Intervista a Joe Loughlin, il ragazzo prodigio delle road races

Casco nero, tuta bianca tutt’altro che integra, moto piuttosto raffazzonate. Si presentava così, sotto la sua tenda nel grezzo paddock di Cookstown, il giovane Joseph Loughlin, quando lo abbiamo avvicinato per una breve intervista. 

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Joe Loughlin sulla R6 Crossan Motorcycle a Faugheen (foto: John Burke)

Ventiquattro anni, irlandese di Castleblaney, figlio del road racer Brian “Barry” Loughlin. Tutto fuorché uno che attira l’attenzione per precisione, pulizia e aspetto professionale del proprio “campo base”. Ma il bello è proprio questo. Joseph, Joe per gli amici, è uno di quei talenti puri e sbalorditivi che arrivano come fulmini solo una volta ogni tanto. La sua prima corsa su strada fu l’Ulster Grand Prix nel 2014, classe Lightweight, con la Kawasaki 400 del padre Barry, e salì sul terzo gradino del podio. Lui che veniva dalla pista e che due anni dopo sarebbe diventato Irish Supertwin Champion.

Ma le corse su strada, un affare di famiglia per i Loughlin, hanno avuto il richiamo più forte per il ragazzo irlandese, che proprio quest’anno ha intrapreso la sua prima vera stagione road racing completa, nelle classi “d’esordio” Junior e Senior Support. A Tandragee, vittoria in entrambe le categorie; a Cookstown, da newcomer, ancora un trionfo in entrambe le classi. A Walderstown vittoria Junior, Senior e Supertwin (questa volta battendo tutti i “big”) con  lap record in tutte le classi; a Faugheen stessa storia, vittorie e lap record. Unica eccezione fu Skerries, con il trionfo nella Junior ma un incidente nella Senior, quando Joe si era trovato ben presto a doppiare la signora Yvonne Montgomery e i due entrarono in collisione.

E, per inciso, si tratta in tutti i casi di vittorie “by a country mile”, come dicono in Irlanda, ovvero con distacchi abissali sul secondo classificato. Classi troppo facili per il talentuoso Loughlin? Benissimo, la prova del nove è arrivata appunto a Walderstown e Faugheen, quando Joe si è schierato tra le 650cc con i vari Sheils, McGee e Sweeney, battendoli tutti. Impressionante.

(Al termine della nostra chiacchierata Joe fa un “saluto” al suo caro amico Davide Ansaldi, pilota di road races fino al 2014, con l’unica parola che conosce in italiano…)

 

Joe, quando hai iniziato a correre?

Quando avevo 13 anni, ora ne ho 24. 

 

E le road races?

Da quando ne avevo 21, nel 2014. Ho corso all’Ulster Grand Prix con la Kawasaki 400 di mio padre e sono arrivato terzo nella Lightweight. E’ stato bellissimo essere sul podio.

 

 

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(foto: Baylon McCaughey)

Sei supportato da un nome famoso, Crossan, che era uno sponsor di Robert Dunlop.

Sì, Crossan Motorcycle e TheVisorshop.com mi supportano con la Yamaha R6, nel loro negozio ci sono un sacco di tute di Robert Dunlop! 

 

Sei cresciuto con un particolare pilota come esempio? 

Quando ero più piccolo probabilmente Joey Dunlop, ma ora il mio pilota preferito è Ian Hutchinson. Riuscire a tornare e vincere dopo quello che ha subito è qualcosa di incredibile. 

 

Hai il TT nel mirino? O prima pensi al Manx Grand Prix?

Ho intenzione di correre al Manx GP l’anno prossimo, o l’anno successivo. Probabilmente l’anno prossimo. 

 

 

Qual è il tuo lavoro di tutti i giorni? E come ti alleni per le gare?

Sono un apprendista idraulico. Per quanto riguarda l’allenamento, faccio “circuit training” e cardio, ma non molto. Ci sono sempre un sacco di cose da fare sulle moto, comunque quando posso faccio questi allenamenti e boxe.

 

E come impari i tracciati prima delle gare?

Me li insegna mio padre, ogni volta prima delle gare facciamo circa 10 giri del tracciato in macchina. Poi guardo anche dei video onboard su YouTube.

 

 

La tua famiglia quindi ti supporta pienamente.

Sì, ma probabilmente non è molto contenta che io faccia le road races! Ma vedi, furgone, tenda, siamo tutti qui accampati!

 

Bene Joe, vuoi dire qualcosa per finire l’intervista?

Sì sì, “hello Davido, fanc**o!”

 

 

 

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