Classic TT nel caos parte 2: “La moto di Dunlop non è stata controllata”

Il Classic TT dell’Isola di Man è ormai terminato, ma proseguono gli strascichi della polemica che ha accompagnato la squalifica di ben 4 moto dalla gara Superbike.

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Una delle tre Kawasaki Mistral Racing, guidata da Dan Kneen (foto: Lap Concepts)

Come spiegato nel nostro precedente articolo,  la gara Classic Superbike di lunedì 29 agosto era stata dominata da Michael Dunlop su Suzuki XR69, seguito da Dean Harrison (Kawasaki Silicone Engineering) e James Hillier (Kawasaki Greenall Racing); quarto posto per Michael Rutter (Harris Team Winfield), quinto Jamie Coward (Kawasaki Mistral Racing), poi Horst Saiger (Kawasaki Greenall Racing) e William Dunlop (Kawasaki Herheim Racing).

A seguito delle consuete verifiche post gara, però, le Kawasaki di James Hillier, Dean Harrison, Horst Saiger e Jamie Coward sono state squalificate, con la classifica finale che vede quindi Rutter al secondo posto e William Dunlop al terzo.

Mentre sulle due ZXR750 Greenall Racing di Hillier e Saiger sono stati riscontrati motori sovradimensionati (con Hillier che lascia indignato il Team e Saiger che invece difende la squadra), le altre due Kawasaki sono state eliminate dalla classifica finale poichè i team le hanno rimosse dalla Technical Inspection Area, fatto che ovviamente va incontro a sanzione.

Ma perché Silicone Engineering Racing e Mistral Racing hanno rimosso dalle verifiche tecniche rispettivamente le moto di Dean Harrison e Jamie Coward?

La risposta la fornisce proprio Ian Harrison, Team manager Mistral Racing. Riportiamo quanto comunicato da Mistral, dopo che la moto di Coward è stata sottoposta a verifiche con la squalifica delle due Kawasaki che lo precedevano:

“Ci è stato chiesto di rimuovere il serbatoio, vuotarlo e portarlo agli esaminatori addetti alla benzina, e lo abbiamo fatto. Mentre aspettavamo che controllassero quello di Rutter, i meccanici di Michael Dunlop hanno portato il loro serbatoio, lo hanno appoggiato per terra vicino al nostro e se ne sono andati. Poi noi abbiamo dovuto riempire il nostro serbatoio, farlo misurare, far prelevare campioni di benzina e vuotarlo di nuovo. Nel frattempo i meccanici di Dunlop sono tornati, hanno ripreso il loro serbatoio e lo hanno rimesso sulla moto senza aver fatto alcun controllo della benzina e delle dimensioni. Abbiamo visto tutto questo con i nostri occhi. E negli ultimi due anni li abbiamo anche visti mettere additivi nella benzina dopo aver passato lo scrutinio; ci chiediamo dunque se gli scrutinatori sappiano tutto questo.

Poi ci è stato chiesto di smontare la nostra moto per un altro controllo, e a quel punto abbiamo chiesto se la moto di Dunlop fosse stata controllata; la risposta è stata <no, perché è già stata controllata a metà settimana e sigillata>; abbiamo fatto presente che il motore di Dunlop era totalmente smontato la domenica sera, senza alcun sigillo. Il capo scrutinatore ha affermato <il sigillo è stato tolto appena la moto è stata portata qui e buttato nella spazzatura>; a questo punto abbiamo chiesto di vedere questo cestino della spazzatura e lo scrutinatore ci ha detto di chiudere la nostra fott**a bocca e farci gli affari nostri.

Nel frattempo nessuno scrutinatore si avvicinava alla moto di Dunlop. Ci hanno poi chiesto di aprire il motore e abbiamo risposto che lo avremmo fatto volentieri, ma che avrebbero dovuto aprire anche quelli di Dunlop e Rutter dato che nessuno aveva ancora fatto alcun controllo sulle loro moto in tutto questo tempo. Lo scrutinatore ha ripetuto la domanda con fare aggressivo e gli ho risposto a tono. Alla fine ho detto <se non apri i loro motori non apri nemmeno il mio>; probabilmente la risposta che voleva sentire, con il senno di poi.

Mi dispiace molto per Jamie (Coward) che ha subito una squalifica non per colpa sua, dopo una grande gara, ma credo che tutti debbano ricevere lo stesso trattamento. Spero che il prossimo anno ci saranno grossi cambiamenti, non abbiamo bisogno di gente come questa nel nostro sport, alle volte è già duro abbastanza”.

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La Suzuki XR69 di Michael Dunlop (foto: Lapconcepts)

Prontamente è arrivata la risposta di uno dei meccanici di Michael Dunlop al Classic TT: “Abbiamo dovuto aprire il motore di Michael prima della gara e mentre facevamo questo ho chiesto agli scrutinatori di controllarlo e sigillarlo. Durante le verifiche post gara il motore è stato verificato, così come la benzina. Mi spiace che Mistral non abbia visto tutto questo. L’accusa di mettere additivi, poi, è assolutamente falsa. Abbiamo un motore di 1216cc in una classe con limite 1300cc; abbiamo un serbatoio con capacità 25.09 litri quando il limite è 29 litri. E’ la vostra moto purtroppo ad essere stata giudicata fuori regolamento e squalificata. Se una moto 750cc legale non riesce a competere con moto più potenti bisognerebbe rivedere il regolamento, ma nel frattempo le regole sono queste. Inoltre, siamo stati informati 9 giorni prima della gara che le prime 3 moto sarebbero state controllate; questo ha dato la possibilità ai team di assicurarsi che le proprie moto corrispondessero al regolamento. Quindi forza, voglio vedere Mistral Racing lottare ancora con noi l’anno prossimo”.

Un grande caos insomma, fatto di accuse, risposte, qualcosa che certamente rovina la bellezza di questo sport ma anche cose, inutile negarlo, che sono sempre esistite. Purtroppo. Per ora, nessuna precisazione da parte degli organizzatori (che, per il Classic TT, sono gli stessi del Tourist Trophy; pare che invece gli scrutinatori facessero parte dell’Organizzazione del Manx GP), una precisazione che sarebbe necessaria per fare chiarezza, giustizia, e per mettere a tacere troppi pettegolezzi e opinioni false che circolano nell’ambiente. Opinioni che invitiamo i nostri lettori ad esprimere con rispetto e nella consapevolezza di sapere solo una piccola parte di tutto ciò che accade…

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Una reazione a Classic TT nel caos parte 2: “La moto di Dunlop non è stata controllata”

  1. Bernini Michele ha scritto:

    Mah, difficile dire, si può solo fare delle supposizioni. Dubito che i piloti c’entrino qualcosa.
    Peraltro non sono stupito, perchè queste cose sono sempre accadute, quindi per me non cambiano di una virgola il valore di queste gare e di questa manifestazione. Da sempre nel motorsport si tenta di imbrogliar….ehm, interpretare il regolamento per vincere.
    Mi piacerebbe leggere il regolamento per capire bene cosa è ammesso e cosa no. Perchè qui di classico mi sa che non c’è nulla.
    Trovo poco sensata la posizione di Mistral racing. Se la tua moto è regolare, sai che potrebbero chiederti di aprirla.
    Noto anche che comunque, due su due, Michael Dunlop c’è in mezzo. Ricordando il polverone che fecero nei national con Farquhar ai tempi della kawa mono 450cc (reo di batterli in 250 dove avevano la vittoria assicurata) qualche anno fa, fatico a vederlo del tutto estraneo a questi episodi, assodato anche il potere “mediatico” che sta prendendo in questo sport.
    In sintesi, ormai il TT ha tutto quello che serve per fare successo. Belle gare bei piloti, polemiche e risse verbali. 😀

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