Cookstown 100 – Brillano Sheils, Michael Dunlop e il Team McAdoo tra una pioggia di bandiere rosse

Sabato 28 aprile, Contea di Tyrone, Irlanda del Nord. I prati verdi della campagna dell’Ulster risplendono sotto al sole del mattino, ma l’aria è pungente. Le previsioni meteo non sono ottimali, ma in questo momento tutto sembra perfetto per la grande giornata di gare della Cookstown 100

Le strade chiudono alle ore 10.00 locali, con la prima gara che scatta mezz’ora dopo: si tratta della

Adam McLean sulla Kawasaki del Team locale McAdoo Racing (foto: Diego Mola)

Supersport (Non Championship) Race, annullata dopo un solo giro ieri sera per il sole ormai troppo basso. In pole l’irlandese Derek Sheils, quest’anno su una Yamaha R6 privatissima comprata grazie ad una raccolta fondi tra i suoi sostenitori; alle sue spalle in griglia il giovane Adam McLean, new entry nel Team Kawasaki McAdoo, e Michael Dunlop con la Honda MD Racing dalla particolarissima livrea grigia. Michael appare nettamente dimagrito, pronto ad una stagione che per lui si preannuncia grandiosa, almeno sulla carta. Assente purtroppo Derek McGee, poiché il regolamento vieta ai piloti di prendere parte a più di 5 gare in una giornata. Alla partenza è proprio Sheils a mantenere la leadership per i primi 3 giri sui 7 previsti, salvo poi perderla in favore di un infuocato McLean; la gara perde subito William Dunlop, costretto al ritiro per problemi alla sua R6 Temple Golf Racing. Il ragazzino di Tobermore, però, deve fare i conti con l’esperto Michael Dunlop: il figlio di Robert passa all’attacco al quarto giro e guiderà la corsa fino al traguardo, vincendo questa prima gara Supersport con il CBR600RR MD Racing. Alle sue spalle proprio McLean, mentre all’ultimo giro James Cowton beffa Sheils, regalando al team locale McAdoo Racing un doppio podio. Quarto Sheils, quinto Michael Sweeney, sesto Paul Jordan, poi il newcomer Davey Todd, Dan Cooper, Darryl Tweed e Paul Williams a chiudere la top ten. A fine gara, “Micky D” dirà ai microfoni: <<I ragazzi hanno sgomitato parecchio, eravamo carena contro carena. Probabilmente restituirò il favore entro la fine della giornata>>.

Segue la Open B, vinta da Paul “Potchy” Williams (la sua prima vittoria in una road race) seguito dal pilota di Ballymoney Darryl Tweed (esordiente al Manx GP 2017) e da Forest Dunn, trentenne originario della Cornovaglia trasferitosi a vivere in una roulotte in Irlanda del Nord per poter correre le road races. Caduta senza conseguenze alla McAdoo Bends per Davy Morgan e Dominic Herbertson.

Derek Sheils, Suzuki Cookstown/BE (foto: Diego Mola)

Ed ecco poi il classico caos dettato dal bizzarro meteo irlandese: la pioggia bagna alcuni tratti del circuito, mentre altre zone sono completamente asciutte. Gli organizzatori decidono di rinviare la partenza di circa un’ora. Si riprende dunque alle ore 12.45 locali con la prima attesissima Open Race A: in griglia le 1000cc e qualche 600cc, in pole il “Mullingar Missile” Derek McGee seguito dal pilota di Skerries Michael “Micko” Sweeney  e dal 15 volte vincitore al TT Michael Dunlop, alla sua prima gara su Tyco BMW. Solo 12° Derek Sheils, costretto a qualificarsi con il 600cc per la rottura del motore della Suzuki GSX-R1000 Cookstown/BE. Dopo due giri di warm-up e la possibilità di cambiare gomme scatta finalmente la Open Race A per una distanza totale ridotta a 5 giri: la pole di McGee viene subito vanificata da un velocissimo Michael Sweeney, che si porta al comando della corsa mantenendo la leadership fino al quarto giro. Al primo passaggio, dietro al due volte vincitore della Junior Manx GP troviamo McGee, McLean e Michael Dunlop, mentre lo sfortunatissimo fratello William è costretto al ritiro per la seconda gara consecutiva con la sua R1. In sella alla S1000RR Tyco by TAS Racing, il nipote di Joey Dunlop passa prima McLean e poi McGee, portandosi alle costole di Sweeney. E’ bagarre pura sullo stretto stradale dell’Orritor! Al quarto e penultimo passaggio, Michael Dunlop sferra l’attacco su Sweeney portandosi in testa in strada, ma non cronometricamente. Già, perchè in pochi hanno fatto i conti con un indiavolato Derek Sheils, che, partendo dal secondo gruppo, corre praticamente in solitaria e libero di mantenere il proprio incredibile ritmo: è proprio Sheils, sulla Suzuki Cookstown/BE, che vince la prima Superbike Race di questa stagione 2018, con un vantaggio di oltre 4 secondi su Michael Dunlop e Michael Sweeney. Quarto Derek McGee, poi Adam McLean, James Cowton, Ali Kirk, ottavo il newcomer Davey Todd (partito dalla 18^ posizione!), poi Brian McCormack e Thomas Maxwell.

Derek McGee sulla Honda Moto3 Joey’s Bar (foto: Chris Usal)

Dalle big alle wee bikes con in griglia le 125/Moto3. Al termine dei 5 giri previsti è il solito Derek McGee sulla bella Honda 250 Moto3 Joey’s Bar Racing a prendersi la vittoria con tanto di nuovo lap record di categoria; dietro di lui Adam McLean e Paul Robinson (figlio di quel Mervyn Robinson dell’Armoy Armada). Tra le 125cc trionfa invece Joe Loughlin sull’austriaco Chris Eder e Nigel Moore.

Gara piuttosto insipida la successiva, interrotta al quarto giro per la caduta di Mike Norbury (la seconda in questo weekend; il pilota di Manchester sta bene) alla curva Mackney’s, una secca a destra dove i piloti falciano letteralmente i cespugli con moto, tuta e casco. Questa Supersport Race vede una doppietta tutta McAdoo Kawasaki, con grande gioia della squadra di Cookstown: vince l’inglese James Cowton davanti al nuovo compagno di Team Adam McLean, mentre completa il podio Derek Sheils su Yamaha R6. Quarto è Michael Dunlop, poi Derek McGee, William Dunlop, Micko Sweeney, Paul Jordan, Dan Cooper e Davey Todd.

A seguire la Supersport B (le gare B sono riservate ai piloti più lenti rispetto al gruppo A): a sorpresa è il newcomer neozelandese Daniel Mettam (su Kawasaki del Team locale McKinstry Racing) a vincere su Kris Duncan e Kevin Fitzpatrick! Barry Sheehan si aggiudica invece la Junior Support, mentre tra le 400cc trionfa il nordirlandese Enda Trearty. Spazio alle Classic con la categoria Junior e il solito Barry Davidson che si prende la vittoria.

A questo punto l’attesa e temuta pioggia è arrivata ed in modo anche parecchio insistente: la gara Supertwin è completamente “wet” e già durante il primo passaggio, mentre McLean aveva sottratto la leadership al poleman Loughlin, viene esposta bandiera rossa per la caduta di Michael Browne, senza conseguenze per il pilota. Tutto da rifare, con una griglia che risente chiaramente della mancanza di due top riders sulle bicilindriche 650cc, Derek Sheils (incredibilmente senza una “Twin” per questa stagione) e Michael Sweeney (con la sua ER6 ritirata solo ieri mattina e non ancora pronta per gareggiare). Si riparte, ma ecco che prima del termine del primo passaggio è di nuovo red flag: questa volta sono proprio i due leader di gara a cadere, con Cowton che scivola travolgendo l’incolpevole Loughlin; entrambi i piloti stanno bene, ma il giovane Joe decide di non prendere parte alle restanti gare di giornata. Il tracciato è molto molto scivoloso ed addirittura anche un Travelling Marshal è stato vittima di una caduta durante il warm-up. Il Clerk of the Course parte in auto per un giro d’ispezione del circuito, le Supertwin procedono con un ulteriore warm-up lap e al rientro, sentiti i piloti, viene presa la decisione di far rientrare al paddock le 650cc e passare invece alla Senior Classic, che sarà vinta da Richard Ford.

Michael Dunlop sulla Honda CBR600RR MD Racing (foto: Diego Mola)

Vista l’ora e le condizioni meteo si opta per far correre da questo momento prima tutte le gare “A”; si ritenta quindi la ripartenza della Supertwin A, ora ridotta a soli 4 giri e con molte defezioni. Fuori gioco i due protagonisti principali Cowton e Loughlin, è il giovane Adam McLean ad approfittarsene sulla Er6 Roy Hanna Motors, completando una gara in leadership solitaria; alle sue spalle si infiamma la bagarre per il secondo posto tra il pazzesco newcomer neozelandese Daniel Mettam (alla prima volta all’Orritor Circuit e già vincitore della Supersport B) e l’altro “esordiente d’oro” Davey Todd (Kawasaki Cookstown/BE). Le posizioni alla bandiera a scacchi saranno proprio queste, con Thomas Maxwell quarto, Derek McGee quinto (partito dal terzo gruppo per problemi in qualifica), poi Dom Herbertson, Ali Kirk, Paul Gartland, Stephen McKnight e Andy Farrell.

Parte subito dopo la Senior Support Race, classe in cui lo scorso anno eravamo abituati a godere delle performance del funambolico Joe Loughlin. Ma di nuovo l’ultima curva è teatro di una caduta, con conseguente interruzione della gara: si tratta di Owen Graves, che riporterà qualche frattura. Si riparte quindi con una gara di soli 3 giri, ma nuovamente interrotta per la caduta di Darren Keys (subito in piedi) all’ultima famigerata curva. La gara viene dunque abbandonata, così come tutto il resto del programma di gare. L’asfalto dell’Orritor Circuit è ora davvero troppo scivoloso.

Un vero peccato per piloti, organizzatori, spettatori e addetti ai lavori. Ma pare che il futuro sia proprio questo: con la pioggia si sta evitando di correre anche nelle piccole Nationals. “Safety first”, la sicurezza prima di tutto.

 

 

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Una reazione a Cookstown 100 – Brillano Sheils, Michael Dunlop e il Team McAdoo tra una pioggia di bandiere rosse

  1. Stefano tosi ha scritto:

    Grazie per il resoconto molto dettagliato per noi che amiamo le road race Stefano tosi

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