael Rutter ad avere la meglio su Cooper e Jessopp, seguiti da Michael Sweeney e Marty Lennon. Questa gara Supertwin ha coronato una storia splendida: Rutter vince su Kawasaki KMR, mentre dietro di lui arriva Cooper. Come se si volesse dare un lieto fine a ciò che era rimasto in sospeso lo scorso anno. All’arrivo nel parco chiuso si nota un Ryan Farquhar visibilmente commosso per la vittoria del suo pilota. Ad un anno dal grave incidente questa è una grande carica per Ryan.

Il programma di gare prosegue nuovamente con le grosse cilindrate pronte a dar vita alla CP Hire Superstock Race. Al via scatta bene Ian Hutchinson (Tyco BMW), che si presenta in testa a York Corner, salvo poi arrivare lungo e ritrovarsi in quarta posizione. Prende la testa della gara il solito Seeley seguito da Rutter, Lee Johnston e Hutchy. I tre alfieri BMW e la Honda di Johnston battagliano tra i rettilinei e le furibonde staccate, con Hutchinson che si ritrova più volte ad infilare gli avversari nel tratto di Black Hill, salvo poi perdere la testa della corsa in rettilineo. La mossa decisiva la fa Alastair Seeley, che infila Hutchy a Mather’s Chicane e accumula qualche decimo di vantaggio. La pioggia inizia a farsi sentire e Hutchinson arriva lungo alla staccata di Mather’s Chicane, mentre Lee Johnston e Peter Hickman perdono terreno. Dopo pochi minuti la direzione gara decide di interrompre la corsa con la bandiera rossa. Safety first, questa è la regola. Vince così nuovamente Seeley che raggiunge il record di 21 trionfi, quattro in questa edizione 2017 della North West. Il podio viene completato da Hutchinson e da un furioso Rutter, che si lamenta del fatto che sarebbe stato meglio fermare prima la gara, come rivelerà al parco chiuso. Chiude il podio Lee Johnston, poi Hickman, Harrison, Saiger, Kneen, HIllier e William Dunlop.

L’ultima gara di giornata è, come al solito, il pezzo grosso: la Vauxhall North West 200 Superbike Race. Nuovamente sono le grosse cilindrate a trovarsi in griglia, e dopo una giornata di gare concitata, ma tutto sommato risultata più produttiva di altre edizioni, il pubblico si aspetta una grande bagarre. Basterà accendere i motori per venire ripagati di tanta attesa. Partita sotto un cielo quasi sgombero da nuvole e con l’asfalto che andava via via asciugandosi, la gara Superbike ha riservato emozioni e adrenalina, sorpassi e controsorpassi. Il tutto condensato in sette giri. Al rilascio della frizione è Glenn Irwin su Ducati BeWiser a partire alla grande, seguito da Hutchinson e Rutter, mentre Alastair Seeley accusa un lieve ritardo a causa di uno scatto non entusiasmante. Al termine del primo giro è sempre Irwin a comandare, mantenendo un consistente vantaggio sugli inseguitori. Poco alla volta Seeley riesce a recuperare terreno e, dopo il tentativo di fuga di Hutchinson, è proprio il pilota di Carrickfergus ad infastidire Irwin. I giri si susseguono con il duo di testa a mettere in scena una lotta furibonda. Due nordirlandesi, due ruspanti piloti del campionato britannico. Entrambi con lo stesso obiettivo. Sarà un continuo gioco di scie e staccate tra loro, con Hutchinson, lievemente distanziato, ma sempre di traverso. Nel corso dell’ultimo passaggio il pubblico raggela quando Seeley, nel tentativo di superare Irwin in velocità,  mette la ruota posteriore nell’erba. C’è poco spazio per la paura e le emozioni, e Alastair si rimette alla caccia della Ducati di Irwin. A Metropole i due sono separati da pochissimi centesimi e, poco dopo, Seeley sfrutta un doppiato per presentarsi in testa al tratto costiero del Triangle. Mancano poche centinaia di metri al traguardo, quando Irwin infila nuovamente Seeley, tra il tripudio generale ed una folla in visibilio per il giovane rookie della categoria Superbike. Pugni al cielo e programmi sventolati come non si vedeva da anni alla North West, proprio quando Irwin fa ruggire il suo bicilindrico sulla linea del traguardo. La vittoria è sua! La Ducati torna sul gradino più alto del podio alla North West 200 dal periodo di Rutter e Glenn si lascia a festeggiamenti e lancio di guanti al pubblico. Chiude in seconda posizione Alastair Seeley, seguito da Ian Hutchinson, Michael Dunlop e Michael Rutter a coronare una gara mozzafiato.

 

Dopo un inizio di giornata tutt’altro che promettente, questa ultima gara Superbike ha regalato una scarica di adrenalina e passione alle centinaia di spettatori assiepati lungo il Triangle. Una spinta che serviva da anni alla North West 200.

North West 200 – La giornata di gloria di Martin Jessopp

Martin Jessopp (foto: NorthWest200)

Martin Jessopp verso la vittoria nella Supertwin (foto: NorthWest200)

Dopo le qualifiche di oggi, giovedì 11 maggio, si entra finalmente nel vivo di questa North West 200 con le prime gare previste in serata. Un meteo splendido fa da contorno a questa giornata di competizioni al triangolo Portstewart-Coleraine-Portrush, oscurata solo dall’incidente di John McGuinness durante le prove.

Alle ore 18 locali scatta la Supersport Race, con in pole il favorito e solito mattatore della NW200 Alastair Seeley su Gearlink Kawasaki. Ma al via è Ian Hutchinson sulla Yamaha nera Traction Control a scattare davanti a tutti e, a sopresa, al termine del primo passaggio il ‘wee wizard” Seeley rientra ai box: gara già finita per lui a causa di un problema elettrico, con Martin Jessopp (Triumph Riders Motorcycles) che nel frattempo ha scavalcato Hutchy; alle loro spalle segue un trio molto agguerrito, formato da Dean Harrison, Lee Johnston e James Hillier, in una gara che si preannuncia assolutamente da brividi. Le bagarre si sprecano, Hutchinson riprende la leadership mentre Jessopp perde la posizione anche nei confronti di Harrison, ritrovandosi al terzo posto, mentre James Hillier (Kawasaki JG Speedfit) battaglia con Lee Johnston in un tripudio di sorpassi. Sul finale è l’inglese Martin Jessopp ad avere la meglio, conquistando la sua prima vittoria alla North West 200, accompagnato sul podio da Ian Hutchinson e James Hillier.

Nemmeno il tempo di riprendere fiato e i piloti sono di nuovo in griglia per la gara Superstock: in pole è il veterano Michael Rutter (BMW Bathams SMT), ma subito si nota la mancanza della Honda di Guy Martin oltre a quella di McGuinness: il Team Honda Racing ha deciso di non far correre Guy, non essendo i tecnici ancora riusciti ad analizzare a fondo il problema che ha causato la caduta di “McPint” poche ore prima. Al via è Rutter a scattare al comando, lanciandosi verso Primerose Hill e York Corner davanti a Seeley, Hutchinson e Harrison, ma il pilota di Carrickfergus vuole assolutamente questa vittoria, che sarebbe la sua unica di giornata; al termine del primo giro, infatti, Seeley è già al comando, mentre Dan Kneen, Peter Hickman, Steve Mercer e Michael Dunlop si ritirano in pit lane. Ma ecco, anche in questa gara Superstock, il colpo di scena: Michael Rutter si ritira a Mather’s Chicane a causa di un problema tecnico, abbandonando una bagarre assicurata. Seeley si ritrova a comandare con un buon margine su Lee Johnston e Dean Harrison. E così sarà fino al termine della gara, con Alastair Seeley che va a vincere su BMW Tyco con un nuovo lap record in 4’22″7, agguantando il diciottesimo trionfo al Triangle nordirlandese. Chiudono il podio Lee Johnston (Honda Jackson Racing) e Dean Harrison (Kawasaki Silicone). Seguono Martin Jessopp, James Hillier, Derek Sheils, William Dunlop, Dan Cooper e Sam West.

L’ultima gara di questa giornata fortunatamente (e di questi anni, stranamente) baciata dal sole, è la Supertwin Race, che consacrerà Martin Jessopp a re di questa prima parte di North West 200. Jessopp scatta bene dalla pole seguito da Rutter (Kawasaki KMR), Ivan Lintin, Dan Cooper ed il newcomer  Adam McLean, mentre Lee Johnston fatica a partire con la seconda moto preparata da Farquhar. Al secondo passaggio Jessopp fa segnare il nuovo record nella classe Supertwin in 109.6 mph di media ed imprime un ritmo forsennato alla gara, che nemmeno il recordman dello scorso anno, Ivan Lintin, riesce a sostenere. Verso metà gara il giovane Jessopp sembra poter avere vita facile, avendo messo 1.9 secondi tra sè e Rutter, ma mai sottovalutare la vecchia volpe. All’ultimo passaggio Rutter ha dimezzato il gap e con un nuovo giro record in 110.132 mph di media si rimette alla caccia del giovane di Yeovil. Nonostante i tentativi di Rutter è Martin Jessopp a prendersi la vittoria, la seconda oggi a coronare una giornata certamente memorabile per lui. Simpatico, poi, il siparietto al parco chiuso, dove Jessopp risponde al cellulare alla madre, ansiosa di fargli i complimenti; secondo posto per il veterano Michael Rutter, mentre terzo è Ivan Lintin. Seguono Dan Cooper, Derek Sheils, Adam McLean, James Cowton, Chris Elkin, Paul Jordan e Marty Lennon a chiudere la top ten.

La prima giornata di gare alla North West 200 è stata infuocata. Un ottimo inizio, quindi. L’appuntamento ora è per sabato con un’intera giornata di competizioni lungo il leggendario Triangle!

North West 200 – Aggiornamento sulle condizioni di Farquhar e Cooper

Dopo una giornata di gare ricca di alti e bassi, con una gara Supersport estremamente agguerrita, il contrattempo dovuto all’incendio di una casa a Station Corner e l’incidente di Farquhar e Cooper nella gara Supertwin, il Triangle della North West 200 si prepara per il grande evento di domani, sabato 14 maggio. Ben sei gare in programma a partire dalle 9.30 ora locale. Ma andiamo per gradi e, soprattutto, in ordine di importanza.