Tourist Trophy, prima giornata di gare. Brillano Hickman, i Birchall e Johnston

Lunedì 3 giugno, una giornata tanto attesa all’Isola di Man, una giornata che avrebbe dovuto rappresentare finalmente l’inizio  delle gare, ritardate di due giorni a causa del maltempo. In realtà, ciò che rimane di questo primo giorno di gare al Tourist Trophy è amarezza. Amarezza per la perdita di un ben noto pilota e per risultati dichiarati solamente a metà delle gare. 

Peter Hickman sulla BMW Smiths Superbike (foto: Diego Mola)

Ma andiamo con ordine. Il tempo è finalmente bello su Ellan Vannin e tutto è pronto per la prima gara di giornata, la Superbike. Una gara ridotta da 6 a 4 giri a causa del programma condensato di oggi: dopo la Superbike è prevista gara 1 Sidecar, poi due giri di prove per la Lightweight, poi uno per il TT Zero, 4 giri di gara Supersport e uno di qualifiche Stock.

 

SUPERBIKE RACE

Il via alle 11.00 locali e il primo pilota a ricevere la famosa pacca sulla spalla da parte del marshal è il manxman Conor Cummins, che inaugura le gare a bordo della Honda Milenco by Padgett’s. Ma è Dean Harrison (Kawasaki Silicone) che, come previsto, balza in testa alla classifica dei tempi, seguito da Hickman, Conor, Hillier e Michael Dunlop. Al termine del primo passaggio “Deano” comanda con un solo secondo su Hickman, alla media di 132.48 mph contro 132.34: si prospetta una bagarre con i fiocchi! Mentre si ritirano in pit lane John McGuinness (Norton) e Derek McGee (Kawasaki McGee Racing), Harrison inizia a spingere forte e al rilevamento di Glen Helen porta il suo vantaggio ad oltre 4 secondi sull’inglese di Smiths Racing. Notoriamente, però, Peter Hickman è in grado di recuperare terreno nella sezione del Mountain e così sarà, mangiandosi tutto il margine del connazionale: 0.045 il distacco tra i due al Bungalow! All’ultimo rilevamento del tracciato, Cronk-ny-Mona, “Hicky” prende le redini della corsa, mentre ci si ferma per il primo (ed unico, in questo caso) pit stop per rifornimento. Ma è all’inizio del terzo giro che avviene la tragedia: a causa di una caduta nel veloce tratto tra Braddan e Union Mills, il 27enne inglese Daley Mathison perde la vita a bordo della BMW S1000RR Penz13. Qui il nostro ricordo di Daley

La gara viene immediatamente interrotta con bandiera rossa e la vittoria viene assegnata a Peter Hickman sulla BWM Smiths Racing; secondo posto per Dean Harrison, terzo per Conor Cummins, quarto James Hillier (Kawasaki Quattro Plant), poi Michael Rutter (Honda RC213V Bathams), Michael Dunlop (BMW Tyco), Davo Johnson (Honda Racing), Jamie Coward (Yamaha Prez), Gary Johnson (Kawasaki RAF) e Davey Todd (BMW Penz13).

 

SIDECAR RACE 1

I fratelli Birchall (foto: Diego Mola)

Dominio Birchall. Non ci sono altre parole per descrivere questa prima gara dei Sidecar al TT 2019, con la coppia di fratelli inglesi che vanifica ogni speranza degli avversari dopo aver avuto qualche difficoltà in prova. Questa gara, però, è tutta un’altra storia per i fratelli di Mansfield: Ben e Tom Birchall comandano dal primo al terzo ed ultimo giro, conquistando la loro nona vittoria al TT, la sesta di fila, con ben 48 secondi di vantaggio sugli inseguitori. I Birchall, a bordo del sidecar LCR da loro stessi preparato, fanno registrare anche un nuovo record di gara (in 57’24”005), ma non un nuovo giro record, sfiorando il loro primato di un solo secondo (119.129 mph) forse a causa del forte vento sul Mountain. Tom, inoltre, diventa il passeggero sidecar più vittorioso nella storia del Tourist Trophy con i suoi 9 trionfi, superando il manxman Dan Sayle. Secondo al traguardo è l’esperto John Holden con il passeggero Lee Cain, mentre completano il podio Alan Founds e Jake Lowther. Da segnalare il fantastico quinto posto di Ryan e Callum Crowe, figli del detentore per anni del record sul giro dei Sidecar Nick Crowe e newcomer a questo TT: una quinta posizione finale, appunto, ma anche il nuovo record per esordienti su tre ruote a 113.53 mph, battendo il precedente primato di Tim Reeves che resisteva dal 2008. A proposito di Reeves, sfortuna per il pluricampione del mondo, costretto al ritiro subito a Bray Hill, così come il recordman di vittorie Dave Molyneux, fuori a Braddan. Vediamo se riusciranno a rifarsi in gara 2 nei prossimi giorni.

 

SUPERSPORT RACE 1

Alle ore 18.30 locali scatta la terza gara di questa impegnativa giornata, la Supersport Race 1. Tra i non-starters si contano Brian McCormack, Dan Cooper e Derek McGee. Al via è James Hillier a scattare più velocemente verso St. Ninian’s sulla Kawasaki Quattro Plant e sarà proprio l’inglese a comandare la classifica al primo rilevamento di Glen Helen; ma questa infuocata gara riserva subito un cambio di leadership con Lee Johnston che passa in testa cronometricamente al Bungalow sulla R6 Ashcourt Racing. Al termine del primo dei 4 passaggi previsti è il folletto nordirlandese a comandare per 1.9 secondi su Hillier, seguito da Hickman, Harrison, Gary Johnson e Michael Dunlop. Nel frattempo inizia a cadere qualche goccia di pioggia nella parte ovest del tracciato: anzichè le bandiere rosse, viene esposta la bandiera a scacchi. I piloti completeranno questo secondo giro dicendo addio agli altri due. Ed è proprio Lee Johnston a vincere il suo primo Tourist Trophy tra la felicità generale, regolando un ottimo James Hillier (Kawasaki Quattro Plant), con Peter Hickman a completare il podio sulla Triumph Trooper by Smiths Racing. Commosso, Lee Johnston parla ai microfoni di Manx Radio spiegando di aver avuto timore di un guasto alla sua R6 vedendo gocce d’acqua sulla sua visiera; e desiderando che suo padre, scomparso qualche anno fa, fosse qui con lui a vivere questo momento.

Quarto posto per Dean Harrison (Kawasaki Silicone), poi Michael Dunlop (Honda MD racing), Conor Cummins (Honda Padgett’s), Gary Johnson (Triumph RAF), Jamie Coward (Yamaha Prez), Davey Todd (Honda Padgett’s) e Ian Hutchinson (Honda Racing).

 

Durante le qualifiche della gara Lightweight, dominate da Jamie Coward con Michael Dunlop su Paton al secondo posto e Stefano Bonetti settimo, Derek McGee è stato vittima di una caduta a Greeba Castle, provocandosi fratture alla schiena e dicendo addio a questo TT. Il giro di prove del TT Zero ha invece visto la Mugen di John McGuinness far segnare il miglior tempo, mentre il compagno Rutter, bloccato sul Mountain a causa della rottura del motore della Supertwin nelle qualifiche precedenti, non è riuscito a salire sull’elettrica giapponese.

 

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